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“Dipende da quello che si dice”

enri.jpgIl nuovo presidente della Camera (la terza carica dello Stato, “micacazzi”, come si suol dire) aveva cominicato male. Non mi riferisco ovviamente al suo passato, ai suoi elogi ad Almirante e ad altri dirigenti Missini, quanto alla sciagurata comparazione fra i fatti di Verona e le contestazioni di Torino.
Oggi in Aula nelle sue vesti ufficiali dal banco della presidenza l’ha detta grossa.
Per due volte in due settimane. Non un buon segno.
Di Pietro, nelle vesti di massimo esponente di uno dei tre partiti di opposizione, scandisce la sua relazione.
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Da destra arrivano i fischi e le urla, incessanti; le conosciamo.
Tonino si ferma e chiede al Presidente di gestire l’assemblea affinchè possa continuare a parlare.

Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di queste aule e sa che è naturale […] dipende unicamente da ciò che si dice

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La storia del piccolo fascista

enri.jpgSto per andare a letto e come di consueto butto un occhio qua e , su e giù.
Trovo spunti interessanti per potermi addormentare sereno, con qualche pensiero ad accompagnarmi.

Poi arriva questo.

Condivido integralmente il commento dell’autore del post.
Quella bandiera di AN. Quel fanciullo che neppure sa di cosa parla.

In che paese viviamo?

Ripenso a Marica e all’assurda discussione avuta questa sera.
Cosa facciamo in casi come questo? Ci prendiamo la briga di offrire a questi pargoli un’alternativa a quello che gli hanno inculcato o -essendo ogni uomo un isola- concludiamo con un sempreverde “me ne frego“?

L’amico francese

enri.jpgNicolas è venuto a trovarmi.
E’ stato qua poco tempo, una sera e una mattina.
L’ho preso alla stazione e portato a cena. Tutto chiuso tranne Tiffany.
Somiglia molto a quella scena di Aprile di Nanni Moretti con il giornalista francese all’indomani delle elezioni, con la differenza che Nicolas conosce l’Italia e la politica italiana molto bene e da osservatore esterno pare avere le idee persino più chiare di me, sull’esisto delle elezioni, sulla lega, sul mio Paese.
Ride della vicenda Air France… “C’avevo un amico, già pensavo di telefonargli per venire a lavorare a Roma…” […] “Adesso ve la compra Aero Flot!“. Sorrido stirato. Mi vergogno.

Cambio discorso fancedomi raccontare che cosa fa e come mai fosse sceso a Belluno.
L’azienda francese per la quale lavora intende comprare un’impresa veneta, di motori.
Nicolas conosce bene l’italiano ed è stato incaricato, insieme a due stagisti, di verificare lo stato dell’azienda affinchè i francesi possano decidere se procedere con l’acquisto.
Lui: “Io so com’è fatta l’Italia, ma gli studenti mentre traducevo non mi credevano!“.
Io: “Racconta! Cioè?
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Abitudini, debito e sacrifici

enri.jpgLa settimana scorsa sono riuscito ad intrufolarmi all’ultimo momento al teatro comunale.
Andava in scena “Miserabili, io e Margaret Tatcher” di Marco Paolini.

Ovviamente splendido spettacolo, al solito mi ha dato molto da pensare.

Parlando come Nicola l’attore ha raccontato che quando era ragazzo gli era stato insegnato che nei momenti di difficoltà non si facevano debiti ma sacrifici.
Mi piace pensare che buona parte della storia nobile della nostra gente, dei nostri padri stia qua.
Nella differenza fra elemosinare compassionee mettersi al lavoro, fra rimandare un problema (accrescendolo) e affrontarlo con tutte le conseguenze.
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Personaggi in cerca d’autore

Posto un video che vorrei discutere con voi.

!!oirartnoc la ottuT

enri.jpgNon stiamo troppo a raccontarcela.
Mancano -salvo sempre più improbabili ripensamenti- meno di tre giorni all’avvio della campagna elettorale.

Qualsiasi discorso sano, di merito e di opportunità circa le riforme costituzionali (seee figurarsi), leggi elettorali (magari) come anche i piccoli accorgimenti strutturali (modifiche condivise dei regolamenti parlamentari o dei collegi) è da considerarsi nella maniera più assoluta fuoriluogo.

Non perchè non sarebbe il caso di parlarne, ma perchè nei fatti nessuno è disposto a cedere nulla.
PD a parte -peraltro facendo la parte della troietta disponibile a pressochè qualsiasi cosa non sia il malaugurato porcellum- solo l’UDC ha per qualche secondo pensato che fosse scellerato scagliarsi in una bolgia elettorale come quella che invece si profila.

Da uomo della strada il mio pensiero è nitido: siete delle merde.
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…”è una fesseria Wang, comunque auguri!”

enri.jpgSi, si, si, è caduto: lo so.

C’era un momento peggiore? Era possibile un momento peggiore?

