Scusate per il ritardo, ma dopo gl’eccessi del capodanno e dopo aver letto i vari post di auguri più o meno sintetici, vorrei aprire quest’anno nuovo di blog ricordandovi che il I Gennaio di 60 anni fa entrava in vigore la nostra Costituzione.
In tempi in cui ci si abbandona spesso a polemiche aspre, a scontri violenti e a fiumi di antipolitica sarebbe ora di cogliere quest’importante anniversario per riscoprire i valori di fondo e l’unità d’intenti con cui i nostri padri costituenti, seppur divisi da opposte visioni del mondo ben più importanti delle futili diatribe di oggi, seppero scrivera la Costituzione e dare ad un Paese che usciva diviso e sconfitto dalla guerra una speranza per il futuro, un futuro di pace e progresso.
L’Italia di oggi è molto cambiata da quel Paese povero, ma pieno di sogni e di voglia di ricominciare, che era nel 1948. Non so se sia cambiata in peggio o in meglio ma di certo ha perso quella speranza e quella giovanile illusione in un futuro migliore e questo, come ha sottolineato il nostro Presidente Napolitano, è molto grave.
Bisogna dunque ripartire dalla Costituzione, dai suoi valori, e non ridurla a mero oggetto istituzionale da cambiare per favorire quella o quest’altra parte politica, bisogna avere il coraggio di riaffermarne con forza idee e principi di fronte ad una società che ha fatto della mercificazione del piacere la sua massima aspirazione.
Valori di pace, tolleranza, lavoro e libertà, valori che appartengono a ognuno di noi e dunque all’intera nostra comunità, diritti e doveri di cui tutti dovrebbero godere e che purtroppo appartengono ancora a pochi.
L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro, e non sul profitto come qualcuno crede o vuole farci credere.
Ma in un Paese il cui valore fondante della sua democrazia dovrebbe essere il lavoro, inteso come strumento per realizzare appieno le proprie ambizioni e la propria persona, è possibile che ogni mese muoiano decine di persone per guadagnare appena i soldi per tirare a campare?
L’Italia deve rialzarsi, ma la preoccupazione sulla decrescita economica si limita all’analisi del PIL: se il Pil va bene allora stiam bene, se il PIL cala allora stiam male, ma il PIL tiene conto di chi in fabbrica rischia la vita? tiene conto di chi muore di fraddo per le strade perchè non ha un tetto dove dormire? tiene conto delle centinaia di famiglie che non arrivano alla fine del mese?
Nella nostra Costituzione di queste cose si cercò di tenerne conto quando si enunciarono diritti basilari come quelli al lavoro, alla casa, all’istruzione e ora?
Bisogna riscoprire la Costituzione, si è detto che leggerla è il modo migliore per festeggiarla, se forse la insegnassimo anche nelle scuole non avremmo i problemi di bullismo o di razzismo negli stadi.
Cocludo scusandomi per il tono forse un po’ troppo polemico ma anche augurandovi a tutti un buon 2008, sperando che sia un anno di svolta e di ripresa, un anno di fiducia soprattutto in noi stessi e nelle nostre istituzioni che dopo sessant’anni scricchiolano un po’, vanno migliorate certo, ma nello spirito di concordia e solidarietà sociale che mosse i nostri nonni….Buon compleanno Costituzione!
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Berto
mi aggrego felicemente.
Buon compleanno costituzione. Spero’ che mai piu’ nessuno tenti di rovinarti con stupidaggini secessioniste.