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Archive for April, 2007
Monday, April 30th, 2007
non so se nell’ultimo post, alessandro si riferisse (anche) alla vicenda telecom. …magari no, pero` a me sembra naturale parafrasare il suo discorso, che sottoscrivo, con alcune precisazioni. …e non tanto per fare le pulci ai cani: sono distinguo che contano.
in primis, la frase riportata da alessandro, non riassume solo gli ultimi 5 anni…: che dire dei 30-40 anni precedenti?
la finanza italiana e` sempre stata bloccata dai soliti noti, che bloccavano tutto con capitali minimi, si` grazie a reti finanziarie complesse, ma soprattutto grazie ad appoggi politici e del sistema di potere in senso lato.
…l’unica differenza, e` che questi ultimi “furbetti” sono in realta` dei fessi. il sistema e` lo stesso di prima, solo i personaggi molto meno in gamba, e piu` ignoranti.
mo, cosa c’entra telecom?
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Sunday, April 29th, 2007
“è il sistema italiano delle piramidi societarie […] che consente il controllo da parte di un imprenditore che comanda tanto rischiando poco. Un sistema che ha favorito il formarsi di una classe dirigente mediocre, inadeguata a gestire le sfide del mercato e molto portata a favorire più gli interessi personali che quelli generali…” Alberto Statera - La Repubblica del 29/04/’07
In queste righe dell’articolo apparso sulla Repubblica sono condensati gli ultimi cinque (?) anni di economia e finanza italiane. Sembra il giudizio più giusto per i furbetti del quartierino e affini, che sulla pelle di azionisti deboli investono, azzardano lanciano OPA improponibili solo per falsare il mercato azionario, girare la borsa come più conviene a loro e alle loro annefalchi tutte uguali, tutte innamorate, tutte garantiste, tutte a chiedere l’assoluzione perché “mio marito è una vittima, c’è chi ruba più di lui”, che sarà anche vero, ma non è una scusante. Alla fine questi furbetti risultano pure simpatici, un po’ piacioni, fanno molto italiano col loro accento romanaccio un po’ alla Totti, e le loro storie d’amore dipinte sui rotocalchi appassionano giovani e casalinghe di tutt’Italia e i furbetti appaiono un po’ i pionieri dell’economia nazionale, vittime di un regime dirigista, mentre non risalta tutta la loro avidità, il loro individualismo arrivista,la loro mediocrità professionale e morale che li rende macchiette da “Quelli che il calcio”. è questa solo una deriva della società italiana? oppure considerate Calciopoli, Vallettopoli e via dicendo..è questa la società italiana? un Italia burina, frivola all’estremo, che si nutre di falsi gossip, di una politica basata sull’apparenza, sul dualismo Berlusconi ladro-Prodi mortadella, sulla convinzione che “Tutti i politici rubano, quindi perché noi dovremmo pagare le tasse?”, sull’assunto del “Prima per me, per gli altri se ce n’è”? ai posteri l’ardua sentenza, a noi il dovere di lavorare per migliorare le cose oggi, e far si che il nostro Paese perda la sua aurea da paese del gatto e la volpe, la sua arroganza da “Che ce frega tanto siamo Campioni del Mondo, tiè!” (Mario Giordano dixit) come risposta alle critiche che piovono da mezzo mondo (che poi questo mezzo mondo parli bene e razzoli male è questione a sé). Ecco quale vorrei fosse il programma del mio PD, provare a superare tutta questa “ignoranza itagliana senza complessi”(*), a offrire un’alternativa valida, determinata e soprattutto in rotta col passato, in reale rotta col passato.
(*) mi sono permesso di citare una frase di Enrico Brizzi in “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.
Saturday, April 28th, 2007
“è un partito di centro”. Eh no, cazzo. Adesso stai a vedere che dalle lacrime, emozioni, entusiasmi, discorsi, programmi di Firenze salta fuori solo che abbiamo creato un partito di centro. Io non ci sto. E mi va di rispondere brevemente a chi fa questa obiezione, a mio modo di vedere poco ragionata. Mi scoccia anche farmi trascinare in una polemica così vuota di senso, ma non mi va giù.
