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Archive for February, 2007
Wednesday, February 28th, 2007
Spesso tendiamo a dimenticarcene, ma l’Italia suo malgrado non è un paese normale; meglio, non è un paese solo ma due paesi: L’Italia nata nel 1870 e il feudo del Papa nel cuore di Roma.
E nelle ore travagliate che stiamo attraversando attendendo un voto di fiducia dal senato - nient’affatto scontato, alla luce delle dichiarazioni di diversi senatori centristi ce ne rendiamo -ancora una volta- nitidamente conto.
La domanda la pone chiara e netta il senatore Schifani:
“Presidente Prodi, ci dica con chiarezza e senza ricorrere al politichese: il disegno di legge del governo sui Dico lo sosterrete o no in Parlamento?“
Già perchè, appena dopo lo sgambetto della settimana scorsa, i vari Mastella, Andreotti, De Gregorio, s’erano ritrovati tutti uniti nel sostenere che, tolta dal tavolo la legge sulle unioni civili, il governo avrebbe prontamente riottenuto i numeri (e il consenso) per continuare a governare.
Abbiamo escluso i DiCo dai 12 comandamenti lasciandoli all’iniziativa parlamentare, nel tentativo di aggirare la trappola ma allo stesso tempo di portare a casa una legge piccola ma dannatamente importante.
Importante tanto per cosa i DiCo rappresentano quanto per come questi sono nati.
Sono il simbolo di un paese che si emancipa e che si rinnova, di un nuovo approccio laico alla politica e al tempo stesso di un cattolicesimo maturo.
Sono il simbolo che il Partito Democratico si può fare, proprio come le due donne e ministro, Rosi Bindi e Barbara Pollastrini, hanno saputo insieme costruire questa legge.
E’ una battaglia campale che si gioca con piccoli margini e su pochi, pochissimi voti. Non sarò certo io a sostenere “O DiCo o Muerte“, ma di certo temo dovrò registrare -anzi già registro- l’ennesima delusione.
Siamo un paese malato, o forse come si diceva all’inizio, due paesi malati.
C’è questo puntino nero, un dipartimento di questa penisola dedicato e finalizzato a mantenere tutto così com’è, a conservare l’esistente, a distruggere ambizioni, pulsioni, aspirazioni… un potere contro la modernità tutta; in blocco.
Il paese dove il nuovo non nasce e il vecchio non muore.
Ed è in momenti come questi che domanderei al compagno Beppe Garibaldi: perchè ti sei fermato? perchè non sei andato fino in fondo?
Ma questa è un’altra storia…
Saturday, February 24th, 2007
“Michele noi dobbiamo fare questo documentario… è un dovere, noi dobbiamo… dobbiamo fare un documentario… all’estero vogliono sapere cosa succede in questo paese”.
Da ogni parte in questi giorni mi arrivano sms su questa crisi improvvisa del governo, soprattutto da amici stranieri o all’estero per le più svariate ragioni.
La memoria del mio telefono s’è quasi riempita, dovrei concellarli ma la cosa mi dispiace; mi piace invece l’idea di trascriverveli qua e di invitarvi a fare lo stesso nei commenti a questo post.
nell’insieme potrebbe risultarne un quadro frammentato ma completo, un mosaico della situazione di queste ore, nelle quali nessuno sa bene cosa pensare e anche questo potrà servire a farsi un’idea.
“Ma è caduto il governo?”
“è caduto il governo.”
”governo sotto al senato, e adess???””governo sotto al senato, e adess???”
“E’ la fine. è finita.”
“Folpacco sono in siria, dimmi che cazzo succede! daffy scrive ch’è è caduto il governo, è vero [bestemmia]??”
“NOOOOOOOOOOO !!! Aspetta,cazzo, voglio saperne di piu, raconta raconta !!! torna berlusconi ? siiii !”
(Marie in Polonia)
“Comunisti del cazzo! non riuscite neanche a governare…”
“Dai raconta cazzo, figurati se capisco i giornali qua !”
“Ma il senatore Rossi è di Ferrara?”
“Prodi al quirinale”
“ANCORA LUI!! ANCORA ANDREOTTI! IL DEMONIO!”
“Ma [bestemmia]… la solita rifondazione. sempre così, basta. I liberi pensatori più prevedibili della storia”
“Quel coglione è a Ballarò”
“Chi cazzo è questo Nando Rossi [bestemmia]!?”
