Candidi candidati e candidi candidatori

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enri.jpgATTENZIONE CARI LETTORI!!
IL CONTENUTO DI QUESTO POST E’ ALTAMENTE TENDENTE AL NANNISMO E ALL’AUTOREFERENZIALITA’.
LA BRAVA GENTE SI ASTENGA DAL PROSEGUIRE OLTRE!

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L’aggettivo Democratico che si accompagna al partito nuovo che andiamo costruendo è dannatamente importante.
Qualcuno lo considera vuoto, di connotazione politica, di identità, di segno neutro; io non credo, e lo dico da tempo.

La domanda centrale per qualsiasi organizzazione, e dalla cui risposta derivano tutte le declinazioni ideologiche e partitiche della prassi politica, è “chi decide?“, per gli inglesi “who governs“?

Ebbene larga parte delle perplessità espresse in questi giorni in diverse sedi oltre a questo blog, rispetto alla candidatura di Veltroni a leader del Pd sta proprio qua, “chi ha deciso (davvero)?”.

Oggi arrivo al lavoro, apro il giornale, e nello scoprire della prima candidata provinciale (alla guida del nuovo partito) avverto un disagio assolutamente comparabile a quello sopracitato ma probabilmente più fastidioso, per ragioni assolutamente mie ma che voglio provare a condividere.

Se la vicenda della candidatura Veltroni ha mostrato alcuni dei limiti tipici del dirigismo dei partiti e delle benedizioni o delle chiamate dall’alto (il problema non è Fassino che lancia Veltroni, ma Fassino che dice: “i Ds lo appoggerebbero”!), le auto-candidature, come quelle di cui veniamo oggi a conoscenza, mostrano tutti i limiti degli individualismi, dell’io decido per me, del io faccio così a prescindere da cosa facciano gli altri, quindi delle primarie come semplice conta, in sostanza dell’idea delle “mani libere” auspicata già diversi mesi fa da Aladino su internet e da Alfredo Sandri (presumibilmente la medesima persona) in una nostra direzione.

Io non credo che un’organizzazione politica possa funzionare così… meglio, lo può fare, ma non sarebbe nuova in questo paese, di auto-proclamati e di presuntuosi.
E’ proprio un’idea sbagliata. Intendere la politica come servizio, significa saper rispondere alle chiamate quando arrivano -ahimè- non a proporsi. Occorre dimostrare capacità non chiedere possibilità.
Intendere la politica come servizio significa mettere se stessi e ciò che si ha a disposizione di una causa non solo PRIMA ma anche DOPO.

Non si può cominciare da chi risponderebbe favorevolmente alla domanda “chi vorrebbe fare il segretario“, occorre imprescindibilmente discutere nel merito chi possa essere il più adatto a ricoprire quel ruolo!

E così facendo si sviliscono le battaglie sacrosante, per il rinnovamento, per un nuovo ruolo delle donne e dei giovani.
Dobbiamo indagare e finanche misurare non chi abbia più voglia di fare qualcosa ma invece chi sia il migliore per farla (Davidino ricordati queste parole).
Mi sembra una distinzione dannatamente importante, cavolo.

La volontà di mettersi in gioco, di spendersi in prima persona, di metterci la faccia è sacrosanta e apprezzabile.

Ma mentre per servire un’idea occorre concentrarsi proprio sul cosa fare, auto-candidarsi è porsi già sul chi lo andrà a fare (o almeno mi da questa impressione).
Dico cazzate?

Il Pd avrà bisogno di generosità e di fantasia. Temo che in questo modo si legittimi ciascuno a pensare di essere all’altezza o nel migliore dei casi di volere esser almeno messo alla prova, e sarebbe un disastro, una scorreria, una guerra fra poveri, una fagiolara.

E se parlando di partito aperto e competitivo arriviamo a generare un perverso meccanismo di play-off fra bande organizzate, facciamo una cavolata, un qualcosa di certamente spettacolare e forse anche divertente ma non di utile alle persone, a questo paese.

Attendo quasi con impazienza di aprire il giornale e leggere la dichiarazione del nostro Davide “comizio” Nanni il giorno in cui presenterà la lista dei suoi ggggiovani (composta ovviamente solo da lui): “Se s’è candidato quello là allora mi candido anch’io!“.

