| |
|
Archive for the 'Diritti' Category
Tuesday, May 15th, 2007
Non sono cattolico, non credo in Dio, non credo in una vita oltre la morte e non credo che Gesù sia risorto. Credo però che sia vissuto e che sia stato il più grande essere umano di tutti i tempi, non ci sono santi (per rimanere in tema).
Premesso tutto ciò, credo invece che ci debbano essere i cattolici, che ci debbano essere credenti, che ci debbano essere persone che credono nella vita dopo la morte e nella resurrezione di Gesù.
Credo ci debba essere tutto questo perché la mia vita è stata fortemente influenzata (ed educata) dalla sfera cattolica. Non esiste una sola Chiesa, o meglio, ne esiste una ma esistono altresì forme e metodi di intenderla e praticarla estremamente differenti fra loro.
(more…)
Saturday, May 12th, 2007
Oggi ho parlato troppo, in sezione, con Enrico, Trava, Francy, Davidino, Eli e altri.
Lascio quindi a Vittorio Zucconi un parere sul carrozzone del Family Day.
In buona sostanza, dice quello che penso.
Lo citerò per violazione del mio personalissimo 3D mentale…
Lasciate che i fanciulli
di VITTORIO ZUCCONI
ANDRO’ anche io alla festa della famiglia, oggi, anzi al Family Day come lo chiama Buttiglione che infatti parla bene il tedesco. Alla festa della mia famiglia, qui a Washington. Andrò a mettere a dormire quella di dieci mesi, Anna, che gattona per tutta la casa, si incastra sotto tutti i mobili e poi pretende di mettersi seduta prendendo capocciate tremende e quello di tre anni, Devin, che vorrebbe leggersi da solo i libri di storielle e poi s’incazza come un flipper quando si accorge di non saper leggere.
(more…)
Tuesday, April 10th, 2007
Intanto..devo dire che frencino in quella foto è al tempo stesso tanto bello quanto buffo..quanto pirla…
ultimamente ho seguito spesso su Rai 3 il programma Tribuna Politica (che va in onda ad ora di pranzo), e devo ammettere che tratta temi politici complessi in un modo accessibile a tutti! è un programma che se ben duri soltanto una mezz’ora, chiarisce e informa sui provvedimenti all’ordine del giorno del nostro governo. La discussione oggi era incentrata sui DICO..un argomento davvero bollente in Italia..a parer mio, benchè la cosiddetta chiesa maestra (dalle parole del senatore Rotondi) esprima, e aggiungo pesantemente le sue posizioni, vincolando le coscienze dei credenti, noi dobbiamo prestare attenzione alla chiesa madre; che è la chiesa delle parrocchie e dei missionari, quella che c’accompagna per mano giorno dopo giorno..ma che soprattutto, non potrebbe mai negare il suo aiuto e il suo appoggio a fedeli (e non) in difficoltà o in situazioni difficili.
i DICO, provenienti dai loro antenati PACS (che ad esempio in Francia sono già stati attuati!) tentano di “aggiustare” tante situazioni, createsi per le coppie di fatto, che andrebbero a limitare se non addirittura a minare i diritti dei singoli cittadini. quindi le realtà che s’impegnano a risasanare sono molte: il futuro dei figli e i diritti dei figli di coloro che non si sposano e magari decidono di lasciarsi; oppure il coniuge abbandonato che per accordi presi nella coppia, non ha un impiego; le coppie di extracomunitari o di un italiano/a con un extracomunitario/a, ecc ecc..insomma, le situazioni sono tante, ma ciò che per me realmente frena, è la questione degli omosessuali. magari non è giusto che io apostrofi le loro realtà in questo modo, quasi ghettizzandoli, ma è ciò che si sta facendo ora in Italia; e la responsabilità dipende anche dall’opinione che diffonde la chiesa maestra; è innegabile! invece di farne un problema etico e morale, riflettiamo, e concentriamoci sui loro diritti in quanto cittadini, e sul loro diritto di scegliere la vita che a loro più aggrada! come poi facciamo tutti..
Tuesday, March 20th, 2007
Ormai la questione sui di.co è un tema di attualità su cui si discute continuamente.
Si può senz’altro dire che è il tema del momento, a cui la stampa da tanto risalto.
Sabato è avvenuta la grande manifestazione di roma sulle unioni civili, una manifestazione serena e giusta a mio parere.
I dico, i pax, in generale i diritti delle persone sono un tema a mio parere che in un paese che definamo tanto avanzato come il nostro, dovrebbe essere affrontato in maniera trasversale, da tutte le forze politiche e non, persone che convivono da anni assieme, che sono legate da un sentimento forte, perchè non devono avere gli stessi diritti delle coppie sposate, non riesco a capire come si possa definire questo un’affronto alla famiglia, le famiglie non sono anche quelle costituite da persone non sposate, sono per caso famiglie di serie b quelle? non credo proprio, credo che questo paese sia molto più arretrato di quanto si creda, credo che la lezione di civiltà che Zapatero ha dato a noi e ad altre nazioni, sia di un importanza fondamentale sul piano umano, e io dico che garantire a tutti un diritto naturale che il diritto all’amore e alla famiglia, in tutte le sue forme possibili, sia una cosa dovuta, un dovere morale e civile di chi governa e occupa le mille e più poltrone dell parlamento, che sia di destra, di sinistra o centro, che sia cattolico, mussulmano, protestante o ateo.
