Archive for the 'Economia' Category

Abitudini, debito e sacrifici

enri.jpgLa settimana scorsa sono riuscito ad intrufolarmi all’ultimo momento al teatro comunale.
Andava in scena “Miserabili, io e Margaret Tatcher” di Marco Paolini.

Ovviamente splendido spettacolo, al solito mi ha dato molto da pensare.

Parlando come Nicola l’attore ha raccontato che quando era ragazzo gli era stato insegnato che nei momenti di difficoltà non si facevano debiti ma sacrifici.
Mi piace pensare che buona parte della storia nobile della nostra gente, dei nostri padri stia qua.
Nella differenza fra elemosinare compassionee mettersi al lavoro, fra rimandare un problema (accrescendolo) e affrontarlo con tutte le conseguenze.
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Lezioni irricevibili

dario.jpgInorridisco di fronte all’ennesimo esempio di ricchi imprenditori che hanno la ricetta giusta per salvare l’Italia dalle grinfie della politica. Repubblica riporta un’intervista a Renzo Rosso, fondatore dell’arci-nota Diesel (jeans):”Una classe politica corrotta e clientelare(…) che bada solo al suo orticello. (…) L’Italia è tenuta in piedi da qualche bravo imprenditore che continua a girare il mondo per vendere i propri prodotti.(…)Non sono Berlusconiano ma con Prodi i banchieri svizzeri e monegaschi stanno facendo le capriole di gioia, i profitti delle aziende non vengono più reinvestiti in Italia ma tornano a fuggire all’estero. Con Berlusconi si era invertita questa tendenza… (…)Con Prodi al governo un operaio non avrà più di che mangiare, verserà tutto in tasse (ecco appunto, non è Berlusconiano, ndr) (…)sono gli imprenditori creativi come me che stanno tenendo in piedi l’Italia”. E patapumfete!
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morti bianche in italia ed europa

toniIn questi giorni, in seguito alle disgrazie capitate a torino, si sta parlando molto del problema delle morti bianche.
Come spesso capita, ho trovato un post molto interessante su NfA, di andrea moro.

lavorando un po’ con dati ISTAT ed EUROSTAT, andrea mostra quali sono le differenze degli infortuni (mortali e non) sul lavoro tra italia ed europa. abbastanza sorprendentemente, sembra che la differenza sia quasi tutta da ricondurre alla maggiore mortalità stradale: la maggior parte delle morti sul lavoro, ed in particolare quelle “in più” rispetto agli altri paesi europei, sono in realtà incidenti stradali. dunque l’anomalia italiana non starebbe tanto nella minore sicurezza delle “fabbriche” (in senso lato), ma plausibilmente in due possibilità: la maggiore pericolosità del sistema stradale, o la maggiore incidenza del traffico merci su gomma.
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il supermatrimonio. …perchè no?!

tonimi è capitato recentemente di pensare al matrimonio. che nessuno si spaventi!: l’ho pensato come istituzione…

e ho concluso, caso più unico che raro, con una idea per una proposta di legge, che dovrebbe avere il pregio di essere (credo) politicamente fattibile, e socialmente (ancora: credo) utile.

…per una volta tanto dunque anzichè applicare la critica ai ragionamenti altrui, la faccio io una proposta politica e concretissima. …anche se, temo, correrò il rischio di sollevare più scandalo del solito…
ma se così fosse, sarò disposto a difendere il difendibile.
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teorizzare a ritroso

tonia volte trovo veramente difficile intervenire sui temi del dibattito economico: leggendo i giornali, o le affermazioni dei politici, sento spesso affermazioni e ragionamenti che non hanno senso. …eppure non e` sempre immediato capire perche` avverta questa mancanza di senso, ed individuare quale passaggio logico sia difettoso, o quale ipotesi implicita sia poco sensata…
l’impressione e` che nonostante studi economia da quasi dieci anni, io non parli la stessa lingua di chi parla di economia sui giornali, o nel dibattito politico. dunque, evidentemente, quello che io studio da dieci anni non e` quello su cui si basano queste discussioni, nel dibattito pubblico.
il sospetto e` che io non abbia studiato il modello teorico alla base dei suddetti pubblici Sragionamenti.
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che c’entrano le tette con la politica?!!

toni…prendo spunto da un vecchio post di enrico

ho scoperto di recente che in inglese (almeno qui in USA) “cleavage” si riferisce (anche) al “decollete” delle signore… francamente, rimango perplesso, ma mi diverte giocare con le parole e pensare che i partiti politici nascano in base alle diverse valutazioni che si possono dare alle scollature femminili. …d’altra parte, qualche anno fa, quando la crisi della destra e della sinistra e` cominciata, e non si sapeva piu` cosa fosse cosa (vi ricordate la canzone di gaber ?), si discuteva pure se il culo fosse di destra e le tette di sinistra, o viceversa.

un po` per queste ambigue, ammiccanti confusioni, un po` perche` quando parlo in italiano mi piace usare parole italiane, lasciamo stare le “cleavages”, e parliamo spudoratamente di quali fratture caratterizzano la nostra societa`: come giustamente diceva enrico, bisogna individuare queste per capire su cosa i partiti devono far leva, per sbloccare la situazione sociale ed ottenere consenso politico.
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sulle responsabilità dei governi nella struttura delle interazioni sociali.