Ecco… Nannismo: no grazie.

Ps: nel prossimo post basta politica e politichese; parlerò di Heroes, di Hiro Nakamura, di Isaac Mendez, di Nathan e Peter Petrelli e ovviamente di Sylar.

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6 Responses to “Candidi candidati e candidi candidatori”

Federico AS

Queste cose le ho sempre pensate, avrei voluto scriverle ma sinceramente non ne sono in grado.
Al PD chiedo un’altra cosa: Politica. Basta con le elezioni che sembrano il giudizio universale, basta con campagne elettorali cariche di veleno in cui si deve temere ogni giorno la mossa dell’avversario, basta con Roberto North Italian Scum Calderoli che parla e viene pure preso sul serio. Chiedo Politica, fatta nell’interesse della collettività, senza inseguire l’avversario ma seguendo un progetto. E Veltroni mi pare sulla buona strada. Anche se è discutibile il modo in cui è stato fatto scendere in campo.

Davidino

Le primarie non si fanno sui nomi ma sui fatti, sulle idee, sui programi….e ieri Veltroni, il nostro caro lider, ne ha messe in campo molte: riforrma maggioritaria della politica, investimento sui saperi, lotta al precariato senza se e senza ma, diritti civili, ambiente e sicurezza…..di fronte solo i nostalgici di una socialdemocrazia che questo partito non ha mai conosciuto( Zani e co per intenderci) e vecchi volpoi nascosti dietroa nomi nuovi che vogliono mascherare il permanere di meccanismi di cooptazione e malcostume politico dietro a un viso fresco, giovane..anche di bell’aspetto.
Spero che Walter sappia portare politica come tu dici, ma abbia anche la forza di fare piazza pulita di tante cianfrusaglie inutili al paese e al partito….
Nel locale è ovvio che non bisogna farsi trascinare nella logica di scontri personalistici e rilanciare sulle idee: idee di sviluppo per il territorio, qello sviluppo che loro non hanno mai prootto, hanno anzi ostacolato negl’anni passati, quando dirigevano la baracca….
Ora si sono mascherati bene, ma alla fine la gente sceglierà il nuovo: questione di programmi soprattutto e poi di liders…
Poi questa polemica contro il populismo è un vecchio classico da isteriliti intelletualodi di sinistra alla Sylos Labini che non appasiona più nessuno francamnte…DICIAMOLO!!!!

Eloi

io non lo reggo più. lo banno.

ti rendi conto che commenti dicendo niente?

puoi parlare da persona normale? è un blog, un BLOG, UN BLOG!!!

ALLONTANI LE PERSONE CON QUESTI DISCORSI INCONCLUDENTI E INUTILI.
la tua retorica è vuota e tristissima esteriorità…

ero scettico se pubblicare questo post proprio per il rischio dei criptici e autoreferenziali discorsi come il tuo.
ho fatto una cagata.

silvia

e comunque si scrive LEADERS o capigruppo ;)

Eloi

no, lui dice LIDER perchè non usa parole straniere e se le usa le deve italianizzare.
ha firmato “rivolti al futuro” ma con la testa è rimasto nel 1927.

Davidino

I soliti discorsi da accademici del politically correct….con la solita romanzina vetero intellettuale sul primato della politca…l’Italia ha bisogno di un leader e spero vivamente che non debba essere fini o berlusconi….Veltroni può sanare il Paese e dietro ha un progetto concreto, se non ci sono altri candidati mi dispiace, ma non perchè si paventa la fantomatica “minaccia” di pensiero unico nel maggior partito d’Italia, benì perchè chi ha pensieri diversi non ha le palle di tirarli fuori o mettersi in gioco….forse perchè poi le loro tesi alternativa non sono tanto alternative come dovrebbero….
Invece di lanciare campagne alla Travaglio contro il rischio di una deriva populista o demagogica o antipolitica o zoologica già che ci siamo del PD, bisogna rilanciare sui fatti, anche se certa sinistra non cambia mai….FRANCIA DOCET!!!

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