Archive for the 'Roba da Chiodi' Category

Europa

dario.jpg“Qui non siamo a Montecitorio”. Le regole della plenaria di Strasburgo sono ferree: la relazione del Commissario, a seguire gli interventi (due minuti per i gruppi; un minuto per chi parla a titolo personale) per chiudere con la replica del commissario. Discussioni, in genere, pacate e ordinate. Oggi invece gli interventi hanno sforato i tempi previsti, Marco Pannella ha alzato la voce per dire che “l’Italia non è una democrazia nè uno stato di dritto”. Luca Romagnoli (Fiamma tricolore) ha chiesto “la creazione di uno stato per i rom e gli zingari di modo che poi staremo tutti meglio”. Vittorio Agnoletto (Rc) ha tirato fuori un cartello per comunicare che “nel governo italiano ci sono razzisti” e dalle parti della Lega ne è spuntato un altro: “Lega, Mpa e Pdl hanno detto la verità / nel governo italiano non ci sono razzisti”. Un bailamme inedito che Luisa Morgantini (Prc), vicepresidente del Parlamento, interrompe con: “Signori ora basta, qui non siamo a Montecitorio”.

Claudia Fusani, articolo su repubblica.it

La storia del piccolo fascista

enri.jpgSto per andare a letto e come di consueto butto un occhio qua e , su e giù.
Trovo spunti interessanti per potermi addormentare sereno, con qualche pensiero ad accompagnarmi.

Poi arriva questo.

Condivido integralmente il commento dell’autore del post.
Quella bandiera di AN. Quel fanciullo che neppure sa di cosa parla.

In che paese viviamo?

Ripenso a Marica e all’assurda discussione avuta questa sera.
Cosa facciamo in casi come questo? Ci prendiamo la briga di offrire a questi pargoli un’alternativa a quello che gli hanno inculcato o -essendo ogni uomo un isola- concludiamo con un sempreverde “me ne frego“?

…”è una fesseria Wang, comunque auguri!”

enri.jpgSi, si, si, è caduto: lo so.

C’era un momento peggiore? Era possibile un momento peggiore?

Questa sera in tutta la provincia fondiamo il partito.
Si costituiranno in tutto il territorio oltre 50 circoli con rispettivi segretari, direttivi e delegati alle assemblee provinciali e comunali.

Così ieri ho scritto una mail ad un bel pò di persone invitandole a partecipare alle assemblee di fondazione; a partecipare nonostante il momento drammatico per il governo, il nostro governo: per il nostro paese.
Invitarli a partecipare proprio alla luce del momento difficile che attraversiamo, ciascuno a suo modo, tutti.
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Non e’ mai facile.

berto.jpgmah, una sorta di mutismo mi ha colpito dopo che e’ stata ufficializzata la fine del governo. Di quei mutismi strani, che ti fanno rispondere a monosillabi a qualunque domanda, anche la piu’ banale. “Vuoi il The Davide? “Mmm”
Non che non me l’aspettassi, ma il colpo e’ sempre pesante.
Cosa c’e’ da dire compagni?
Io ho paura, non ho quasi la forza di affrontare il dibattito con la massa di ignoranti che non sapendo nemmeno di cosa stanno parlando mi dicono “Comunista di merda, Prodi e’ caduto.”
Non ho piu’ lo spirito di prima nell’affrontare la campagna elettorale che qui a Pontelagoscuro e’ cruda, difficile e ti fa provare anche il dispiacere di una spaccatura (vecchie ferite mai del tutto rimarginate).
Alla fine spero che il buon senso abbia il sopravvento, che mi faccia dire “In fondo e’ meglio cosi’”
Nel frattempo rimango avvolto nel mio mutismo, mi sento come un ricco che su 10.000.000 € di capitale ne ha persi 5.000.000€ : infastidito ed in parte disperato. Non riesco mai ad esprimere come vorrei i miei sentimenti, ma mi sento cosi’.

La prima regola del Fight Club è: non parlare mai del Fight Club

Ieri sera, in una felpatissima intervista al Tg1, Pierferdinando Casini ha superato i limiti dell’umana immaginazione ed è entrato di diritto nell’olimpo delle leggende, luogo dove solo i grandissimi hanno diritto di stare.

Ad una domanda riguardante la riforma della legge elettorale, il sagace Pierferdi, forse spaventato dall’idea di avere un genero comunista, ha risposto facendo spudoratamente melina, ma poi si è immediatamente ripreso ed ha avuto un guizzo da campione. Il colpo del fuoriclasse. Il tiro del falco. E nulla è stato più come prima.
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La Galiverna

enri.jpgUscendo da casa di Mike l’altra sera con Berna, Stanca e Monci abbiamo visto la galiverna.
Facevo notare a Darione le curiose forme della brina sulla rete del giardino e lui l’ha riassunta in poche parole: “è la galiverna“.
Ricordavo questa parola… è una parola che ho sentito dalla nonna Olite… E’ una parola dei nonni da un lato perchè non propriamente italiana e certamente dialettale, dall’altro perchè da ormai una ventina di anni l’inverno (più in generale le stagioni) non è più lo stesso.
La galiverna -come la neve- non è più una costante dei nostri inverni, e per questo è un nome teneramente destinato alla nostra memoria di nipoti.
Mi sono trovato a fare questa riflessione tornando a casa, con molta naturalezza e semplicità. Perchè i cambiamenti del reale e i conseguenti cambiamenti del linguaggio non sono affatto un problema in se, anzi! Sono il segno e la prova dello scorrere del tempo, del movimento ed in sostanza del vivere.