“Il problema vero é che bisogna vietare il parlamento ai ferraresi…”
“e dimenticavo di dire che oltre a non votare per voi dalle prossime elezioni vado al mare se vedo ancora qualla faccia di culo di d’alema o quell’imbecille di rutelli…non si puo andare avanti cosi, e uno scandalo osceno…”
(questo messaggio potrei sottoscriverlo se al posto di D’Alema e Rutelli ci mettiamo Giordano e Diliberto, è evidente che non stiamo dalla stessa parte).
“Mi dai da mangiare?”
(questo era il solito Buriani)
“Brutto finocchio, sono a Edimburgo, mi dici per favore che cazzo succede??”
“Mi vergogno di essere un ferrarese come nando rossi”
“A folco, ma che state a combinà?”
“questa situazione è veramente la peggiore… pensavo di esserne preparato.”
“Ciao,come va? ok, posso vagamente immaginare, ho visto ballarò”
“Bisogna approvare una mozione per mettere a morte le teste di cazzo”
“Tutto tranne le larghe intese e il ritorno della DC, vi prego! Legge sul maggioritario!! Il mio pensiero è quello di Michele Serra”
“Enri coraggio”
“La terza via: bisogna ammazzarli tutti.”
“Ho bisogno di parlarne con qualcuno…”
“Oggi pome a che ora in sezione?”
Parto adesso e vado in sezione…
Via colomba 2a. Come gli alcolisti anonimi, per chi avesse voglia di parlarne noi ci siamo…
Saturday, February 24th, 2007
… il partito democratico si può fare…
date un occhio a questo link:
Blog di Franceschini
Mai mai e poi mai nella vita avrei pensato di trovare il nostro parlamentare che consiglia di acquistare il mucchio extra per la compilation allegata… Vi giuro, sono commosso… Anche se un altro mondo non fosse possibile, un altro partito è possibile :-D
Mi si sta sciogliendo un po di cattiveria
Friday, February 23rd, 2007
Cari compagi, e compagne
In questi anni (un’espressione che non uso mai vero?!!) avevo già visto un governo cadere per colpa dell’irresponsabilità politica di certa gente che continua a definirsi di “sinistra”, addirittura “comunista”…..dimenticando ovviamente che quel nome un tempo significava sacrificio, lotta, speranza e, soprattutto, responsabilità nei momenti più bui della nostra storia repubblicana.
Oggi, a causa loro, per colpa loro, quel nome è stato disonorato - poveri Palmiro ed Enrico…
Che dire…”grazie compagni duri e puri“, grazie “compagni di lotta che col governo non vogliono avere niente a che fare“, grazie “partigiani della pace” che avete detto nel 1998 “facciamo cadere il governo prodi perchè difendiamo i diritti dei lavoratori!”, s’è visto poi chi è andato al governo…il presidente operaio!!!
Ora,gli stessi “compagni” che mercoledì si sono astenuti facendo cadere il governo lo hanno fatto perchè “difendevano la pace“….se torna Berlusconi (e mi auguro che non sia così, ce lo ricordiamo tutti come la pace e il prestigio dell’italia ne risentirono durante il suo governo) penso che la lora colomba sarebbe buona sulle tavole imbandite per Pasqua!!!
Comunque vada un risultato l’hanno già ottenuto questi “compagni”: le liberalizzazioni sono bloccate, i Dico sono in serio pericolo, il Paese avrà un governo più debole e le Destre rialzano la testa!
Spero che il governo torni alle camere e ottenga la fiducia, magari con qualche voto in più al senato, e l’unica consolazione è che la faccia davanti agl’elettori l’hanno persa loro… i “radicali”… quelli che vanno a manifestare contro il loro governo, il nostro governo!
Delusione e amarezza dunque, ma anche l’inossidabile speranza che le riforme economiche si possano ancora fare, e che un domani ci sia una grande forza di sinistra, riformista e responsabile che possa governare il Paese senza di loro, che non meritano il governo perchè non ne sono capaci.
Una forza che sia responsabile, come lo furono i “veri comunisti” nel 1945, nel 1948, nel 1978, ma che sia giovane e rivolta al futuro…spero che il PD nasca in fretta perchè con certa gente non si può proprio più avere niente a che fare!!!!
