Archive for May, 2007

Ok PD, ma per fare cosa!?

enri.jpgAndata bene, male, piaciuta o non piaciuta, la serata di ieri non può che essere un semplice inizio.
Il pensiero che sovviene a chiunque ascolti le discussioni circa il partito democratico è che si sia d’accordo solo sul rinnovamento dei metodi, delle idee, del ruolo dei cittadini e dell’idea di partito.
Ammesso che non sarebbe comunque poco (sempre dando per scontato che le novità si dimostrino realmente meglio di quello che oggi conosciamo), la critica ovvia e naturale è: “ma serviva il Pd per fare questo?“.
La risposta è certamente si. In altre nazioni per rivoluzionare un’organizzazione non servono fusioni o nomi nuovi, basta che cambi il timoniere cui si riconosce, con rispetto e intelligenza, l’autorità di ridiscutere tutto, e il gioco è fatto.
Invece boia di un giuda, -e parlo da affezionato alla Quercia- i partiti italici sono probabilmente di per se troppo potenti: al punto che, neanche due contemporanei congressi di SCIOGLIMENTO paiono sufficenti a rimettere seriamente in discussione le leadership …una roba da chiodi! (a proposito: Votate Finocchiaro!)
Sopravvino alla morte e risorgono.

Riprendo il filo: un Pd per fare cosa?
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Partecipazione, Trasparenza, Merito

dario.jpgRipensando alla bellissima serata di ieri, coinvolgente e partecipata, ho pensato che quando sono intervenuto volevo fare un discorso che in realtà non è filato per niente, ho l’impressione di esser stato poco chiaro e molto confuso. Per cui provo rimediare scrivendo, sperando di riuscire ad esprimermi un po’ meglio…
Volevo riferirmi a tre parole che penso siano legate a doppio filo: partecipazione, trasparenza, merito.
Tanto più in un momento come questo (“l’onda che sale”, cito Antonio) dove ogni azione non spiegata chiaramente da parte tua è subito usata dall’avversario contro di te - l’antipolitica è molto più facile della politica - la ricerca di una maggior partecipazione, di spunti esterni, di contributi anche piccoli al successo di un partito politico può dare più risultati quanto più si compiono atti di trasparenza e di ascolto. Il cantiere aperto di ieri sera è un brillante esempio.
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grazie a tutti!

sguardi.jpgCiao, sono Sebastiano, simpatizzante del parito democratico in fieri. Volevo ringraziare tutti voi di rivolti al futuro (e non solo) per la serata di ieri. E’ stato bello vedere la partecipazione di popolo, constatare come le nuove modalità di partecipazione (video, inteventi brevi e non paludati, non istituzionali e non classicamente prevedibili) abbiano avuto successo. La cosa che mi ha colpito di più è stata forse la sincera freschezza delle speranze che venivano ad inanellarsi, il desiderio di porre domande aperte sulle quali poter riflettere quando ci si ritroverà. Le molte persone che ho sentito hanno avuto la stessa sensazione, di una democrazia partecipativa (cioè autenticamente repubblicana) che si alimenta dal basso. Lo stesso modello che è stato alla base del progetto, in Francia, di Ségolène e che, se ora in Europa è ancora schiacciato dalle secche del populismo, credo costituirà il modello della politica del futuro. Una cosa vorrei ritenere soprattutto di ieri: l’impegno alla progettualità e all’idealità liberal-socialista che deve essere propria di una Repubblica Moderna, affinché si definiscano degli obiettivi a lungo termine per sottrarre la politica alle logiche dell’amministrazione interinale.
Con speranza…Sebastiano

Con la speranza di venirne fuori

simon.jpgSe vi dicessi dove voglio arrivare o parare con le parole che seguiranno, mentirei.

Francamente mi sento spaesato e fatico a comprendere le fasi di questa “crisi della politica” e soprattutto a che cosa porterà. Credo però faccia scandalo che nel giro di un anno (da quando governiamo), tutti i nodi (o quasi tutti) stiano venendo al pettine.

Penso però che la stiano pagando le persone sbagliate, non coloro che negli anni scorsi e quelli passati hanno commesso errori fatali per il sistema socio – economico italiano.