toniscusate, ma non ci provo neanche a farmi un’idea di quel che pensa la pancia del paese.
mi basta il mio mal di pancia, dovuto alla birra e alle alette di pollo fritte di ieri sera…

intro:
il post di enrico mi è piaciuto molto. è vero che alla fine l’integrazione è una fatto di rapporti umani, di relazioni, tra uomini e donne. è una cosa che si costruisce ogni giorno nelle strade e nei campi di calcio,e non in parlamento.
ma non è vero che non sia dal governo che ci si debba aspettare certe soluzioni: il governo (in senso lato: includendo altri poteri esecutivi tipo le amministrazioni locali) dà forma agli spazi, al contesto dell’interazione sociale. e il contesto è cruciale.
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quelli che “le tasse sono bellissime”…

toniciao a tutti.
è un po’ per (mancanza di) salute e un po’ per pigrizia che da qualche tempo non scrivo un post.

l’altro giorno ho letto un titolo sul sito di repubblica, per cui padoa schioppa avrebbe detto “le tasse sono una cosa bellissima”.

…ora, ammetto di non aver letto l’articolo, e di non essermi curato di leggere le preziose parole del ministro: l’irritazione è giunta immediatamente, se non altro perchè quali che fossero le parole, se su “la repubblica” (giornale quasi pateticamente filogovernativo) si traducono in “che belle le tsse”, deve proprio essere che, nella migliore delle ipotesi, il ministro di comunicazione non ne capisce proprio un cazzo.
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…ancora sulla bolla dei subprime…

per chi avesse MOLTO tempo e MOLTA voglia, segnalo questo articolo su NFA del sempre mirabilissimo boldrin sulla c.d. bolla dei subprime.

http://www.noisefromamerika.org/ind[…]rali#body

“Case case case… e dopo?” … alcune risposte possibili

Ciao ragazzi, visito spesso il vostro blog e ci trovo ragionamenti a volte davvero interessanti. Oggi l’ho aperto per scrivere di un altro argomento, che probabilmente trovate da qualche altra parte nel sito (la scuola di formazione politica del Pd, che parte lunedì 3 settembre alla festa di Ponte). Leggo tuttavia una richiesta di spiegazioni su quanto sta dominando le pagine dei quotidiani da un paio di settimane.

Dario pone due domande. La prima su quanto sta avvenendo con la crisi dei cosiddetti mutui subprime, e la seconda sulla natura e le prospettive dell’andamento dei prezzi delle case. La risposta a entrambe le domande si può per chiarezza dividere in due, ma in realtà stiamo raccontando più o meno la stessa partita. E qual è?
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Case case case… e dopo?

dario.jpgFaccio una disperata richiesta: qualcuno mi aiuti veramente a capire (ogni riferimento ad Antonio è puramente casuale:-) che cosa sta succedendo al mercato della casa e cosa potrà ancora succedere. Io dei recenti alti e bassi in borsa ho capito questo: una banca, in particolare americana, concede un mutuo (molti mutui) per la casa senza sufficienti garanzie che questo mutuo venga regolarmente pagato. In ragione di questo mutuo, la banca ha un credito verso una persona: questa però a un certo punto non è più in grado di pagare. Allora la banca che fa: vende questo “credito”, anzi vende pacchetti di questi “crediti” ad altre società, banche, ecc. (che in realtà sono fasulli perchè la persona che ha contratto il mutuo è inadempiente) inserendoli in ordine sparso in fondi di investimento, ecc… così la banca si è levata di mezzo una bega e in più guadagna dalla vendita di questi falsi crediti… il problema è che questi falsi crediti finiscono dappertutto nel mercato azionario, che non è più in grado di controllare dove sono. Per cui, terrore (giustificato) degli investitori e borse a picco.
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questioni di legalizzazione

tonistamattina ho mal di testa, dunque non studio. il mal di testa mette malumore, che si confà (per me) all’analisi politica. una canna gioverebbe al mio mal di testa, ed infine, ho appena letto tra i vostri commenti schermaglie di discussione sulla legalizzazione. …dunque, giacchè tutto sembra portare lì, stamattina metto in moto il cervello provando a parlare di legalizzazione. e probabilmente sarò un po’ incoerente, chè su questo tema ho cambiato idea tante volte: a 14-15 anni ero favorevole, e non volevo sentire ragioni…era semplice ribellismo giovanile, poi all’epoca fumavo molto, e come sempre accade, il ribellismo una vena strumentale l’aveva anche nel mio caso. poi a 17 anni in interail passai da amsterdam, e conclusi che la legislazione non va fatta in base ai soli principi, ma pragmaticamente, considerando gli esiti che produce nella società…e a vedere l’orda di italiani inebetiti e molesti, mi dissi che non avrei voluto vivere in una città così. che l’orda di connazionali di cui sopra, che inebetiti erano sì, ma non certo dalla droga, avrebbe guastato il mio sogno libertario, a cui preferivo un ordinato proibizionismo, che almeno costringesse a nascondere gli eccessi nel privato. poi andai all’università, ed ero tra quelli che credevano che andare all’università fosse accedere finalmente al mondo delle discussioni intellettuali mature.
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