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Archive for the 'Stato/Chiesa' Category
Wednesday, November 28th, 2007
mi è capitato recentemente di pensare al matrimonio. che nessuno si spaventi!: l’ho pensato come istituzione…
e ho concluso, caso più unico che raro, con una idea per una proposta di legge, che dovrebbe avere il pregio di essere (credo) politicamente fattibile, e socialmente (ancora: credo) utile.
…per una volta tanto dunque anzichè applicare la critica ai ragionamenti altrui, la faccio io una proposta politica e concretissima. …anche se, temo, correrò il rischio di sollevare più scandalo del solito…
ma se così fosse, sarò disposto a difendere il difendibile.
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Tuesday, May 15th, 2007
Non sono cattolico, non credo in Dio, non credo in una vita oltre la morte e non credo che Gesù sia risorto. Credo però che sia vissuto e che sia stato il più grande essere umano di tutti i tempi, non ci sono santi (per rimanere in tema).
Premesso tutto ciò, credo invece che ci debbano essere i cattolici, che ci debbano essere credenti, che ci debbano essere persone che credono nella vita dopo la morte e nella resurrezione di Gesù.
Credo ci debba essere tutto questo perché la mia vita è stata fortemente influenzata (ed educata) dalla sfera cattolica. Non esiste una sola Chiesa, o meglio, ne esiste una ma esistono altresì forme e metodi di intenderla e praticarla estremamente differenti fra loro.
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Thursday, April 12th, 2007
Ciao COMPAGNI, sono Marci, innanzitutto scusate se scrivo di rado, ma sono sempre preso da mille cose.
Il tema che voglio affrontare è una riflessione generale su tante cose…
Non so bene da dove iniziare…beh ecco… se avete occasione leggetevi “Tango e gli altri“…libro del GUCCIO… da lustro e onore ad un tema importante: La Resistenza… regala ai lettori una grande consapevolezza …. nessuna grande storia è perfetta ma con il coraggio e la determinazione si può sempre rendere giustizia anche dopo sedici anni dalla fine di una guerra… ci vogliono appunto umiltà e consapevolezza… e chissà come, alla fine il cattivo è sempre un Democristiano, ma leggetevi il giallo non vi dico altro… .
Ecco direi che nella nostra società contemporanea manca appunto la consapevolezza di avere un’idea di politica e di paese in cui vivere…
In uno stato in continua evoluzione nei fenomeni sociali, troviamo le classi dirigenti nelle gerarchie dei partiti incapaci di voltare pagina nei confronti di una politica corrotta e mafiosa che predilige gli affari di una ristretta oligarchia al bene del popolo, supportate da un’ipocrita bisogno, “a tutti i costi”, di un giudizio di moralità sostenuto da larga parte dei Cattolici di una Chiesa benpensante.
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Wednesday, March 28th, 2007
Compagni e amici,
Ho voluto finalmente esaudire le pressanti richieste del compagno Balestra che da tempo mi ricorda la lunga latitanza sul blog….
Tranquillo compagno Balestra….non ho ancora deciso di seguire le orme di Provenzano e di Curcio!!!!
Pensavate che fossi lontano solo perchè studio a bologna?! No Davide Nanni è quì e presto lo sarà anche fisicamente…..
Comunque…in Italia ne succedono ogni giorno!
Potrei parlarvi dei gusti sessuali dei nostri politici….come del resto fanno tv e giornali da quando hanno arrestato corona (lo facevano anche prima, ma evidentemente non era abbastanza spettacolare..) oppure attaccarvi la solita smanfrina anticlericale contro il Papa che ha riaffermato con forza l’esistenza dell’Inferno, per non parlare delle litanie sull’eccessivo calo demografico europeo, ovviamente per colpa della mancanza di fede del Vecchio Continente….
invece no, niente di tutto ciò, parliamo della crisi definitiva del Centro-destra.
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Tuesday, March 20th, 2007
Ormai la questione sui di.co è un tema di attualità su cui si discute continuamente.
Si può senz’altro dire che è il tema del momento, a cui la stampa da tanto risalto.
Sabato è avvenuta la grande manifestazione di roma sulle unioni civili, una manifestazione serena e giusta a mio parere.
