Scrivo questo post dalla Federazione di viale Krasnodar al termine della Direzione provinciale alla quale ho partecipato pur senza intervenire.
Butto in questo blog, le impressioni e le riflessioni che questa occasione di dibattito mi ha suggerito, più che altro per fissarle nella memoria, per tenerle a mente, quindi senza pormi troppo il problema di quanto possano essere interessanti per chi legge questo blog (anche se poi spero lo saranno!).
I temi in discussione sono strettamente attuali per il nostro partito a livello locale: da un lato il partito democratico, dall’altro il governo della città e il futuro della giunta dopo le dimissioni dell’Assessore ai lavori pubblici Claudio Bariani.
Gli interventi sono stati numerosi, alcuni anche aspri, nei contenuti e nei toni.
Per tutta la durata di questo dibattito, la domanda centrale che continuavo a pormi era: “che cosa è bene?” o meglio “da dove partiamo?”.
Sono assolutamente consapevole della ovvietà che vado enuciando nel dire che il bene di una parte e il bene del tutto non necessariamente (anzi quasi mai) risultano coincidenti!
A cascata ne estraggo qualche corollario altrettanto ovvio:
Le cose che servono a questa città potrebbero non essere le cose che servono alla giunta per rivincere le prossime elezioni.
Le cose che servono a questo paese potrebbero non essere le cose che rafforzano il mio partito o più in generale la sinistra.
E’ così ovvio pensare quindi ai partiti e alle organizzazioni politiche, per come sono strutturate, come ad un possibile (o probabile) ostacolo per la crescita di questo paese.
Il tema è la definizione che vogliamo dare di benessere sociale, o meglio ancora come intendiamo misurarlo.
Quando Prodi accusa il “paese” di essere “impazzito”, per quale assurda ragione molti dei nostri compagni ritengono che l’accusa fosse da rivolgersi solo alla destra o solo ai cittadini?
In realtà siamo tutti impazziti, partiti e imprenditori, cittadini e consumatori, tutti vittime di spaventosi conflitti di interesse.
Tutti intuiscono che le cose non vanno ma nessuno pare volerle cambiare.
Faccio fatica a sentire le discussioni incentrate più sul che cosa dobbiamo fare per vincere che non sul che cosa vogliamo fare per la nostra città e il nostro paese, come faccio fatica a vivere in un paese in cui tutti pensano a fare cassa e non a star bene ossia a produrre soddisfazione, per se e per gli altri.
Tutti hanno paura di perderci e chi ha
paura
non tenta
strade nuovechi ha paura non tenta strade nuove.
Cara Direzione e cara Sinistra, cara Giunta e cara Ferrara, caro Governo e cara Italia, se avete paura di perdere smettete subito di giocare.
Se si gioca si mette in conto di perdere, l’importante è giocare bene, to play the right way, come usa ripetere coach Brown.
Noi facciamo il nostro gioco, cazzo, giochiamoci tutto; se va male avremmo perso con stile.
Prodi: riforma le pensioni e la pubblica amministrazione, trova il modo!
Sateriale: blocca il traffico tutti i giorni della settimana, raddoppia gli asili, dimezza le strade e ripensa i mezzi pubblici, attiva il wi-max in tutte le circoscrizioni, sostituisci i telefoni con il voip, abbandona windows e passa all’open-source:da domani!
E’ tutto fattibile, è bene per tutti ed è la cosa giusta.
E cari Democratici della Sinistra, non perdiamo l’occasione del Partito Nuovo, facciamolo e facciamolo bene. Il 17% alle politiche 2006 dopo il 16% del 2001 vuol dire che la cosa due è finita. Non bastiamo a noi stessi. Dobbiamo parlare a più gente.
Tanti altri scenari sarebbero stati pensabili, ma questo è quello che abbiamo davanti, una partita da giocare.
Sheep di Animals (Pink Floyd, 1978) recita:
You better stay home And do as you’re told, get out of the road if you want to grow old…
E’ meglio se stai a casa e fai quello che ti dicono, toglieti dalla strada se vuoi diventare vecchio…
Noi siamo pecore o cosa!?
Eloi
non l’avevo riletto… ho fatto una barca di errori!!