P.S.(I.): Turigliatto ha avuto almeno la coerenza di dimettersi, spero lo faccia pure Rossi, anche se, le segreterie dei loro partiti, che avevano sottoscritto il programma dell’Unione e avevano il potere (grazie alla “legge porcata” di Calderoli) di decidere chi andava in Parlamento, dovevano guardarci prima e non far eleggere degl’irresponsabili (per non dire altro…).
GRAZIE COMPAGNI DI LOTTA E DI GOVERNO!!! FIRMATO: SILVIO BERLUSCONI.
Thursday, February 22nd, 2007
…era un po` che non seguivo la politica italiana…al punto che mi sono perso l’origine della sigla “dico”, che ho trovato iniziare molti titoli di giornali, quasi fosse un prologo gergale: “dico:che cazzo sta succedendo?” …e qualcuno:”rispondo:boh!”.
ed infatti ieri ero nel mio ufficio a lavorare, che un mio amico viene e mi fa “anto`, che cazzo succede in italia?!!” …allora mi connetto…la parola “dico” c’e` ancora, e mi fa schifo, e ancora non la capisco bene… ma “dimissioni” si. quelle so esattamente cosa sono.
e vi chiedo un paio di cose:
DOMANDA N.1: ma c’era la fiducia sul provvedimento di politica estera?
…se non c’era, da una lato devo dire che stimo lo stile, e la coerenza, con cui prodi ha deciso di rassegnare le dimissioni: non era affatto obbligato, ma certo politicamente sarebbe stato vergognoso fare altrimenti. …tuttavia, siamo davvero gentiluomini? se prodi non era obbligato a dimettersi, non e` che tutta questa e` solo una “pagliacciata” (necesaria, purtroppo) per battere i pugni sul tavolo e alzare la posta, e dire ai bellicosi alleati che ci siamo rotti i coglioni? …se cosi` e`, ovvero se la fiducia non c’era, non c’e` poi tanto da preoccuparsi…fa parte delle solite cose…tanto la faccia l’avevamo gia` persa, e se dobbiamo metter su una pagliacciata del genere per far tacere i bellicosi pacifisti, pazienza…
DOMANDA N.2: chiaramente, se c’era la fiducia sul provvedimento, il discorso sopra non vale…ma allora se ne apre un altro ben piu` serio: ovvero che andreotti (e pininfarina, ok…ma soprattutto andreotti!) abbiano votato contro (ok…: astenuti)… dopo aver votato la fiducia molte volte in precedenza, votano contro ORA, che la fiducia e` posta su un provvedimento con cui sicuramente sono d’accordo!
…e allora il problema non e` per niente, prodi, ne` d’alema, ne` i belligeranti pacifisti…il problema e` la DC. il problema che abbiamo da 10 anni. il problema che sicuramente adesso sta piu` a cuore al clero, quello si`, sicuramente belligerante.
basti guardare i soliti ammiccamenti, di casini che rifiuta l’allargamente della coalizione, ma non dopo aver affermato che si`…serve un partito di centro…che dia stabilita`…che nell’alternanza, possa stare sempre al suo posto…
dunque chiedo a voi: la fiducia c’era, o non c’era? …condizionatamente alla vostra risposta, la mio opinione e` quella di cui sopra, al punto 1 o 2.
Thursday, February 22nd, 2007
Sono passate poco più di ventiquattr’ore dalla caduta del governo Prodi e ancora non riesco a capacitarmene. Non posso crederci! Non ci voglio credere! Non voglio credere di essere caduto sulla politica estera. Pensavo che se questo momento doveva arrivare, fosse a causa di qualcos’altro, per esempio le pensioni o i Dico. Ieri mattina, quando mi sono svegliato, ho avuto la strana sensazione che quel giorno il governo rischiasse la “rottura”. Ma poi, mi sono detto, che non sarebbe successo, che Prodi li avrebbe messi d’accordo sulla politica estera, casomai promettendo qualcosa in cambio. Non pensavo che i comunisti votassero contro. Invece l’hanno fatto: solo due, ma sono bastati. Per due voti abbiamo perso!!! Ma cosa pensano quei due “personaggi”? che se ritorna al governo la destra ci ritireremo dall’Afganistan? Che rinunceranno ad allargare la base di Vicenza? Non so…..non so cosa dire, ancora adesso, dopo più di un giorno.