Ma come non tutti i mali vengono per nuocere, non tutti i cambiamenti porteranno beneficio. (more…)

Lezioni irricevibili

dario.jpgInorridisco di fronte all’ennesimo esempio di ricchi imprenditori che hanno la ricetta giusta per salvare l’Italia dalle grinfie della politica. Repubblica riporta un’intervista a Renzo Rosso, fondatore dell’arci-nota Diesel (jeans):”Una classe politica corrotta e clientelare(…) che bada solo al suo orticello. (…) L’Italia è tenuta in piedi da qualche bravo imprenditore che continua a girare il mondo per vendere i propri prodotti.(…)Non sono Berlusconiano ma con Prodi i banchieri svizzeri e monegaschi stanno facendo le capriole di gioia, i profitti delle aziende non vengono più reinvestiti in Italia ma tornano a fuggire all’estero. Con Berlusconi si era invertita questa tendenza… (…)Con Prodi al governo un operaio non avrà più di che mangiare, verserà tutto in tasse (ecco appunto, non è Berlusconiano, ndr) (…)sono gli imprenditori creativi come me che stanno tenendo in piedi l’Italia”. E patapumfete!
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Fermiamo Sundas

berto.jpgOgni volta che guardo il telegiornale, in particolar modo Studio Aperto che apprezzo particolarmente, penso sempre che quello che accade non puo’ avvenire in Italia, troppo e’ lo schifo di cui ogni giorno siamo testimoni.
Quest’oggi, mentre consumavo il mio triste pranzo (data la dieta) sul telegiornale di italia1 hanno dato l’ennesima notizia che mi ha fatto venire su la Simmenthal che stavo appunto mangiando e tanto per cambiare ha come protagonista il “famoso” Alessio Sundas, gia manager di Marco Ahmetovic.
Questa volta quel -cliccami- di Sundas ha pensato bene di ingrassare il suo conto corrente e sporcare la mente degli italiani, speculando su un’altra tragedia, la strage di Erba in cui sono morte tre donne ed un bambino di due anni.
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Anche questa e’ fatta… (male)

berto.jpgFinalmente dopo querce e margherite, da oggi alle 17 i big del PD hanno dato un simbolo al nostro nuovo partito.
Devo essere sincero?
Non mi piace.

Troppo sintetico, troppo poco “colorato”, nè sfondo verde nè rosso nè arancione (che pensavo fosse il colore ufficiale del nuovo partito)
Il font di quel “partito democratico” scritto sotto e’ troppo classico, troppo poco personalizzato. Passabile l’ulivo stilizzato.
Da immagini “elaborate” come querce e margherite dai colori cosi’ “vivaci” siamo passati a questa freddura.
Sono rimasto un po’ deluso…

Oltre i limiti del trash

enri.jpgNon ci credo.
Non ci voglio credere.
Non so se morire semplicemente dalle risate o se -come capita ogni volta lui mi faccia ridere- ci si debba preoccupare.

Mi ero riproposto di non parlarne, di pensare prima alla mia città e al mio paese e poi nostri di problemi, anzichè seguire le sue pagliacciate.
Ma non ce la faccio, non è possibile. Le sue reti non parlando d’altro ed io mi sbudello dalle risate.
Guardate per esempio questo incredibile servizio di Studio Aperto!!

Ha raccolto 15 milioni di miliardi di firme per far cadere il governo… qualcuno gli spiega la differenza fra politica e stadio, fra repubblica costituzionale e curva!?
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Una storia tristemente vera

berto.jpg-Mamma mi racconti una favola del terrore?-
-Certamente tesoro, questa favola si chiama La storia dei quattro ragazzini e del rom che gli insegno’ a volare

“C’era una volta pochi mesi fa, in un paese INCANTATO governato dal Re Mortadella, quattro ragazzini sui loro mezzi a due ruote, quelli che dai bimbi piu’ grandi vengono definiti “sbarbatelli”, quelli che stanno scoprendo ora come va veramente la vita, che fanno le loro prime esperienze con le ragazze, con l’alcool e con la droga; insomma, e’ proprio il caso di dirlo, quelli che potenzialmente hanno ancora TUTTA una vita davanti.
Una notte questi ragazzini decisero, con i loro mezzi, di percorrere una strada come facevano spesso per andare a vivere la loro gioventu’.
Per loro sfortuna quella stessa strada era percorsa da un uomo cattivo che non veniva dallo stesso paese incantato, ma che comunque si sentiva a casa, forse anche troppo, tantoche’ era ubriaco.
Ad un certo punto si incontrarono, e l’uomo con la sua macchina si avvicinava sempre di piu’… sempre di piu’…. sempre di piu’.. finche…..”

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Tutto nella norma

enri.jpgLa settimana scorso è passata quasi sotto silenzio (parlo della tv da questo punto di vista specchio della generale opinione pubblica) una notizia che a rigor di logica dovrebbe quantomeno suonare preoccupante: Berlusconi compra dei senatori (1-2-3-4-5-6).

La cosa che trovo più interessante se provo ad alienarmi dalla mia appartenenza e dalla mie convinzioni è che tutto questo appaia tutto sommato normale.
La notizia non è certa, non è provata, è gossip politico, ma tutti noi (italiani di destra o sinistra) sappiamo che la cosa è assolutamente plausibile, da un lato per quanto abbiano già dimostrato di essere dei poveretti i nostri parlamentari e dall’altro perchè non sarà certo il Silvio a crearsi un problema di ordine morale e di integrità delle nostre istituzioni.
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