Prima cosa: il mio terrore è che vivendo questo processo “dall’interno” e quindi seguendo con una certa attenzione l’evolversi delle cose, si possa in realtà montarsi la testa mentre da fuori davvero l’unico risultato che si vede è che ci siamo spostati più al centro. E’ una paura che mi accompagnerà forse fino al primo risultato elettorale del PD.
Però non è possibile ragionare solo in termini di paletti e bandierine. Sarebbe troppo facile.
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Friday, April 27th, 2007
ho letto anch’io Gomorra, ed anche a me e` piaciuto moltissimo. e` un libro che consiglio a tutti…e consiglio pure di leggere a distanza ravvicinata “cose di cosa nostra”, di giovanni falcone: paragonando i due libri, distanti quasi 20 anni l’uno dall’altro, si scopre un’importante evoluzione del sistema della criminalita` organizzata: da struttra centralizzata, quasi di tipo fordista (la cosa nostra siciliana di buscetta, trasmessaci da falcone, che a napoli aveva come controparte la camorra guidata da cutolo), ad una struttura piu` flessibile, che esternalizza (aziendalisti e markettari direbbero “in outsourcing”) funzioni importanti, finanche quella militare.
saviano si sofferma spesso su questo parallelismo, tra l’evoluzione dell’organizzazione criminale e quella industriale.
il libro di saviano e` ottimo perche` e` un resoconto lucido: mi ha ricordato un po` sciascia, per la continua ricerca di una logica dietro ai fenomeni apparentemente “misteriosi” della cultura criminale. saldo nella convinzione che tutto ha una RAGIONE, che a tutto c’e` un perche`, che quando ci sono partite cosi` grosse in ballo, la RAZIONALITA` e` l’unico strumento valido per capire, saviano ha sviluppato un’analisi economica del fenomeno camorristico molto accurata.
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Thursday, April 26th, 2007
Salve a tutti, io sono Alessandro. Ringrazio innanzitutto Enrico Balestra per avermi permesso di scrivere su questo blog e gli amici Francesco (Raimondo) e Luca Bellini, per avermi invitato più volte a scrivere. Comunque passiamo ai fatti.
Oggi ho finito di leggere “Gomorra” di Roberto Saviano. Un libro che lascia completamente muti, senza parole, un libro che fa riflettere, seppure lasci con l’amaro in bocca. In breve, descrive tutto il “Sistema”, cioè l’insieme dei rapporti tra le organizzazioni criminali camorristiche che rientrano nell’area di Napoli e dell’intera Campania. Saviano è un napoletano e proprio per amore della sua terra credo abbia scritto questa sofferta opera nel modo più crudo e realistico possibile, proprio per amore di Napoli credo abbia deciso di restare, contrariamente a tutti quelli che hanno deciso (anche comprensibilmente) di andarsene da quella terra, quasi che fosse maledetta. Saviano descrive in modo impietoso come il “Sistema” sia qualcosa che permea la società campana non solo nell’ambito economico, ma anche a livello politico e soprattutto sociale, come esso sia ormai un istituzione presente anche nella mentalità di molti. Non manca un capitolo dedicato a chi il “Sistema” ha provato a combatterlo nè mancano i dati certi e precisi sul potere economico che la camorra ha acquisito in questi anni, tant’è che Saviano nn si risparmia neppure nel descrivere la crudeltà delle guerre di camorra, e ci dimostra come anche la azione più inumana risponde a logiche economiche e di potere del tutto razionali e logiche in ambito criminale. Tutto questo deve fare riflettere. La Campania è da anni regione governata dalla sinistra e seppure non emerga dal libro di Saviano una vera e propria connivenza tra camorra e politica, si intuisce che ci sia stata una sorta di tacita complicità tra l’intero ambiente politico campano e il “Sistema”. Ora le domande che mi pongo sono: sarà proprio vero che per fare politica al Sud è necessario avere le conoscenze giuste? la sinistra campana che responsabilità ha nell’avanzata economico-sociale del “Sistema” camorristico? non sarebbe interessante, in vista PD, cercare di cambiare il nostro modo di fare politica nel mezzogiorno? “Napoli muore” scriveva già l’anno scorso Giorgio Bocca, e veniva criticato dal sindaco Iervolino e da un codazzo di pseudo-intellettuali e personalità campane (tra le quali Gigi D’Alessio, fior fiore di cantautore): aveva torto? a giudicare dal libro di Saviano era stato anche troppo buono.