Due settimane fa Il Ministro degli Esteri D’Alema ha partecipato al congresso nazionale di sinistra giovanile e nel suo discorso ha parlato anche di diritti civili provocando una grande ovazione in sala quando è passato al tema dei Di.Co. “ è normale che ora la legge passi al Parlamento, il Governo non ha assolutamente abbandonato questo tema. Per me – ha continuato - questi non sono temi eticamente sensibili, ma diritti civili: non vedo perché una coppia sposata debba sentirsi minacciata quando il diritto all’eredità, solo per fare un esempio viene garantito anche ai conviventi, etero od omosessuale che siano. Non ci si sposa certo per avere diritto all’eredità”.
Beh, mi sembra un affermazione più che mai vera che io approvo completamente e mi fa ben sperare sula buona riuscita di una legge più che mai dovuta e importante che come appunto DI.Co non può essere abbandonata a se stessa spero che tanti DI.Cano e Di.Cano bene in modo da restituire a questo paese finalmente una legge che tuteli i diritti di tutti i cittadini.
Wednesday, February 28th, 2007
Spesso tendiamo a dimenticarcene, ma l’Italia suo malgrado non è un paese normale; meglio, non è un paese solo ma due paesi: L’Italia nata nel 1870 e il feudo del Papa nel cuore di Roma.
E nelle ore travagliate che stiamo attraversando attendendo un voto di fiducia dal senato - nient’affatto scontato, alla luce delle dichiarazioni di diversi senatori centristi ce ne rendiamo -ancora una volta- nitidamente conto.
La domanda la pone chiara e netta il senatore Schifani:
“Presidente Prodi, ci dica con chiarezza e senza ricorrere al politichese: il disegno di legge del governo sui Dico lo sosterrete o no in Parlamento?“
Già perchè, appena dopo lo sgambetto della settimana scorsa, i vari Mastella, Andreotti, De Gregorio, s’erano ritrovati tutti uniti nel sostenere che, tolta dal tavolo la legge sulle unioni civili, il governo avrebbe prontamente riottenuto i numeri (e il consenso) per continuare a governare.
Abbiamo escluso i DiCo dai 12 comandamenti lasciandoli all’iniziativa parlamentare, nel tentativo di aggirare la trappola ma allo stesso tempo di portare a casa una legge piccola ma dannatamente importante.
Importante tanto per cosa i DiCo rappresentano quanto per come questi sono nati.
Sono il simbolo di un paese che si emancipa e che si rinnova, di un nuovo approccio laico alla politica e al tempo stesso di un cattolicesimo maturo.
Sono il simbolo che il Partito Democratico si può fare, proprio come le due donne e ministro, Rosi Bindi e Barbara Pollastrini, hanno saputo insieme costruire questa legge.
E’ una battaglia campale che si gioca con piccoli margini e su pochi, pochissimi voti. Non sarò certo io a sostenere “O DiCo o Muerte“, ma di certo temo dovrò registrare -anzi già registro- l’ennesima delusione.
Siamo un paese malato, o forse come si diceva all’inizio, due paesi malati.
C’è questo puntino nero, un dipartimento di questa penisola dedicato e finalizzato a mantenere tutto così com’è, a conservare l’esistente, a distruggere ambizioni, pulsioni, aspirazioni… un potere contro la modernità tutta; in blocco.
Il paese dove il nuovo non nasce e il vecchio non muore.
Ed è in momenti come questi che domanderei al compagno Beppe Garibaldi: perchè ti sei fermato? perchè non sei andato fino in fondo?
Ma questa è un’altra storia…
Wednesday, February 14th, 2007
Non sopporto più, in alcun modo, la piega che sta prendendo il dibattito sui DICO.
Trovo vi sia sull’argomento una ipocrisia totale, tanto vergognosa quanto inspiegabile.
I DICO sarebbero un attacco alla famiglia!? Mi si può spiegare in che modo e in che misura!?
Ma che diavolo stiamo dicendo?
Premessa: la famiglia nella sua forma istituzionale del matrimonio è già in crisi.
Una crisi profonda, frutto di effetti combinati da cause prima economico-sociali e poi anche culturali. E forse, in questo senso, per creare le condizioni di una stabilità nei rapporti affettivi più che di DICO vi sarebbe bisogno di politiche a tutela della persona prima ancora che della coppia (il tema della precarità nel lavoro è fra le cause della precarietà nella vita).
Posso essere contro le forme light di matrimonio, ma allo stesso tempo credo che
proprio a partire dalle forme soft si possano rivalutare le forme hardproprio a partire dalle forme soft si possano rivalutare le forme hard.
Se volessi fare un discorso visceralemente cristiano, potrei parlare di amore come droga, come sostanza invasiva, permeante e totalizzante.
Potrei parlante come di una cosa che si autosostanzia, si autolegittima, che si rende in se necessaria. Una di quelle cose che una volta provata renda implausibile il farne a meno.
E allora perchè non somministrare non solo pesantemente ma anche leggermente, in ogni quando e in ogni dove, in massicce dosi e in piccole pillole, affetto, condivisione, socialità, o -in una parola- amore?
Perchè no?
Che male può fare?
|
|
|
|
|
|