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Archive for the 'Partito Democratico' Category
Sunday, July 1st, 2007
Si fa un gran parlare di PD e delle sue nobili intenzioni, della rivoluzione che porterà nel mondo della politica e dell’impatto culturale che avrà sulla società italiana. Non che sia cosa sbagliata parlare di tutto questo, ma non bisogna dimenticare un piccolo ma molto importante dettaglio. Quali sono gli elettori dei nostri avversari? Con chi ci troviamo ad aver a che fare tutti i giorni? A quali interlocutori intende rivolgersi il partito? Problema non da poco, visto che per spingere la gente a partecipare bisogna farla appassionare, e per riuscire a vincere bisogna anche prendere i voti. E in una situazione come quella attuale, in cui le persone (ed in particolare i giovani) sembrano spaventati dalla politica, la cosa è molto complessa.
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Wednesday, June 27th, 2007
ATTENZIONE CARI LETTORI!!
IL CONTENUTO DI QUESTO POST E’ ALTAMENTE TENDENTE AL NANNISMO E ALL’AUTOREFERENZIALITA’.
LA BRAVA GENTE SI ASTENGA DAL PROSEGUIRE OLTRE!
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L’aggettivo Democratico che si accompagna al partito nuovo che andiamo costruendo è dannatamente importante.
Qualcuno lo considera vuoto, di connotazione politica, di identità, di segno neutro; io non credo, e lo dico da tempo.
La domanda centrale per qualsiasi organizzazione, e dalla cui risposta derivano tutte le declinazioni ideologiche e partitiche della prassi politica, è “chi decide?“, per gli inglesi “who governs“?
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Wednesday, June 20th, 2007
Con in mano quattro carte di trionfa non c’è dubbio: si strionfa.
L’obbiettivo centrale delle prime mani di gioco infatti, è, per chi mette, un imperativo quasi categorico, ossia “tirarle giu tutte“, praticamente “costi quel che costi“.
Per una ragione semplice: ottenere il controllo del gioco.
Ancora una volta, trovo nella metafora del Trionfo la prefetta sintesi della filosofia del governo.
Governare non significa tirare a campare, amministrare l’esistente o trattarlo con cinico pragmatismo. Per Governare occorre declinare -la dico alla Carl Schmitt- il concetto di decisione, inteso come il saper scegliere (prendere una decisione) e il saper portare avanti la scelta fatta (avanzare con decisione).
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Thursday, May 31st, 2007
Andata bene, male, piaciuta o non piaciuta, la serata di ieri non può che essere un semplice inizio.
Il pensiero che sovviene a chiunque ascolti le discussioni circa il partito democratico è che si sia d’accordo solo sul rinnovamento dei metodi, delle idee, del ruolo dei cittadini e dell’idea di partito.
Ammesso che non sarebbe comunque poco (sempre dando per scontato che le novità si dimostrino realmente meglio di quello che oggi conosciamo), la critica ovvia e naturale è: “ma serviva il Pd per fare questo?“.
La risposta è certamente si. In altre nazioni per rivoluzionare un’organizzazione non servono fusioni o nomi nuovi, basta che cambi il timoniere cui si riconosce, con rispetto e intelligenza, l’autorità di ridiscutere tutto, e il gioco è fatto.
Invece boia di un giuda, -e parlo da affezionato alla Quercia- i partiti italici sono probabilmente di per se troppo potenti: al punto che, neanche due contemporanei congressi di SCIOGLIMENTO paiono sufficenti a rimettere seriamente in discussione le leadership …una roba da chiodi! (a proposito: Votate Finocchiaro!)
Sopravvino alla morte e risorgono.
Riprendo il filo: un Pd per fare cosa?
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Thursday, May 31st, 2007
Ripensando alla bellissima serata di ieri, coinvolgente e partecipata, ho pensato che quando sono intervenuto volevo fare un discorso che in realtà non è filato per niente, ho l’impressione di esser stato poco chiaro e molto confuso. Per cui provo rimediare scrivendo, sperando di riuscire ad esprimermi un po’ meglio…
Volevo riferirmi a tre parole che penso siano legate a doppio filo: partecipazione, trasparenza, merito.
Tanto più in un momento come questo (“l’onda che sale”, cito Antonio) dove ogni azione non spiegata chiaramente da parte tua è subito usata dall’avversario contro di te - l’antipolitica è molto più facile della politica - la ricerca di una maggior partecipazione, di spunti esterni, di contributi anche piccoli al successo di un partito politico può dare più risultati quanto più si compiono atti di trasparenza e di ascolto. Il cantiere aperto di ieri sera è un brillante esempio.
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Monday, May 28th, 2007
c’è un fantasma che si aggira per l’italia, che sta cominciando a prendere forma, colore, una voce…
c’è un’onda che sta salendo, e s’ingrossa, e che potrebbe travolgere tutto.
una marea che sale, di fronte a cui temo i cittadini rimarranno inermi. o meglio: agiranno, ma come fossero burattini.
è questa “crisi della politica”, di cui ormai tutti parlano: in una recente intervista al corriere d’alema ha addirittura agitato lo spettro del ‘92, della crisi della prima repubblica. lasciando trasparire il sospetto di un disegno…una sorta di trappola…
la pubblicazione del libro di rizzo e stella, “la casta”, l’intervento di montezemolo al convegno della confindustria, la prontezza con cui la quasi totalità dei giornalisti sta “montando” questo caso…è difficile pensare siano eventi non coordinati, almeno in minima parte.
