Giorno dopo giorno, imparo a capire chi sono (io).
Giorno dopo giorno, imparo a capire chi sono (loro).
Le differenze -anche le più macroscopiche- a volte sono semplici sfumature.
Le differenze -anche le più microscopiche- a volte sono tratti salienti e determinanti.
Sabato pomeriggio (a Roma) ho avuto la (s)fortuna di ascoltarli, di guardarli in faccia e di capire con che razza di persone mi trovo a (con)dividere un paese, questo mio amato paese.
Loro di solito non scendono in piazza, si vede. I loro sfottò non fanno ridere, da un lato fanno quasi pena, dall’altro sono assolutamente inadeguati se non anche vergognosi.
“Luxuria pisciati addosso”; che tristezza.
Poi ci sono i loro costumi:
Quelli che adorano l’uomo, che predicano una sorta di staliniano culto della persona, che lo invocano cantando coretti da stadio avvolti in bandiere forzitaliote.
Quelli tipo Asterix e Obelix, con le camice verdi, gli elmi e le spade.
Poi i più inquietanti (soprattutto per i turisti che fino a quel momento pensavano ad una carnevalata), seri e seriosi, per niente folkloristici, con le camice e le bandiere nere, i capelli rasati e tutti gli accessori del caso, croci celtiche etcetc.
Mi chiedo: che ci fanno questi in piazza?
Sono anche loro interessati al partito unico delle libertà?
Penso e ripenso, mentre li osservo, a quale sia la ragione profonda, quale sia il legame, insomma a che cosa abbiano in comune queste persone fra di loro… L’aristocratica con la pelliccia, il provinciale e seccessionista fattore Varesotto, i giovani camerati.
Dal palco Silvio e GianFranco parlano di valori, della difesa degli stessi, minacciati da questa Sinistra che li avverte come estranei alla sua cultura… no.
No.
Ben pochi valori; loro hanno in comune una sola cosa: i soldi, i loro soldi.
Deve essere davvero difficile tenerli insieme, a meno che… a meno che non si voglia ricorrere a qualche vecchio espediente, a qualche enzima che coadiuvi le reazioni, un collante. Poco male se lo strumento da utilizzare non è affatto elegante, poco male se è subdolo o se è incivile, poco male se è socialmente dannoso, poco male se infanga e inquina il buon nome e la storia di una comunità; poco male, pagherà qualcun’altro.
Vecchi espedienti, i nemici in casa nostra, sempre gli stessi: i froci, i negri e i drogati.
“Prodi Zingaro!”, “un Governo di figli di sultana”, “Prodi boia, Luxuria è la tua troia”, mio Dio.
E lui dal palco, con l’abito del moderato, attacca e morde in quanto estremo difensore:
“Siamo qui per difenderci dalle incurisoni contro le nostre tradizioni e la nostra cultura”, “per difendere la nostra civiltà”, “per difendere la famiglia cristiana, per difendere l’amore tra un uomo e una donna”.
Questo è un moderato?
Spesso al termine dei suoi comizi il saggio Adolf ricordava “Dobbiamo abituarci ad essere crudeli con la coscienza pulita”.
Questa destra mi sembra proprio così: crudele con la coscienza pulita.