Adesso ci saranno le varie consultazione, ma non so cosa è meglio attenderci….temo le elezioni immediate, prospettiva poco probabile, ma non del tutto infondata. Le temo perché sono consapevole del fatto che la destra le vincerebbe con il 70%, se ci va bene, e la sinistra avrebbe finito di esistere in Italia per sesssant’anni. Un Prodi Bis non so che senso avrebbe. Una larga intesa porterebbe alla fine di tutte le riforme, cosa a cui tengo di più.
Proprio ora che le cose stavano per migliorare, che eravamo pronti per cominciare a riformare questo paese: adesso tutto è buio. Sono pessimista, lo sono di natura, ma adesso non so più a chi rivolgermi. Sono demoralizzato! E intanto l’Italia, il paese che amo, il paese che con questo governo ero convinto di risollevare, questa Italia rotola sempre più verso un futuro di ombre
Thursday, February 22nd, 2007
E’ inutile negarlo: queste ore fanno riaffiorare alla mente i ricordi difficili delle nostre esistenze. Almeno per me è così.
E’ un percorso che in ognuno di noi parte da lontano, direi dai banchi di scuola.
La sensazione che ho provato ieri quando ho letto della caduta del governo, è stata la stessa che provavo nei giorni del liceo quando attendevo con ansia l’ingresso in aula della professoressa di francese o quando ancora solo dieci mesi fa, nel grigiore di una notte serena, giunse notizia del centrodestra in vantaggio dello 0,3% alla Camera dei Deputati.
Ieri, come allora, il pugno nello stomaco, ed il dolori intestinali, sono gli stessi. Soffocamento, stringimento, apertura e di corsa in bagno. In sintesi: cagarsi addosso.
Ma non per dire in modo volgare, paura. Fisicamente proprio. L’intestino in subbuglio, la tensione che si manifesta nella modalità più imbarazzante, nel solo desiderio di trovare davanti a sé una tazza sulla quale sedersi e potersi liberare.
Potrà far sorridere ma è drammatico.
E’ come se il mondo ti crollasse addosso; come risvegliarsi da un’anestesia ed accorgersi che la gamba operata ed ingessata è quella sbagliata (la sinistra, ovviamente); come se la donna che ami da sempre ti dice di non averti amato mai per un secondo della sua vita, e che tu sei solo un’abitudine; come quando in una finale mondiale, all’ultimo secondo salvi un pallone sulla righe, sbatte sul palo, ti viene contro, rimbalza sulla traversa, ti ritorna addosso, sbatte contro il portiere, prende il palo, la traversa e tu la butti dentro con la tibia; come quando compri un libro, lo leggi con passione e tensione emotiva e ti accorgi alla fine che manca l’ultima pagina; come quando sotto il volto del cavallo di Piazza Municipale attendi gli sposi, vestito bene, giacca nuova beige, brillantina anni ’70 nei capelli, ed il famoso colombo residente da 50 anni sotto il volto, scarica tutto il suo intestino tenue sui capelli ed irrimediabilmente sulla spalla della giacca; come quando il ciclista a 200 metri dal traguardo, con l’avversario più vicino ad 1 km, cade e si frantuma le gambe; come quando Salvatore Antibo gli venne un attacco di epilessia in una gara già vinta; come quando Sanfratello dell’Alzano Virescit segnò al 90’ il gol che fece retrocedere la Spal in C2; come quando vai alla tombola alla Festa de l’Unità di Bondeno e dopo 1000 numeri chiamati non hai usato neanche un fagiolo, anzi, li hai dovuti prestare alla tua vicina che ne ha coperti talmente tanti da non averne più e se ne va a casa carica di prosciutti, biciclette e salami.
Ecco, se può bastare queste sono le mie sensazioni.
Sorridiamo, la vita ci sorride!
Qualcuno mi presta un Imodium?
Thursday, February 22nd, 2007
Non c’è via di uscita.
Semplicemente non c’è.
Intendiamoci, in politica -come ripete Davidino- tutto è possibile, ma ogni azione ha una sua conseguenza e se non si procede secondo una logica ragionavolmente coerente si pestano delle sorprese, si fanno figure di legno, insomma, presto o tardi la si paga.