Wednesday, April 25th, 2007
Comunicato stampa scritto per il regionale.
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In occasione dell’anniversario della Liberazione la Sinistra Giovanile della regione Emilia Romagna intende ricordare l’impegno, il coraggio e la determinazione dei molti che ci consentono oggi di poterci chiamare donne e uomini liberi. Dai ribelli delle montagne, ai gappisti cittadini un’intera generazione della nostra terra resistette, pagando altissimi tributi, al giogo straniero e alla negazione della libertà e del futuro.
In tutta la regione si susseguiranno manifestazioni votate al ricordo di quel 25 Aprile che segnò la storia. E che continua a segnarla. Ancora oggi, dopo 62 anni, si è lontani, forse, da una pacificazione necessaria, da una riconciliazione dovuta ad un paese ancora diviso tra Guelfi e Ghibellini.
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Wednesday, April 25th, 2007
In questi giorni, in occasione degli incontri congressuali che stanno progressivamente portando alla nascita del Partito Democratico, ho sentito spesso parlare degli aspetti che tale cambiamento dovrà migliorare, perché ritenuti negativi, e quelli di cui invece i compagni dovranno essere orgogliosi, frutto di una tradizione politico-sociale ricca di insegnamenti. Ma questa è un’altra storia. Non tesserò le lodi del nostro partito perché ritengo che questo genere di attività rientri nei difetti che il rinnovamento dovrebbe eliminare: l’essere autoreferenziali è il nostro più grande limite. Ci estraniamo dal mondo e da quelli che sono i problemi veri; perdiamo il senso della politica e ormai non ci chiediamo più quali siano le reali esigenze dei cittadini, se siamo in sintonia con il comune sentire. E’ forse questo tipo di presunzione che in quasi vent’anni ha portato il Pci, il Pds e infine i Ds a perdere progressivamente consensi? E’ forse questa la causa di un’impellente necessità di rinnovamento? Le parole mi escono a fiumi.
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Wednesday, April 25th, 2007
Il movimento della resistenza ha rappresentato una parte importante della nostra storia, non solo perchè ha contribuito alla liberazione del nostro paese e lo ha condotto alla democrazia, ma anche per quei valori, quella identità che ha portato con sé. Fratellanza, uguaglianza, giustizia e libertà sono gli ideali che hanno spinto i nostri nonni a combattere e a sacrificare le proprie vite, ideali che ancora oggi sono utopie. Non voglio però raccontare la storia della resistenza a voi, miei lettori, supponendo con convinzione che la sappiate già, ma voglio dire cosa rappresenta per me.
Io sono giovane, molto lontano da quegli anni, ma lo stesso molto vicino: quando sento i racconti di quelle lotte, di quelle fatiche e penso a quanti uomini coraggiosi sono morti per me, riesco ogni volta a commuovermi, pieno di gratitudine. Ho fatto miei quei valori suddetti, sperando un giorno di vederli compiuti nella mia Italia e, nel mio piccolo, operando perché questo avvenga. So, da amante della storia, che la Resistenza ha avuto anche i suoi lati oscuri, non lo voglio negare, anzi credo che sia importante che anche questi aspetti vengano alla luce, anche se non mi piace il comportamento di qualche scrittore, che continua nel tentativo di raccontare i fatti bui di questo movimento, perchè ha visto che così vende più copie, rischiando però di cancellare gli enormi aspetti positivi. Un analisi critica va fatta, ma tenendo conto di tutti gli aspetti sociali, storici e anche umani.
Il 25 aprile è un giorno importante, un giorno in cui dobbiamo ricordare che tutto ciò che abbiamo oggi è merito anche di quel grande sforzo di altruismo che è stato fatto dai partigiani nel confronto del paese.
Io spero che così sia vissuto questo giorno e che la memoria non venga dimenticata perchè “chi non conosce la storia è destinato riviverla”.
