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Archive for the 'Memoria' Category
Monday, February 4th, 2008
Questo post non c’entra niente con l’attualità ma è un fatto che voglio ricordare.
Il 3 Febbraio 1998, poco dopo le 15, un aereo militare “Prowler” statunitense, decollato da Aviano, con a bordo il pilota Richard Ashby, il navigatore Joseph Schweitzer, e altri due Marines vola bassissimo nella val di Fiemme, “a pochi metri dall’acqua” (testimonianza) del torrente Avisio. Siamo a Cavalese, un paesone di montagna. A Cavalese vado da qualche anno e quando i luoghi diventano familiari, e si trascorrono lì dei momenti piacevoli, nasce un affetto per quei luoghi.
I due bravi ragazzi cedono alla tentazione del volo radente. Non è la prima volta pare, prodezze del genere sono spesso state segnalate da un consigliere comunale di Cavalese.
E’ l’orario in cui lo sciatore medio si è goduto la sua giornata, e soddisfatto si fa l’ultima pista.
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Friday, January 4th, 2008
Scusate per il ritardo, ma dopo gl’eccessi del capodanno e dopo aver letto i vari post di auguri più o meno sintetici, vorrei aprire quest’anno nuovo di blog ricordandovi che il I Gennaio di 60 anni fa entrava in vigore la nostra Costituzione.
In tempi in cui ci si abbandona spesso a polemiche aspre, a scontri violenti e a fiumi di antipolitica sarebbe ora di cogliere quest’importante anniversario per riscoprire i valori di fondo e l’unità d’intenti con cui i nostri padri costituenti, seppur divisi da opposte visioni del mondo ben più importanti delle futili diatribe di oggi, seppero scrivera la Costituzione e dare ad un Paese che usciva diviso e sconfitto dalla guerra una speranza per il futuro, un futuro di pace e progresso.
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Monday, November 12th, 2007
C’era una volta l’Italia dei Partigiani, c’era una volta l’Italia di De Gasperi, c’era una volta l’Italia di Moro e Berlinguer, c’era una volta l’Italia del 68 e di Pasolini, c’era una volta l’Italia di Gaber e De Andrè, c’era una volta l’Italia di Enzo Biagi…
Oggi c’è un’ Italia violenta che opera nel nome dell’illegalità, del non rispetto di regole e persone, con accenni non più vaghi di xenofobia: un’ Italia di ultras e poliziotti esaltati, un’Italia di destra immorale e retorica serva del padrone Silvio Berlusconi, un Italia di sinistra persa dentro se stessa, un’Italia cattolica non libera, schiacciata dalle pressioni Papali, un’Italia che ha perso il senso di laicità e quindi di Democrazia, un’Italia che vende sogni di inutile consumo e l’orrore dell’insicurezza del presente e del futuro, un’Italia un tempo regina di cultura, oggi all’ultimo posto in Europa per istruzione e sistema universitario, (more…)
Saturday, June 30th, 2007
Cari compagni e compagne, amici e quant’altro….
Sarò telegrafico, ieri sono stato alla Festa di Barco dove si trova uno stand dell’ANPI, l’associazione di ex-partigiani che porta avanti i valori e la memoria storica della lotta di liberazione nazionale, meglio nota come Resistenza.
Portare avanti e dare una mano a questa associazione mi sembra un dovere di ognuno di noi, non solo per gl’ideali democratici e libertari che portiamo avanti con la nostra azione politica, e che sono la base non solo del nostro partito ma della nostra Costituzione e del notro essere cittadini democratici, ma anche perchè lentamente (io spero oviamente il più tardi possibile) l’ANPI si sta spegnendo a causa dell’elevata età dei suoi membri.
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Wednesday, April 25th, 2007
Comunicato stampa scritto per il regionale.
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In occasione dell’anniversario della Liberazione la Sinistra Giovanile della regione Emilia Romagna intende ricordare l’impegno, il coraggio e la determinazione dei molti che ci consentono oggi di poterci chiamare donne e uomini liberi. Dai ribelli delle montagne, ai gappisti cittadini un’intera generazione della nostra terra resistette, pagando altissimi tributi, al giogo straniero e alla negazione della libertà e del futuro.
In tutta la regione si susseguiranno manifestazioni votate al ricordo di quel 25 Aprile che segnò la storia. E che continua a segnarla. Ancora oggi, dopo 62 anni, si è lontani, forse, da una pacificazione necessaria, da una riconciliazione dovuta ad un paese ancora diviso tra Guelfi e Ghibellini.
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Wednesday, April 25th, 2007
Il movimento della resistenza ha rappresentato una parte importante della nostra storia, non solo perchè ha contribuito alla liberazione del nostro paese e lo ha condotto alla democrazia, ma anche per quei valori, quella identità che ha portato con sé. Fratellanza, uguaglianza, giustizia e libertà sono gli ideali che hanno spinto i nostri nonni a combattere e a sacrificare le proprie vite, ideali che ancora oggi sono utopie. Non voglio però raccontare la storia della resistenza a voi, miei lettori, supponendo con convinzione che la sappiate già, ma voglio dire cosa rappresenta per me.