In politica non si vince mai tutto e mai per sempre, tutto può ritornare e verosimilmente (legge di Murphy) ciò che può ritornare lo farà.
Così l’ipotesi più probabile è un Prodi-Bis con vecchi attriti (i soliti noti) e nuovi problemi (ad esempio i nuovi senatori che potrebbero arrivare).
Su una cosa dall’altra parte hanno dannatamente ragione: era chiaro che prima o poi questo momento sarebbe arrivato. Forse potremmo addirittura gongolarci e commentare questi mesi dicendo che siamo stati anche bravi, che il piano che sottendeva a questa legge elettorale era proprio di non farci governare, che abbiamo ragione perchè sarebbe stato uguale anche se avessero vinto loro, che meritavamo un’occasione, che… che… che… faremo un torto alla nostra natura.
Parlare del passato è fare storia, fare politica è parlare di cosa facciamo, di cosa si fa adesso.
Siamo spettatori inermi, discutiamo con gli amici e litighiamo con il monitor o col televisore in attesa di capire cosa uscirà dalle consultazioni del Presidente Napolitano; quindi anche nell’attesa butto lì alcune considerazioni di queste ore.
Ieri sera Pagnoncelli di Ipsos a Ballarò ha mostrato alcuni sondaggi freschi freschi…
Io li ho trovati incoraggianti, temevo molto peggio.
Oltre agli italici che non pensano ma tifano (il 40% che voterebbe subito CDL secondo il sopracitato sondaggio) e un 35% avrebbe riconfermato subito Prodi, la parte restante si dichiarava indecisa.
Uno scenario del genere dopo uno spettacolo come quello di ieri e dopo una campagna mediatica contro la finanziaria è una sostanziale vittoria.
Una campagna elettorale fatta bene si potrebbe persino vincere.
Parlo così perchè mi sto preparando all’idea delle elezioni anticipate, perchè da cittadino ingenuo credo davvero si dovrebbe rifare la legge elettorale e successivamente andare a votare.
Ci si dovrà presentare con un Partito di Governo vero e maggioritario, si faranno delle primarie vere, ci si mobiliterà e sarà quel che sarà.
Ps: Parigi è sempre dietro l’angolo, anche se temo che Segolene sia -ahinoi- quasi in braghette!
Thursday, February 22nd, 2007
Giulio Andreotti commenta: “Non pensavo che cadesse”. Ma dio mio, questo è rimasto per 60 anni sulla scena politica italiana e commenta così la sua astensione. Ma allora i conti non li ha proprio saputi fare mai… Ma guarda te se dobbiamo farci dare lezioni di pratica politica da uno prescritto ma mafioso. Ma che cazzo… tanto meglio essere caduti che salvati dal voto di due come Cossiga e Andreotti, anche lì ad essere decisivi per le sorti di un governo che magari non sta cambiando radicalmente l’Italia ma che ha iniziato un processo di inversione di tendenza rispetto ai 5 anni di inattività berlusconiana. (Apro una parentesi: certo che i parlamentari di destra mi fanno ridere quando parlano delle nostra difficoltà nel riformare le pensioni… loro che avrebbero una base sociale solida per farlo non ci hanno mai nemmeno provato… so che il compito ingrato spetterà a noi ma porca puttana nessuno che ha le palle per rinfacciarglielo).
Tornando in tema e al “non pensavo che cadesse”. Il guanto di sfida lanciato al vaticano ci è tornato in faccia. E’ stato bello provarci. Ed un peccato che per i tiramenti di una classe dirigente ecclesiastica il senatore a vita e il presidente emerito votino contro ad una politica estera compatibile con la loro visione della storia. Perchè non si può certo accusare D’Alema e il governo di antiamericanismo, ma nemmeno di prono servilismo. Una politica estera forte che lo stesso Andreotti apprezza. Ma si sa che quando in Italia si vota contro ad una legge, si sta votando contro un’altra. Così per Rossi, che vota per calcolo, così per l’uomo delle istituzioni, Giulio Andreotti. E per fortuna che con Giorgio Napolitano non c’è nemmeno la remota ipotesi del mandato esplorativo al senatore a vita. Con un altro Presidente sarebbe stata la seconda ipotesi, dopo il fallimento eventuale di un Prodi bis. Vecchi marci corrotti e putridamente schiavi del Potere, ecco come sono i vecchi burattinai di questo paese. Ma sono ancora lì a giocare sulle nostre teste. Perchè è vero che il governo si rifomerà, ma sarà costretto a pensarci due volte prima di lanciare ancora la sfida contro il più forte potere che c’è in Italia, quello della gerontocrazia vaticanista.