La frammentazione di cui si parla non è solo della politica, bensì dell’intera società, di tutte le sue articolazioni, di tutte le sua categorie, di tutte le sue realtà. Questo mi preoccupa, ed al di là di come la si pensa sulla finanziaria questo mosaico parte proprio da quei giorni di protesta generalizzata più o meno organizzata.
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l’onda che sale

tonic’è un fantasma che si aggira per l’italia, che sta cominciando a prendere forma, colore, una voce…
c’è un’onda che sta salendo, e s’ingrossa, e che potrebbe travolgere tutto.
una marea che sale, di fronte a cui temo i cittadini rimarranno inermi. o meglio: agiranno, ma come fossero burattini.
è questa “crisi della politica”, di cui ormai tutti parlano: in una recente intervista al corriere d’alema ha addirittura agitato lo spettro del ‘92, della crisi della prima repubblica. lasciando trasparire il sospetto di un disegno…una sorta di trappola…

la pubblicazione del libro di rizzo e stella, “la casta”, l’intervento di montezemolo al convegno della confindustria, la prontezza con cui la quasi totalità dei giornalisti sta “montando” questo caso…è difficile pensare siano eventi non coordinati, almeno in minima parte.
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L’Italia di Cristicchi…

fede

Cara la mia banda di sinistri figuri,

vi scrivo per raccontarvi una vicenda che ha notevolmente turbato il mio animo di jeune fille rangée. Stamattina mio fratello mi tira giù dal letto piantandomi a tutto volume nelle orecchie una nuova canzonetta, a dirla tutta decisamente orecchiabile. Anche se assonnata, porgo il padiglione auricolare alle note ballabili e comincio a percepire sonorità e parole che non mi paiono così estranee…tanto da spingermi ad avviare una lunga e tumultuosa elucubrazione.

A detta di mio fratello (e, lo ammetto, anche in base a quello che scrive Antonio Ranalli su musicalnews.com il 14 maggio scorso) questo nuovo singolo di Simone Cristicchi, noto cantautore Italiano vincitore dell’ultima kermesse sanremese e debitore del suo successo ad una canzone/parodia dedicata ad un collega decisamente conosciuto, sarebbe in radio dall’11 del mese.
Negligenza di un’esperta di media quale aspiro ad essere il non averla sentita prima…
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Sport e cultura

luca.jpgPerché in Italia non abbiamo cultura sportiva? Potrei dire anche cultura sociale, senso civico e altre cose, ma voglio concentrarmi in particolare sull’aspetto sportivo.
Nell’antica Grecia c’erano le olimpiadi, a Roma le arene dove ci si divertiva a vedere massacrare animali e uomini, nel medioevo c’erano i tornei organizzati dai grandi signori, dove i cavalieri si affrontavano in diverse discipline (spada,tiro con l’arco,combattimento a cavallo etc) e già erano divisi per squadre, ognuna con il proprio stemma; oggi abbiamo stadi e palazzetti dove possiamo assistere a una miriade di attività sportive. Lo sport oggi rappresenta una delle attrattive maggiore, con persone disposte a fare di tutto per seguire e “difendere” la propria squadra ovunque, ma spesso (come di vede soprattutto nel nostro paese) non con lo spirito giusto.
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Cantiere di Politica Partecipata

Posto il comunicato stampa dell’iniziativa di mercoledi prossimo e presentata questa mattina in conferenza stampa.

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Quello che sta avvenendo con il processo di formazione del Partito Democratico non deve essere un atto creativo. Una creazione è qualcosa che nasce nella mente di un individuo e si trasporta, praticamente intangibile, nella realtà: quasi che fosse una realizzazione artistica, un percorso individuale.