Io sono giovane, molto lontano da quegli anni, ma lo stesso molto vicino: quando sento i racconti di quelle lotte, di quelle fatiche e penso a quanti uomini coraggiosi sono morti per me, riesco ogni volta a commuovermi, pieno di gratitudine. Ho fatto miei quei valori suddetti, sperando un giorno di vederli compiuti nella mia Italia e, nel mio piccolo, operando perché questo avvenga. So, da amante della storia, che la Resistenza ha avuto anche i suoi lati oscuri, non lo voglio negare, anzi credo che sia importante che anche questi aspetti vengano alla luce, anche se non mi piace il comportamento di qualche scrittore, che continua nel tentativo di raccontare i fatti bui di questo movimento, perchè ha visto che così vende più copie, rischiando però di cancellare gli enormi aspetti positivi. Un analisi critica va fatta, ma tenendo conto di tutti gli aspetti sociali, storici e anche umani.
Il 25 aprile è un giorno importante, un giorno in cui dobbiamo ricordare che tutto ciò che abbiamo oggi è merito anche di quel grande sforzo di altruismo che è stato fatto dai partigiani nel confronto del paese.
Io spero che così sia vissuto questo giorno e che la memoria non venga dimenticata perchè “chi non conosce la storia è destinato riviverla”.
Thursday, April 12th, 2007
Cari compagni,
Ieri ero presente anch’io all’incontro con la coordinatrice dei giovani comunisti, Ilaria.
Penso che al di là di tutto ci sia un’incomprensione legata più alle parole che agl’intenti.
La cosa che può dispiacere un giovane post-comunista come me è vedere come ancora ci sia bisogno, in certa sinistra, di crearsi un’identità di nicchia su parole iperinflazionate, invece di cercare di interpretare le corrette dinamiche sociali in atto e dar risposte concrete alle esigenze di tanta povera gente che invece di votare comunista, come faceva fino a vent’anni fa, vota Lega o Rauti.
Detto ciò sono Antifascista, ma penso che l’antifascismo non debba essere sventolato come una bandiera per procacciare facili consensi e darsi visibilità gratuita.
No, penso che i valori della Resistenza, i valori della nostra Costituzione debbano essere onorati e portati avanti nell’azione politica e nella vita di tutti i giorni.
La memoria non è un altarino di cui gloriarsi, se certa gente è morta l’ha fatto per un futuro migliore,di pace e giustizia per tutti, anche per chi non la pensava come loro.
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Wednesday, April 11th, 2007
Oggi pomeriggio ho incontrato la segretaria dei Giovani Comunisti di Ferrara. Ilaria mi ha gentilmente proposto una collaborazione fra le nostre organizzazioni giovanili sul tema dell’antifascismo.
Nella serata di sabato si terrà nella piazza tra il McDonald e il Duomo una manifestazione denominata “Carovana Anti Fascista“, nata come risposta ad alcuni episodi di violenza ad opera di giovani di estrema destra contro alcuni giovani di rifondazione; c’è stato chiesto di aderire e partecipare, nella speranza poi nel prossimo futuro, di costituire un “tavolo permanente” su questo tema (allego piattaforma).
La mia risposta ad Ilaria è stata: no, non così.
Prima di tutto per l’imminenza della cosa e l’impossibilità tecnica di trovarsi a discuterne nel merito, in secondo luogo perchè forse proprio nel merito rischiamo di trovarci tutt’altro che d’accordo.
Mi propongo in questo post di spiegare due cose: perchè ho risposto di no e cosa vorrebbe significare questo no.
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Monday, April 2nd, 2007
Sul suo blog, Gianni Cuperlo parla del libro di Antonio Ghirelli “Aspettando la rivoluzione, cento anni di sinistra italiana” e riporta un episodio narrato nel libro.
Come lui lo trovo di grandissima attualità nonostante sia accaduto 90 anni fa:
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Battista Santhià, operaio piemontese di Borgo San Paolo diventò, vicino a Gramsci (all’epoca a Torino), un “rivoluzionario di professione“. Qualche anno dopo in un libro di memorie ha raccontato di quando (l’anno è il 1916) entrando nella sede della camera del lavoro, vi trovò il giovane Gramsci a colloquio con quattro suoi coetanei. Parlavano della guerra e Gramsci spiegava loro pazientemente i motivi per cui la grande maggioranza degli iscritti alla sezione socialista e alla camera del lavoro si erano schierati contro l’intervento. E Santhià così proseguiva il racconto: “Al termine della lunga conversazione appresi con stupore che si trattava di giovani cattolici e che la loro posizione contro la guerra si differenziava dalla nostra perché era esclusivamente pacifista (”siamo contro tutte le guerre”, dicevano) e si richiamavano agli insegnamenti evangelici. Gramsci, per stuzzicarmi, mi propose di aiutare quei giovani. Non afferrai subito e ingenuamente domandai se dovevo unirmi a loro nelle preghiere per ottenere il grande miracolo della pace“. (more…)
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