Questa sera in tutta la provincia fondiamo il partito.
Si costituiranno in tutto il territorio oltre 50 circoli con rispettivi segretari, direttivi e delegati alle assemblee provinciali e comunali.

Così ieri ho scritto una mail ad un bel pò di persone invitandole a partecipare alle assemblee di fondazione; a partecipare nonostante il momento drammatico per il governo, il nostro governo: per il nostro paese.
Invitarli a partecipare proprio alla luce del momento difficile che attraversiamo, ciascuno a suo modo, tutti.
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Cursor*10

enri.jpgSandro “la Prigione” nonchè “Panda” Pandiani, mi ha mandato il link a questo spassosissimo gioco giappo!

Prima di leggere il resto del post vi consiglio di provarlo, sempre che abbiate un pò di dimistichezza con un mouse e 5-7 minuti di tempo da perdere per un giochino in flash!

Dopo una prima fase piuttosto interrogativa cominci a capire…
Il tuo cursore ha un tempo di vita, entro questo limite devi raggiungere il 18esimo piano e distruggere tutti gli oggetti
No aspetta!” penso “gli oggetti sono solo una perdita di tempo, lo scopo è salire!
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194, una legge che funziona

enri.jpgDi tanto in tanto è un tema che torna fuori.
La logica che riaccende il dibattito spesso mi sfugge. Comprendo il copione degli attori sul palco, ma allo stesso tempo trovo che lo spettacolo non possa appassionare il pubblico.
Capisco nitidamente l’intesse di un radicalmente laico (mah) come Giuliano Ferrara ed anche quello di un papista come Buttiglione.
A maggior ragione capisco l’interesse strumentale -meramente strumentale- di vescovi e conservatori nel rilanciare la discussione sull’interruzione volontaria di gravidanza.
Capisco Rosy Bindi e capisco come/perchè sia il caso di prestare attenzione alla sua sensibilità e ai suoi argomenti.
Ebbene laddove capisco tutto quanto sopra, allo stesso tempo non credo sia corretto lasciar passare idee come queste. Premettendo -con non poca fatica- la buonafede dei revisionisti della 194, la mia risposta non può che essere “capisco ma disapprovo“, sempre sforzandomi di non apostrofare con colorite espressioni il mio disappunto.
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La Galiverna

enri.jpgUscendo da casa di Mike l’altra sera con Berna, Stanca e Monci abbiamo visto la galiverna.
Facevo notare a Darione le curiose forme della brina sulla rete del giardino e lui l’ha riassunta in poche parole: “è la galiverna“.
Ricordavo questa parola… è una parola che ho sentito dalla nonna Olite… E’ una parola dei nonni da un lato perchè non propriamente italiana e certamente dialettale, dall’altro perchè da ormai una ventina di anni l’inverno (più in generale le stagioni) non è più lo stesso.
La galiverna -come la neve- non è più una costante dei nostri inverni, e per questo è un nome teneramente destinato alla nostra memoria di nipoti.
Mi sono trovato a fare questa riflessione tornando a casa, con molta naturalezza e semplicità. Perchè i cambiamenti del reale e i conseguenti cambiamenti del linguaggio non sono affatto un problema in se, anzi! Sono il segno e la prova dello scorrere del tempo, del movimento ed in sostanza del vivere.

Ma come non tutti i mali vengono per nuocere, non tutti i cambiamenti porteranno beneficio. (more…)

Wreck on the highway

enri.jpgPosto qui anche se forse un pò fuoriluogo…
L’altra sera penso di avere rivissuto una splendida -sebbene molto triste- canzone di Springsteen.
La prima cosa che ho fatto, tornato a casa, è stato metterla su e cercarne il testo.
Ogni volta che la ascolto questa canzone mi commuove.

Insomma, tornavo a casa da Migliarino dopo aver assistito ad un torneo di biliardisti quando nell’altra corsia della superstrada ho visto un’ambulanza.

C’era un incidente, una macchina uscita di strada in pessime condizioni.
Ho subito pensato “speriamo non sia morto nessuno” e come spesso tutti facciamo in presenza di una sirena ho compiuto gesti apotropaici (1 -2 - 3).
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Il Capitano Willard e il Colonnello Kurtz

enri.jpgDa alcune sere dieci minuti del più geniale dei programmi televisivi -blob- sono ripetutamente dedicati ad un fantastico accostamento.
Mi rendo conto sia impossibile riportare qui lo spettacolo di questi fantastici minuti, pensavo/speravo di trovare il video da qualche parte su youtube per chi se lo fosse perso ma niente da fare…

Non c’è che dire. Blob è davvero un programma geniale.

Le sovrapposizioni fra politica cinema e tv di cui il programma si compone non possono non suscitare riflessioni, indurre risate o… entrambe le cose.
L’altra sera s’è pensato bene di sovrapporre il dialogo finale fra Willard e Kurtz (i due protagonisti di Apocalipse Now, in assoluto fra le opere di letteratura cinematografica- e non solo- più potenti della stora) alle immagini di Veltroni e di Berlusconi.
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