Archive for the 'Cultura' Category

Ok PD, ma per fare cosa!?

enri.jpgAndata bene, male, piaciuta o non piaciuta, la serata di ieri non può che essere un semplice inizio.
Il pensiero che sovviene a chiunque ascolti le discussioni circa il partito democratico è che si sia d’accordo solo sul rinnovamento dei metodi, delle idee, del ruolo dei cittadini e dell’idea di partito.
Ammesso che non sarebbe comunque poco (sempre dando per scontato che le novità si dimostrino realmente meglio di quello che oggi conosciamo), la critica ovvia e naturale è: “ma serviva il Pd per fare questo?“.
La risposta è certamente si. In altre nazioni per rivoluzionare un’organizzazione non servono fusioni o nomi nuovi, basta che cambi il timoniere cui si riconosce, con rispetto e intelligenza, l’autorità di ridiscutere tutto, e il gioco è fatto.
Invece boia di un giuda, -e parlo da affezionato alla Quercia- i partiti italici sono probabilmente di per se troppo potenti: al punto che, neanche due contemporanei congressi di SCIOGLIMENTO paiono sufficenti a rimettere seriamente in discussione le leadership …una roba da chiodi! (a proposito: Votate Finocchiaro!)
Sopravvino alla morte e risorgono.

Riprendo il filo: un Pd per fare cosa?
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Sport e cultura

luca.jpgPerché in Italia non abbiamo cultura sportiva? Potrei dire anche cultura sociale, senso civico e altre cose, ma voglio concentrarmi in particolare sull’aspetto sportivo.
Nell’antica Grecia c’erano le olimpiadi, a Roma le arene dove ci si divertiva a vedere massacrare animali e uomini, nel medioevo c’erano i tornei organizzati dai grandi signori, dove i cavalieri si affrontavano in diverse discipline (spada,tiro con l’arco,combattimento a cavallo etc) e già erano divisi per squadre, ognuna con il proprio stemma; oggi abbiamo stadi e palazzetti dove possiamo assistere a una miriade di attività sportive. Lo sport oggi rappresenta una delle attrattive maggiore, con persone disposte a fare di tutto per seguire e “difendere” la propria squadra ovunque, ma spesso (come di vede soprattutto nel nostro paese) non con lo spirito giusto.
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una provocazione, ispirata da Gomorra (di R.Saviano)

toniho letto anch’io Gomorra, ed anche a me e` piaciuto moltissimo. e` un libro che consiglio a tutti…e consiglio pure di leggere a distanza ravvicinata “cose di cosa nostra”, di giovanni falcone: paragonando i due libri, distanti quasi 20 anni l’uno dall’altro, si scopre un’importante evoluzione del sistema della criminalita` organizzata: da struttra centralizzata, quasi di tipo fordista (la cosa nostra siciliana di buscetta, trasmessaci da falcone, che a napoli aveva come controparte la camorra guidata da cutolo), ad una struttura piu` flessibile, che esternalizza (aziendalisti e markettari direbbero “in outsourcing”) funzioni importanti, finanche quella militare.
saviano si sofferma spesso su questo parallelismo, tra l’evoluzione dell’organizzazione criminale e quella industriale.

il libro di saviano e` ottimo perche` e` un resoconto lucido: mi ha ricordato un po` sciascia, per la continua ricerca di una logica dietro ai fenomeni apparentemente “misteriosi” della cultura criminale. saldo nella convinzione che tutto ha una RAGIONE, che a tutto c’e` un perche`, che quando ci sono partite cosi` grosse in ballo, la RAZIONALITA` e` l’unico strumento valido per capire, saviano ha sviluppato un’analisi economica del fenomeno camorristico molto accurata.
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Nel mezzo di una nuova Politica e di una nuova Società, sta la Consapevolezza

marci.jpgCiao COMPAGNI, sono Marci, innanzitutto scusate se scrivo di rado, ma sono sempre preso da mille cose.

Il tema che voglio affrontare è una riflessione generale su tante cose…
Non so bene da dove iniziare…beh ecco… se avete occasione leggetevi “Tango e gli altri“…libro del GUCCIO… da lustro e onore ad un tema importante: La Resistenza… regala ai lettori una grande consapevolezza …. nessuna grande storia è perfetta ma con il coraggio e la determinazione si può sempre rendere giustizia anche dopo sedici anni dalla fine di una guerra… ci vogliono appunto umiltà e consapevolezza… e chissà come, alla fine il cattivo è sempre un Democristiano, ma leggetevi il giallo non vi dico altro… .