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Sunday, May 27th, 2007

Cara la mia banda di sinistri figuri,
vi scrivo per raccontarvi una vicenda che ha notevolmente turbato il mio animo di jeune fille rangée. Stamattina mio fratello mi tira giù dal letto piantandomi a tutto volume nelle orecchie una nuova canzonetta, a dirla tutta decisamente orecchiabile. Anche se assonnata, porgo il padiglione auricolare alle note ballabili e comincio a percepire sonorità e parole che non mi paiono così estranee…tanto da spingermi ad avviare una lunga e tumultuosa elucubrazione.
A detta di mio fratello (e, lo ammetto, anche in base a quello che scrive Antonio Ranalli su musicalnews.com il 14 maggio scorso) questo nuovo singolo di Simone Cristicchi, noto cantautore Italiano vincitore dell’ultima kermesse sanremese e debitore del suo successo ad una canzone/parodia dedicata ad un collega decisamente conosciuto, sarebbe in radio dall’11 del mese.
Negligenza di un’esperta di media quale aspiro ad essere il non averla sentita prima…
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Friday, May 25th, 2007
Posto il comunicato stampa dell’iniziativa di mercoledi prossimo e presentata questa mattina in conferenza stampa.
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Quello che sta avvenendo con il processo di formazione del Partito Democratico non deve essere un atto creativo. Una creazione è qualcosa che nasce nella mente di un individuo e si trasporta, praticamente intangibile, nella realtà: quasi che fosse una realizzazione artistica, un percorso individuale.
Il processo di costruzione implica, invece, un atto collettivo, a partire da un progetto che si confronta con la realtà circostante, e che richiede il contributo di molte persone. Un contributo che vede alla prova diversi livelli di competenze e di intensità di partecipazione.
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Tuesday, May 22nd, 2007
Non so quanti di voi conoscano il giocatore Magic Johnson… Certo tutti ne avrete sentito parlare, per la sua sieropositività e le sue battaglie contro l’HIV, per il Dream Team di Barcellona ‘92, per essere stato uno dei più grandi di tutti i tempi. E d’altra parte come può non restare impresso un uomo a cui la storia ha dato il nome di Magic!?
Veniamo al dunque: chiunque s’intenda minimamente di pallacanestro, sa che Johnson è prima di tutto -la faccio semplice- l’uomo dei passaggi smarcanti… degli assist.
Un giocatore interessato non tanto al fare punti quanto al farne fare alla sua squadra.
Non chiedere cosa i tuoi compagni possano fare per te.
Chiedi piuttosto cosa tu possa fare per i tuoi compagni.
Se si parla di Pantheon dunque, non mi dispiacerebbe ci si mettesse questo signore della pallacanesto.
Generosità e fantasia dovrebbero essere condizioni imprescindibili della politica di cui Italia e Europa hanno dannatamente bisogno.
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Friday, May 18th, 2007
Sono tornato… in un periodo dove i temi del giorno sono FAMILY DAY e CONTRO-FAMILY, oppure il solito CONFLITTO DI INTERESSI del Cavaliere con la TV… Io come al solito vorrei parlarvi di altro; anche per non cadere nella solita opinione di un mondo fatto di opinioni e mai di fatti veri.
Vi trascrivo la riflessione che segue, espressa da un UOMO che ammiro molto, un po’ di tempo fa:
“EBBI BEN PRESTO ABBASTANZA CHIARO CHE IL MIO LAVORO DOVEVA CAMMINARE SU DUE BINARI:
L’ANSIA PER LA GIUSTIZIA SOCIALE E L’ILLUSIONE DI POTER PARTECIPARE AD UN CAMBIAMENTO DEL MONDO.
LA SECONDA SI E’ SBRICIOLATA BEN PRESTO, LA PRIMA RIMANE”
Chi ha proferito tale verbo?
Non il buon Egidio Calloni, bensì un piccolo Grande cantautore, il suo nome è Fabrizio De Andrè.
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Tuesday, May 15th, 2007
Non sono cattolico, non credo in Dio, non credo in una vita oltre la morte e non credo che Gesù sia risorto. Credo però che sia vissuto e che sia stato il più grande essere umano di tutti i tempi, non ci sono santi (per rimanere in tema).
Premesso tutto ciò, credo invece che ci debbano essere i cattolici, che ci debbano essere credenti, che ci debbano essere persone che credono nella vita dopo la morte e nella resurrezione di Gesù.
Credo ci debba essere tutto questo perché la mia vita è stata fortemente influenzata (ed educata) dalla sfera cattolica. Non esiste una sola Chiesa, o meglio, ne esiste una ma esistono altresì forme e metodi di intenderla e praticarla estremamente differenti fra loro.
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Saturday, April 28th, 2007
“è un partito di centro”. Eh no, cazzo. Adesso stai a vedere che dalle lacrime, emozioni, entusiasmi, discorsi, programmi di Firenze salta fuori solo che abbiamo creato un partito di centro. Io non ci sto. E mi va di rispondere brevemente a chi fa questa obiezione, a mio modo di vedere poco ragionata. Mi scoccia anche farmi trascinare in una polemica così vuota di senso, ma non mi va giù.
Prima cosa: il mio terrore è che vivendo questo processo “dall’interno” e quindi seguendo con una certa attenzione l’evolversi delle cose, si possa in realtà montarsi la testa mentre da fuori davvero l’unico risultato che si vede è che ci siamo spostati più al centro. E’ una paura che mi accompagnerà forse fino al primo risultato elettorale del PD.
Però non è possibile ragionare solo in termini di paletti e bandierine. Sarebbe troppo facile.
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