Il processo di costruzione implica, invece, un atto collettivo, a partire da un progetto che si confronta con la realtà circostante, e che richiede il contributo di molte persone. Un contributo che vede alla prova diversi livelli di competenze e di intensità di partecipazione.
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ci sono elezioni ed elezioni.

toni…ci sono elezioni ed elezioni…
dico l’ovvio, per tutta la discussione recente circa le elezioni che ci sono state all’universita`.
molti interventi che ho letto tentano di capire cosa sia andato storto, ed alcuni tentano di tracciare un filo che colleghi l’andamento di queste elezioni, con le dinamiche politiche piu` generali del paese.
pensandoci su, mi sorge il dubbio che sia un esercizio fondamentalmente sbagliato: tentare di capire le elezioni studentesche (ed il successo di CL) e le elezioni politiche (e l’eleventuale successo della destra tra i giovani, che non so se sia veramente un dato) usando gli stessi schemi di ragionamento, mi pare insensato.

e mi spiego:
intanto, in generale, votare e` “costoso”: a ben pensarci, anche fare la coda e mettere una crocetta a caso non vale la probabilita` infinitesima di essere determinanti ai fini delle elezioni. …in fin dei conti, se uno va a votare, tende a farlo in base a considerazioni di tipo etico-morale (”faccio la cosa giusta”), o di tipo sociale-aggregativo (”lo fanno i miei amici”).
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Il “codagambismo” della Sinistra

mr bianchibuonasera..non ho idea del motivo per cui mi sia messo a scrivere a quest’ora, e oltretutto per voi..(scherzo!) comunque, non mi è ancora ben chiaro chi sia codesta Betty che ci chiama cari compagni e care compagne, e che per di più ha la mia mail…!

ho tre osservazioni da fare:

1) il titolo; l’ho scelto dopo aver seguito una puntata di Le storie (che è stato spesso una mia fonte d’ispirazione), programma condotto da Augias tutti i giorni, ad ora di pranzo su Rai Tre. infatti, un noto filologo, o almeno così pare, poichè io personalmente non lo conosco, un tal Beccaria, ha esposto simpatiche curiosità sulla nostra lingua che egli stesso ha raccolto nel suo ultimo saggio [”Tra le pieghe delle parole”] e che penso acquisterò. tra i neologismi, compariva, attribuito al presunto comportamento della Sinistra odierna: il codagambismo; cioè l’avere frequentemente “la coda tra le gambe”..io credo..sia davvero assurdo…!
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Magic

enri.jpgNon so quanti di voi conoscano il giocatore Magic Johnson… Certo tutti ne avrete sentito parlare, per la sua sieropositività e le sue battaglie contro l’HIV, per il Dream Team di Barcellona ‘92, per essere stato uno dei più grandi di tutti i tempi. E d’altra parte come può non restare impresso un uomo a cui la storia ha dato il nome di Magic!?

Veniamo al dunque: chiunque s’intenda minimamente di pallacanestro, sa che Johnson è prima di tutto -la faccio semplice- l’uomo dei passaggi smarcanti… degli assist.
Un giocatore interessato non tanto al fare punti quanto al farne fare alla sua squadra.

Non chiedere cosa i tuoi compagni possano fare per te.
Chiedi piuttosto cosa tu possa fare per i tuoi compagni.

Se si parla di Pantheon dunque, non mi dispiacerebbe ci si mettesse questo signore della pallacanesto.
Generosità e fantasia dovrebbero essere condizioni imprescindibili della politica di cui Italia e Europa hanno dannatamente bisogno.
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La sinistra è triste!?

simon.jpgHo letto con attenzione i testi che avete scritto sulle elezioni universitarie e proporrei una cosa: perché non andare oltre ai fatti accaduti (sicuramente deplorevoli) e non incominciare a comprendere il perché dentro le università siano così poco presenti e produttive le forze organizzate vicine alla sinistra o al centrosinistra? Secondo me è questo il problema. Non tanto che vincono gli altri, il problema è che perdiamo noi.

Nei pochi anni che ho fatto di università, luogo che ricordo con poca passione e soddisfazione, ricordo che coloro che la pensavano come me erano pressoché disinteressati a manifestare le proprie opinioni all’interno di quel contesto, vuoi per paura di etichettarsi, vuoi per timore di essere etichettati, o vuoi ancora per la non considerazione di “politica” anche quella universitaria. Manchiamo, non ci siamo, non riusciamo ad essere polo di attrazione verso coloro che gli interessi li hanno e che forse vorrebbero trovare un luogo, uno spazio in cui manifestarli. E poi, per quel che ho capito, nelle università come al governo, soffriamo di quella frammentazione frutto più di incapacità di stare assieme e discutere, che di reali posizioni alternative e differenti.
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