Ecco direi che nella nostra società contemporanea manca appunto la consapevolezza di avere un’idea di politica e di paese in cui vivere…
In uno stato in continua evoluzione nei fenomeni sociali, troviamo le classi dirigenti nelle gerarchie dei partiti incapaci di voltare pagina nei confronti di una politica corrotta e mafiosa che predilige gli affari di una ristretta oligarchia al bene del popolo, supportate da un’ipocrita bisogno, “a tutti i costi”, di un giudizio di moralità sostenuto da larga parte dei Cattolici di una Chiesa benpensante.
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Ne ho la prova…

… il partito democratico si può fare…

date un occhio a questo link:

Blog di Franceschini

Mai mai e poi mai nella vita avrei pensato di trovare il nostro parlamentare che consiglia di acquistare il mucchio extra per la compilation allegata… Vi giuro, sono commosso… Anche se un altro mondo non fosse possibile, un altro partito è possibile :-D

Mi si sta sciogliendo un po di cattiveria

Bellezza Dicembrina

All’esterno del capannone consacrato per la serata a luogo di culto ci accolgono incisioni dal sapore antico, stampate su tessuti di poco valore, ma pregevoli nella fattura.

All’interno, dopo una degna attesa, compare il sacerdote dicembrino, giacca bianca a sottili righe nere, capelli impomatati da Rivincita dei Nerds, e occhiale spesso e diversi chilogrammi di troppo (adorabile!).

Alla sua sinistra, seduta alle tastiere ma pronta a a levarsi in piedi e ad abbracciare una fisa, i capelli a cascetto leggermente mossi, con il viso che ti saresti immaginato avesse Claire Newman direttamente dalla Banda dei Brocchi: da quell’Inghilterra anni ‘70 che rivive nel capolavoro di Coe.

Ma i dicembrini osano e fanno volare gli accordi e gli arpeggi, i mille strumenti: violino, contrabbasso, basso, tastiere, batteria lieve anche quando accelera infinita dentro di te.

Il tempo vortica, assieme agli spazi. E d’improvviso i testi di portano ad un’800 irresistibile e mai esistito; romanticismo desueto come il nome che portano, come gli occhiali che indossa il nostro prete laico.

E se i suoni all’inizio giocano con quegli Who che cambiarono il concetto stesso di generazione, se la deriva prog non bastasse a far capire come il mese di dicembre si ripeta tutti gli anni, ecco che compaiono in trasparenza quelle divinità chiamate Belle & Sebastian, ed è la loro luce a far risplendere i nostri questa sera… anche se non vivono di luce riflessa. Identità e contaminazione il loro motto, splendida grazia e bellezza fuori dal tempo, fuori dai tempi.

Ad un certo punto il nostro sacerdote dicembrino divide il pubblico come Mosè il Mar Rosso: ci fa cantare tutti, esplodendo in una messa laica, come un delta del Mississippi una domenica mattina forse senza dio, ma piena di voci, di strumenti e di uomini, elogio impazzito della bellezza.

Poi scende nel solco tracciato, il nostro prete laico. Salta e poga tra il pubblico, quasi si confonde, e l’everybody can do it diventa improvvisamente everybody can be it.

Ma poi risale e con un gesto ieratico addormenta i suoi profeti. Muscisti accasciati al suolo, il portatore della buona novella fa segno al pubblico di tacere e di sedersi. I fedeli accolgono la richiesta, seduti tutti, in attesa del risveglio. E ad uno ad uno i profeti di ridestano e di nuovo esplode la nostra chiesa, la mia chiesa senza dio e vitelli d’oro, ma piena di suoni e melodia, armonie tzigane a dimostrare che dicembre capita ogni anno e in ogni luogo.

Ma cosa ci fa un post così in un blog politico? E’ solo che nell’epoca e nell’età in cui ho capito che la politica non è fatta di sogni ma di scelte sofferte, e che i lampi dell’ideologia non sono solo irrealizzabili ma spesso dannosi, l’unica moneta di scambio, l’unico sogno rimasto, l’unica salvezza
dei
fantasmi adolescenziali
è la Bellezza
l’unica salvezza dei fantasmi adolescenziali è la Bellezza

Ed è la bellezza che può nascere e nasce in ogni luogo: dal Mali al Mississippi, dall’Inghilterra ai Balcani. Non dobbiamo perdere di vista la bellezza, anche in un mondo dove la maggioranza delle persone non la riconosce nemmeno quando la trova spiattellata davanti a se. I Dicembrini lo sanno, e dovremo sempre ricordarlo anche noi. E salvare ed amare le persone che sono ancora in grado di commuoversi di fronte alla bellezza di un arpeggio o di un folle crescendo rock folk.

Altri tempi, altri spazi: il fine della nostra azione politica. Conservare la bellezza di ogni cultura e far si che l’una conosca l’altra e che non vi rimanga indifferente: il tutto senza perdere la nostra attitudine perdutamente indie snob; il che, tradotto, significa mai perdere la curiosità, nemmeno dopo la morte.

Ps. Avevo promesso a diverse persone un post sul viaggio in Africa… arriverà, non preoccupatevi… è solo che ho bisogno di un po tempo per schiarire le idee…

A presto…

 

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