Ho discusso a lungo come alcune persone degne di stima rispetto e affetto se sia giusto o no brindare o gioire per la scomparsa di personaggi lontani i cui effetti si possono sentire sulla pelle dei nostri simili.
Per un giorno però mi lascio alle spalle discussioni morali o filosofiche, e mi limito a citare un vecchio eresiarca germanico, esule in terra veneziana, che di fronte ad un sefardita omosessuale alza il calice, offrendo da bere: ”Brindate con
me,
un vecchio
nemico si è
deciso finalmente
a tirare le cuoia””Brindate con me, un vecchio nemico si è deciso finalmente a tirare le cuoia”.
Non sarà etico, non sarà morale, non sarà giusto; e spesso le ragioni della storia sono diverse dalle ragioni degli uomini. Ma la sofferenza causata dal generale è stata enorme, e il suo strascico infiamma ancora le strade di Santiago. Per chi crede in un oltretomba le fiamme che ha causato saranno causa della sua dannazione eterna. Per chi, come me, non si affida alle punizioni di un dio da antico testamento, rimane un calice di buon vino, magari decisamente corposo, a ricordare alla gola e alle viscere che il dolore non finisce certo con la fine di uomo, ma che almeno quell’uomo non sarà più causa di dolore. Che il vino che ora scende lungo questa mia gola sia di memoria per le migliala a cui la gola è stata tagliata. Questo vino, piacere del palato e ristoro dell’anima, è anche per voi.
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