Tuesday, April 24th, 2007
Quasi quattro anni fa, dal campeggio nazionale di Siena, è nato il network nazionale di Studenti di Sinistra. Io a quel campeggio non c’ero. Ma più o meno so come è andata, nel senso che i campeggi finiscono un po’ tutti nello stesso modo, e poi perché negli anni a seguire ho avuto modo di conoscere tanti dei ragazzi che a quel campeggio hanno partecipato. A Siena hanno scritto, tra le altre cose, anche il decalogo di Studenti di Sinistra. Una specie di carta d’identità, in 10 punti, di chi siamo e cosa vogliamo. Ormai io quel decalogo l’ho letto e riletto una quantità di volte, l’ho anche spiegato e diffuso in giro, eppure c’è una frase che non smette di piacermi. Dice più o meno questo: che noi siamo i nuovi partigiani, che con l’impegno nella scuola combattono l’indifferenza e costruiscono cittadinanza e democrazia. Sarà che siamo intorno al 25 aprile. Eppure a me piace quest’idea (forse un po’ ambiziosa) di provare a essere i partigiani del 2007. Senza paura. Di avere il coraggio di batterci per le nostre idee, di resistere, e di ricostruire. Di combattere l’indifferenza. L’indifferenza di un’intera generazione di studenti e giovani che stanno crescendo in un mondo di plastica, dove avere proprie idee, credere in qualcosa, impegnarsi, è superfluo, inutile, quasi una colpa. Un’indifferenza che va combattuta con il dialogo, con l’incontro, con la mobilitazione.
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Tuesday, April 24th, 2007
Continuo a postarvi estratti delle corrispondenze con Nicolas…
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Cosa dici di questo primo turno? E’ andato come ti aspettavi?
Nicolas: Un primo turno molto interessante, anche inaspettato.
1- Ha votato l’85% degli elettori. Non s’era piu visto da più di 30 anni. Si sente che il risultato altissimo di Le Pen cinque anni fà ha spinto gli elettori a mobilitarsi.
2- 5 anni fà ciascuno aveva votato per il suo candidato preferito senza pensare a chi sarebbe poi arrivato al secondo turno. Sembra che dopo lo shock del 2002, gli elettori quest’anno abbiano scelto il cosidetto “voto utile“, ossia per il favorito di uno dei due schieramenti e non per il proprio “candidato del cuore“.
3- Record per Sarkozy, quasi-record per Royal, ma anche nascita di un nuovo centro; Bayrou è al 19%; quasi 7 millioni di elettori (9,5 per Royal, più di 11 per Sarkozy)
4- Le Pen ha perso un milione di voti (che avrà sicuramente ripreso Sarkozy), ma è comunque una sconfitta per lui.
5- Il Partito Comunista Francese è definitivamente morto (1,9%).
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Monday, April 23rd, 2007
ciao a tutti,
purtroppo leggo le notizie a periodi…e a volte faccio fatica a connettere quello che leggo, mi pare le notizie siano generate a caso, senza un nesso logico…quasi non si parlasse dello stesso paese, a distanza di pochi mesi…
oggi leggevo sul corriere che a quanto pare L’ISTAT sostiene si sia chiuso il 2006 con un rapporto deficit/PIL del 4.4%.
…ma allora, a cosa si riferiva ’sto benedetto “tesoretto” (che poi, siamo seri: che modo di palare è questo?…chi parla male pensa male, vive male!)… sinceramente, non capisco.
poi ho un’altra domanda, sull’esito del congresso:
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Sunday, April 22nd, 2007

Più è profondo il letto del fiume, meno questo fa rumore.
Sono appena entrato in casa.
Torno a casa dopo tre giorni a Firenze, al Congresso.
Il mio primo congresso: l’ultimo di questo partito.
Sono stati tre giorni decisamente intensi.
Innegabilmente intensi.
Dal discorso conclusivo di Fassino fino all’ingresso nel mio domicilio e quindi per tutto il viaggio da Firenze a Ferrara, ho ricevuto almeno 5 telefonate del Nanni, interessato di conoscere nel dettaglio gli esiti del congresso.
Ho ceduto e l’ho invitato a cena con Francy. Ho raccontato e fatto vedere spezzoni degli interventi.
Credo di essere in condizioni psico-emotive pessime…
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