E’ bello, davvero bello però vedere quanto si ha ragione a voler fare il PD. Perchè dietro alla trincea della fede comunista si è nascosta la fede ruiniana. La cultura della mediazione non aligna nè nell’estremismo di sinistra, nè in quello di centro. I protagonisti di queste culture sono oggi sono i riflettori. Andreotti, Cossiga, Turigliatto, Rossi. Rappresentati del cieco potere. Buon Viaggio sia il vostro. Noi oggi, ieri, domani mattina cominciamo il nostro percorso per liberarci per sempre di questa paccottiglia che si chiama giochetto di potere. Se il PD non può essere una risorsa in positivo (anche se io credo sinceramente che possa) almeno lo sia in negativo per spazzare via questa gentaglia. Non fosse altro per il peso numerico che possono avere i non militanti odierni. Porte aprte e vento in poppa.
Che la crisi contenta quell’opportunità etimologica che viene dalla cultura classica.
Wednesday, February 21st, 2007
Edit: AGGIORNAMENTO (ore 19,30): Pare che si dimetta l’intero esecutivo. Non darà molta soddisfazione, ma è anche in queste cose che si vede lo stile. Una volta abbiamo sbagliato, due forse no. Stavolta non lo lasciamo a pagare per gli errori di tutti. Felice, se si può dire, di essere stato smentito.
(a mente calda: 16,30)
Ancora una volta pagherà l’unico con il coraggio delle proprie azioni: è già successo e succederà ancora. In un mondo nel quale la legge della fisica dice che ad azione corrisponde reazione, viviamo in una società politica nella quale ad una dichiarazione non risponde un’azione.
Tranne in un caso.
Un unico fottutissimo caso.
Il ministro degli esteri Massimo D’Alema.
Era solo nel 2000 quando perdendo le elezioni regionali si dimise? No, c’era un partito ed un governo alle sue spalle. Eppure pagò da solo lo scotto delle decisioni di cui si era fatto punto di riferimento.
Altro giro altra corsa… di nuovo D’Alema paga in prima persona l’intera politica di un governo. Vittima di persone che definisco ignobili, e purtroppo da tanti, troppi giudicati persone coerenti con le proprie idee e incapaci di votare contro la loro coscienza.
Balle. Assolute Balle.
Nando Rossi non è un pacifista. Se ne fotte del pacifismo. Guadagna una tonnellata di soldi in più con l’uscita della sua persona dai comunisti italiani. E nessuno ha le palle di gridarlo. Fa il personalista e vende cara la pelle dell’appartenenza a questo governo. Molto cara. Tanto cara che a farne le spese è l’unico ministro che aveva guadagnato consensi invece di perderne. L’uomo, si deve avere il coraggio di dirlo, della pace tra Israele e Libano (meglio mi correggo: del cessate il fuoco, ma in quella regione, a mio avviso, contano anche i piccoli risultati).
Riflettano i piccoli partiti della coalizione, troppo spesso fatti da piccoli uomini. Mandare in parlamento un De Gregorio o un Nando Rossi è un suicidio, per la coalizione e il partito stesso. Non vigilare sui propri candidati è una mancanza enorme, un atto che, con questa legge elettorale, si apparenta all’harakiri.
Saluteranno con gioia questa notizia gli oppositori interni della coalizione. Brinderanno alla fine del regno di terrore di D’Alema. Uno dei pochi con qualche nozione di politica vera, non di parole ma di fatti.
Mi sono rotto i coglioni di pugnette. Le pugnette vanno bene per gli adolescenti, come le chiacchiere di politica. Le chiacchiere sono la malattia venerea di certa sinistra. Parliamoci pure addosso, tanto le parole volano. Sono i fatti che contano. E tra i tanti fatti la fine delle ostilità in Libano, il ritiro dall’Iraq, il non concedere agli USA un incremento di forze in Afghanistan e l’ingresso dell’Italia quale membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU erano risultati da ascrivere all’ormai ex ministro Massimo D’Alema.
