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Antonioni alle Termopili

sebaScrivo solo per ricordare che domani mattina, alle 9.30, nella chiesa di san giorgio martire avranno luogo i funerali del Maestro Antonioni. Non spendo nemmeno parole per dire quanto sarebbe importante una partecipazione massiva della cittadinanza. Quindi, a maggior ragione per persone per persone che si dedicano alla cosa pubblica e sono attente ai valori dell’arte.
Un’annotazione: sono rimasto agghiacciato all’apprendere che gli amministratori hanno detto “gli dedicheremo una strada”. Una frase del genere è indelicata al punto da sconcertare, non c’è nemmeno bisogno di sottolinearlo.
Invece di proclamare il lutto cittadino (solleciterei chi siede in Consiglio comunale ad attivarsi in merito, Simone se non sbaglio), ci si limita ad ospitare un funerale frugale ed alla chetichella. Come avvenne per Bassani. Ricordo ancora la presentazione dell’ultimo mediometraggio del Maestro, “Lo sguardo di Michelangelo”, quando, pur essendo venuto lo stesso Antonioni, nessuna istituzione di questa città presenziava per salutarlo e ringraziarlo. Città di arte e cultura…Beh…

“Onore a quanti in vita
si ergono a difesa di Termopili.
Mai che dal dovere essi recedano,
in ogni circostanza giusti e retti,
agendo con pietà con tenerezza,
generosi se ricchi, generosi
ugualmente quanto possono se poveri,
conforme ai loro mezzi sempre sovvenendo
e sempre veritieri ma senz’astio
verso coloro che mentiscono.

E un onore più grande gli è dovuto
se prevedono (e molti lo prevedono)
che spunterà da ultimo un Efialte
e che i Medi finiranno per passare”

non per fare la cassandra…

sebaAllego il documento che appare sul sito delle primarie, per onestà intellettuale, non per fare disfattismo. E perchè si sia pronti ad affrontare anche a ferrara quello che paola caporossi ha rilevato all’intetrno dell’ultima riunione del comitato dei 45 (si veda anche la sua intervista inquietante sul sito dell’associazione per il partito democratico) e che rimette aimè completamente in discussione le tante belle cose che ci siamo detti fino ad ora…

Lo scorso 18 giugno DS e Margherita, sono arrivati al comitato dei 45 con un patto blindato sulle regole per condurre le primarie del PD: hanno proposto ed è stato deciso di eleggere 5 persone per ognuna delle 475 circoscrizioni con un sistema proporzionale a liste corte senza possibilità da parte dei cittadini di indicare le proprie preferenze sui candidati.
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contro i nanetti

sebaVolevo ricordare a tutti che, dopo una breve pausa, è ripresa il sabato (mattina e pomeriggio), helas all’ombra del Mac Donald’s (o, in alternativa, di fianco a Mel Book), grazie all’impegno dell’Associazione per il Partito Democratico, la raccolta delle firme per l’abrogazione parziale dell’attuale legge elettorale c.d. Porcellum. Mi sembra che fino ad ora il referendum non abbia avuto in nessuna sede l’eco che meriterebbe. Ciò soprattutto per la ragione che molti politici lo vedono come fumo negli occhi: evidenza della loro incapacità decisionale e poi perchè gli strumenti del diritto sono sempre stato poco compatibili con chi fa una politica demagogica.
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la terza forza

sebaSe certo è vero che per fondare un nuovo partito (fosse anche per quasi-fusione) è necessario non giustapporre con quote gli organici dei partiti aderenti ma creare una classe dirigente nuova, credo lo stesso debba dirsi per quanto riguarda le idee che lo reggono. Che non si possa semplicemente accostare il socialismo al cattolicesimo sociale e tollerante ma che occorra realizzare una sintesi fra queste due grandi tradizioni mi sembra conseguente.
Mi sembrerebbe necessario dunque che, in qualche modo (dato che non lo si è fatto nemmeno a livello nazionale…), ancor prima di definire i programmi, si riflettesse sulle origini dell’idea del PD, ricercando nella storia politica italiana del ‘900 le sue tante “profezie”.
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grazie a tutti!

sguardi.jpgCiao, sono Sebastiano, simpatizzante del parito democratico in fieri. Volevo ringraziare tutti voi di rivolti al futuro (e non solo) per la serata di ieri. E’ stato bello vedere la partecipazione di popolo, constatare come le nuove modalità di partecipazione (video, inteventi brevi e non paludati, non istituzionali e non classicamente prevedibili) abbiano avuto successo. La cosa che mi ha colpito di più è stata forse la sincera freschezza delle speranze che venivano ad inanellarsi, il desiderio di porre domande aperte sulle quali poter riflettere quando ci si ritroverà. Le molte persone che ho sentito hanno avuto la stessa sensazione, di una democrazia partecipativa (cioè autenticamente repubblicana) che si alimenta dal basso. Lo stesso modello che è stato alla base del progetto, in Francia, di Ségolène e che, se ora in Europa è ancora schiacciato dalle secche del populismo, credo costituirà il modello della politica del futuro. Una cosa vorrei ritenere soprattutto di ieri: l’impegno alla progettualità e all’idealità liberal-socialista che deve essere propria di una Repubblica Moderna, affinché si definiscano degli obiettivi a lungo termine per sottrarre la politica alle logiche dell’amministrazione interinale.
Con speranza…Sebastiano

 

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