Cara Ilaria

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enri.jpgOggi pomeriggio ho incontrato la segretaria dei Giovani Comunisti di Ferrara. Ilaria mi ha gentilmente proposto una collaborazione fra le nostre organizzazioni giovanili sul tema dell’antifascismo.
Nella serata di sabato si terrà nella piazza tra il McDonald e il Duomo una manifestazione denominata “Carovana Anti Fascista“, nata come risposta ad alcuni episodi di violenza ad opera di giovani di estrema destra contro alcuni giovani di rifondazione; c’è stato chiesto di aderire e partecipare, nella speranza poi nel prossimo futuro, di costituire un “tavolo permanente” su questo tema (allego piattaforma).
La mia risposta ad Ilaria è stata: no, non così.
Prima di tutto per l’imminenza della cosa e l’impossibilità tecnica di trovarsi a discuterne nel merito, in secondo luogo perchè forse proprio nel merito rischiamo di trovarci tutt’altro che d’accordo.

Mi propongo in questo post di spiegare due cose: perchè ho risposto di no e cosa vorrebbe significare questo no.

1) A livello di metodo non sopporto l’idea di connotarsi contro, quindi di usare la formula dell’anti-qualcosa. Mi piace di più sostenere un’idea per, pro, a favore di, insomma in chiave il più possibile positiva.
2) Per chiarezza di intenti, con Ilaria, dovremmo intenderci sulle definizioni; nel caso specifico, una su tutte: che cosa è fascismo? Una discussione quantomeno ampia. Possiamo semplicisticamente per l’occasione fermarci allo squadrismo ossia all’uso politico della violenza.
A questo punto, al di fuori del fattaccio di cronaca, la violenza (fisica) in politica non è attualità nel nostro paese e non è un rischio reale. Nei ristretti casi non possiamo
parlare
di fascismo
per riferirci al
vandalismo di
sparuti gruppi di teppisti
non possiamo parlare di fascismo per riferirci al vandalismo di sparuti gruppi di teppisti, se non in maniera demagogica e strumentale.
Lo squadrismo -se proprio così lo vogliamo chiamare- dei giorni nostri è piuttosto una violenza verbale o psicologica, e non credo sia strategicamente corretto battezzarlo fascista. Occorre parlare di diritti e di discriminazioni.
Sempre per chiarezza e per onestà, occorrerebbe anche specificare quanto sia innegabile l’esistenza di un teppismo
ideologico della sinistra, che a scanso di equivoci è fascista ne più ne meno degli omologhi speculari, e mi piacerebbe capire se sabato ci si chiamava a manifestare anche contro questi.
3) Nella mia testa, rispettare il dolore, il coraggio e l’onore dell’antifascismo (quello storico) e della resistenza, non può avvenire in una piazza con musica, vino e speakeraggio (assurda parola che ho sentito oggi per la prima volta in vita mia, e indica -credo- il parlare in un megafono).
Troverei più elegante qualcosa di meno chiassoso e meno festante, certamente meno giovanile -o meglio giovanilistico. Immagino che una serata in sezione con qualche vecchio compagno -penso a Lio, a Mondo, ad Adriano, ad Attilio- possa attirare meno persone (non ne sono neppure sicuro), ma che certamente produrrebbe una iniziativa più densa e più significativa (e a questo punto sarebbe da fare!!).
4) I Partiti non si occupano di Storia, dovrebbero tendere a parlare meno del passato e più del presente (e futuro).
Le sedi opportune per difendere la memoria storica e in questo caso la storia della resistenza esistono già.
Una è l’ANPI. Un impegno di partecipazione che potremmo e dovremmo prenderci: noi tutti, come cittadini.

Sarei curioso di sapere cosa ne pensate.

Ps: ieri era il primo anniversario della vittoria elettorale ed anche il primo anniversario della morte de “al mè nunon“. Ricordo Leonello perchè -nonostante io sia visceralmente immanentista- resto convinto che il suo spirito abbia avuto non-chiedetemi-come un ruolo in quella curiosa vittoria.
Pps: Forza Roma!

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5 Responses to “Cara Ilaria”

Paul

Nella mia testa, rispettare il dolore, il coraggio e l’onore dell’antifascismo (quello storico) e della resistenza, non può avvenire in una piazza con musica, vino e speakeraggio (assurda parola che ho sentito oggi per la prima volta in vita mia, e indica -credo- il parlare in un megafono).

Anche nella mia, e per fortuna.

Eloi

perchè sei il classico sinistrorso anti-americano!!

antonio

man, stavolta sono d’accordissimo con te…ero tentato di scrivere un intervento polemico, fingendo di essere in disaccordo tanto per romperti le palle, ma alla fine no: stavolta quello che hai scritto mi e` piaciuto troppo. bravo!
…perche` non la mandi alla nuova?
…magari un po` tagliata…ma secondo me varrebbe la pena.

Alessandro

Questo post mi è piaciuto molto..è un buon senso che a buona parte della sinistra (radicale) manca!

Ferio

poi dicon che siam precari: è ovvio che un che vive e beve e fuma nel millenovecentoe40 è fuori dal mercato del lavoro (o fuori dal mondo). provate un po’ voi ad andar in giro pei campi a tirar di schioppo di qui e di là alla benemerita età di ottanta e passi anni.
sei anche stanco e ti va bene se i figli non t’han segregato in casa con la badante o rigettato alla Residenza Caterina con l’assegno di cura.

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