Avete, e mi rivolgo ai responsabili di Rifondazione e Comunisti Italiani, mandato in parlamento personaggi biechi e ingovernabili, che hanno tradito non solo il governo, fosse quello, ma il mandato degli elettori. Spero che questi stessi elettori, la prossima volta, vi rendano pariglia.
E poi, per favore, la pugnetta eterna sull’Afghanistan. Nemmeno io la ritengo una guerra giusta, per l’amor del cielo. Ma è scritto a chiare lettere sul programma dell’Unione che voi, e non io, avete firmato. L’Italia appoggia le missioni Onu in corso. Ma porca puttana, quella E’ una missione sotto egida Onu. Non ci sono cazzi o scappatoie. Vi affannate a ripetere che dobbiamo attenerci al programma. E quello era.
Tanto so che fa più male a voi che a noi. Se mai avremo la fortuna di vedere il PD nascere credo proprio che di alleanze non se ne parlerà più. E guai a voi a prendere l’eredità del PCI. Quello era un partito responsabile, fatto di gente che di fronte alle necessità nazionali rispondeva presente, anche quando la lotta era durissima (l’austerity e la lotta al terrorismo, ma anche l’amnistia). E mi dispiace, perchè nel nome che portate ci sono parole a cui tengo, valori che sento miei. Ma se i valori non si è in grado di interpretarli e di incarnarli si è nulla, nulla, nulla.
Avete sbagliato. Punto. A pagare è Massimo D’Alema. L’unico a quanto vedo a portarsi sulle spalle la responsabilità delle azione oltre che sue anche di altri. Bella moralità comunista. Di fronte a due dei vostri che macellano una mozione da voi appoggiata, l’unica cosa che sapete dire è: il governo vada avanti. Anche se perde i pezzi. Ma per una volta nella vita, quell’estremismo malattia infantile del comunismo, volete farlo crescere? Prendere una cazzo di una volta una responsabilità? No, nemmeno quella di vigilare sulla gentaglia che avete mandato in parlamento.
Wednesday, February 21st, 2007
Sull’Unità di ieri, ho letto con grande interesse l’articolo di Gianfranco Pasquino “Il partito democratico e l’aggettivo socialista“.
C’è in particolare un passaggio che mi ha spiazzato…
Sarebbe altrettanto corretto sentire dai proponenti della dizione «democratico» quale è il contenuto caratterizzante e innovativo di una terminologia così vaga, a meno che la vaghezza abbia obiettivi elettoralistici semplicemente numerici oppure non confessabili.
Dall’unico Professore (per cui sono ancora oggi comunque contento d’aver speso migliaia di euro in tasse universitarie) non mi aspettavo quest’uscita.
Sono l’unico a pensare che la principale divisione fra noi (sinistra) e loro (destra) stia proprio nel valore e nel significato, nel modo di intendere, nelle modalità di declinare e di vivere la parola democrazia e l’aggettivo democratico?
E non sono neppure troppo d’accordo sull’analisi storica e sulla definizione ottocentesca di socialista!
I partiti socialisti prima e comunisti poi, non erano nati per portare avanti i nuovi diritti dell’epoca? Non erano comunque figli dell’estremizzazione di concetti cardine delle grandi rivoluzioni: inglese, francese, americana? …allargamento del suffragio, i diritti degli schiavi (non ancora lavoratori).
Se è vero che il sistema dei partiti pare da sempre essersi generato a partire dalle fratture (le Cleavages di Stein Rokkan) di tipo sociale, economico o persino geografico, è impensabile oggi, che la frattura possa essere anche culturale?
Nell’era della politica come marketing, di Berlusconi, della Royal o della famiglia Clinton, in cui la rappresentanza e la rappresentazione politica si lega visceralmente a modelli antropologici e culturali che travalicano le classi d’interesse e le appartenenze geografiche, io credo non sia assurdo riportare al centro della politica la domanda “che cosa è democrazia” anzi lo trovo immensamente attuale.
Gli americani non possiedono il marchio esclusivo di partito democratico, i limiti del loro sistema sono, a noi europei, evidenti. Partendo dalla loro e dalla nostra esperienza, credo potremmo fare di meglio, di più, di nuovo.
ps: vi segnalo il contributo al congresso cui stanno (stiamo) lavorando come Giovani Ds. Siete tutti invitati a sottoscrivere il documento e l’iniziativa, a parteciparvi e a metterci del vostro.
Monday, February 19th, 2007
All’esterno del capannone consacrato per la serata a luogo di culto ci accolgono incisioni dal sapore antico, stampate su tessuti di poco valore, ma pregevoli nella fattura.
All’interno, dopo una degna attesa, compare il sacerdote dicembrino, giacca bianca a sottili righe nere, capelli impomatati da Rivincita dei Nerds, e occhiale spesso e diversi chilogrammi di troppo (adorabile!).
Alla sua sinistra, seduta alle tastiere ma pronta a a levarsi in piedi e ad abbracciare una fisa, i capelli a cascetto leggermente mossi, con il viso che ti saresti immaginato avesse Claire Newman direttamente dalla Banda dei Brocchi: da quell’Inghilterra anni ‘70 che rivive nel capolavoro di Coe.
Ma i dicembrini osano e fanno volare gli accordi e gli arpeggi, i mille strumenti: violino, contrabbasso, basso, tastiere, batteria lieve anche quando accelera infinita dentro di te.
Il tempo vortica, assieme agli spazi. E d’improvviso i testi di portano ad un’800 irresistibile e mai esistito; romanticismo desueto come il nome che portano, come gli occhiali che indossa il nostro prete laico.
E se i suoni all’inizio giocano con quegli Who che cambiarono il concetto stesso di generazione, se la deriva prog non bastasse a far capire come il mese di dicembre si ripeta tutti gli anni, ecco che compaiono in trasparenza quelle divinità chiamate Belle & Sebastian, ed è la loro luce a far risplendere i nostri questa sera… anche se non vivono di luce riflessa. Identità e contaminazione il loro motto, splendida grazia e bellezza fuori dal tempo, fuori dai tempi.
Ad un certo punto il nostro sacerdote dicembrino divide il pubblico come Mosè il Mar Rosso: ci fa cantare tutti, esplodendo in una messa laica, come un delta del Mississippi una domenica mattina forse senza dio, ma piena di voci, di strumenti e di uomini, elogio impazzito della bellezza.
Poi scende nel solco tracciato, il nostro prete laico. Salta e poga tra il pubblico, quasi si confonde, e l’everybody can do it diventa improvvisamente everybody can be it.
Ma poi risale e con un gesto ieratico addormenta i suoi profeti. Muscisti accasciati al suolo, il portatore della buona novella fa segno al pubblico di tacere e di sedersi. I fedeli accolgono la richiesta, seduti tutti, in attesa del risveglio. E ad uno ad uno i profeti di ridestano e di nuovo esplode la nostra chiesa, la mia chiesa senza dio e vitelli d’oro, ma piena di suoni e melodia, armonie tzigane a dimostrare che dicembre capita ogni anno e in ogni luogo.
Ma cosa ci fa un post così in un blog politico? E’ solo che nell’epoca e nell’età in cui ho capito che la politica non è fatta di sogni ma di scelte sofferte, e che i lampi dell’ideologia non sono solo irrealizzabili ma spesso dannosi, l’unica moneta di scambio, l’unico sogno rimasto, l’unica salvezza dei fantasmi adolescenziali è la Bellezzal’unica salvezza dei fantasmi adolescenziali è la Bellezza
Ed è la bellezza che può nascere e nasce in ogni luogo: dal Mali al Mississippi, dall’Inghilterra ai Balcani. Non dobbiamo perdere di vista la bellezza, anche in un mondo dove la maggioranza delle persone non la riconosce nemmeno quando la trova spiattellata davanti a se. I Dicembrini lo sanno, e dovremo sempre ricordarlo anche noi. E salvare ed amare le persone che sono ancora in grado di commuoversi di fronte alla bellezza di un arpeggio o di un folle crescendo rock folk.
Altri tempi, altri spazi: il fine della nostra azione politica. Conservare la bellezza di ogni cultura e far si che l’una conosca l’altra e che non vi rimanga indifferente: il tutto senza perdere la nostra attitudine perdutamente indie snob; il che, tradotto, significa mai perdere la curiosità, nemmeno dopo la morte.
Ps. Avevo promesso a diverse persone un post sul viaggio in Africa… arriverà, non preoccupatevi… è solo che ho bisogno di un po tempo per schiarire le idee…
A presto…
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