I dico, i pax, in generale i diritti delle persone sono un tema a mio parere che in un paese che definamo tanto avanzato come il nostro, dovrebbe essere affrontato in maniera trasversale, da tutte le forze politiche e non, persone che convivono da anni assieme, che sono legate da un sentimento forte, perchè non devono avere gli stessi diritti delle coppie sposate, non riesco a capire come si possa definire questo un’affronto alla famiglia, le famiglie non sono anche quelle costituite da persone non sposate, sono per caso famiglie di serie b quelle? non credo proprio, credo che questo paese sia molto più arretrato di quanto si creda, credo che la lezione di civiltà che Zapatero ha dato a noi e ad altre nazioni, sia di un importanza fondamentale sul piano umano, e io dico che garantire a tutti un diritto naturale che il diritto all’amore e alla famiglia, in tutte le sue forme possibili, sia una cosa dovuta, un dovere morale e civile di chi governa e occupa le mille e più poltrone dell parlamento, che sia di destra, di sinistra o centro, che sia cattolico, mussulmano, protestante o ateo.
Due settimane fa Il Ministro degli Esteri D’Alema ha partecipato al congresso nazionale di sinistra giovanile e nel suo discorso ha parlato anche di diritti civili provocando una grande ovazione in sala quando è passato al tema dei Di.Co. “ è normale che ora la legge passi al Parlamento, il Governo non ha assolutamente abbandonato questo tema. Per me – ha continuato - questi non sono temi eticamente sensibili, ma diritti civili: non vedo perché una coppia sposata debba sentirsi minacciata quando il diritto all’eredità, solo per fare un esempio viene garantito anche ai conviventi, etero od omosessuale che siano. Non ci si sposa certo per avere diritto all’eredità”.
Beh, mi sembra un affermazione più che mai vera che io approvo completamente e mi fa ben sperare sula buona riuscita di una legge più che mai dovuta e importante che come appunto DI.Co non può essere abbandonata a se stessa spero che tanti DI.Cano e Di.Cano bene in modo da restituire a questo paese finalmente una legge che tuteli i diritti di tutti i cittadini.
Wednesday, February 28th, 2007
Spesso tendiamo a dimenticarcene, ma l’Italia suo malgrado non è un paese normale; meglio, non è un paese solo ma due paesi: L’Italia nata nel 1870 e il feudo del Papa nel cuore di Roma.
E nelle ore travagliate che stiamo attraversando attendendo un voto di fiducia dal senato - nient’affatto scontato, alla luce delle dichiarazioni di diversi senatori centristi ce ne rendiamo -ancora una volta- nitidamente conto.
La domanda la pone chiara e netta il senatore Schifani:
“Presidente Prodi, ci dica con chiarezza e senza ricorrere al politichese: il disegno di legge del governo sui Dico lo sosterrete o no in Parlamento?“
Già perchè, appena dopo lo sgambetto della settimana scorsa, i vari Mastella, Andreotti, De Gregorio, s’erano ritrovati tutti uniti nel sostenere che, tolta dal tavolo la legge sulle unioni civili, il governo avrebbe prontamente riottenuto i numeri (e il consenso) per continuare a governare.
Abbiamo escluso i DiCo dai 12 comandamenti lasciandoli all’iniziativa parlamentare, nel tentativo di aggirare la trappola ma allo stesso tempo di portare a casa una legge piccola ma dannatamente importante.
Importante tanto per cosa i DiCo rappresentano quanto per come questi sono nati.
Sono il simbolo di un paese che si emancipa e che si rinnova, di un nuovo approccio laico alla politica e al tempo stesso di un cattolicesimo maturo.
Sono il simbolo che il Partito Democratico si può fare, proprio come le due donne e ministro, Rosi Bindi e Barbara Pollastrini, hanno saputo insieme costruire questa legge.
E’ una battaglia campale che si gioca con piccoli margini e su pochi, pochissimi voti. Non sarò certo io a sostenere “O DiCo o Muerte“, ma di certo temo dovrò registrare -anzi già registro- l’ennesima delusione.
Siamo un paese malato, o forse come si diceva all’inizio, due paesi malati.
C’è questo puntino nero, un dipartimento di questa penisola dedicato e finalizzato a mantenere tutto così com’è, a conservare l’esistente, a distruggere ambizioni, pulsioni, aspirazioni… un potere contro la modernità tutta; in blocco.
Il paese dove il nuovo non nasce e il vecchio non muore.
Ed è in momenti come questi che domanderei al compagno Beppe Garibaldi: perchè ti sei fermato? perchè non sei andato fino in fondo?
Ma questa è un’altra storia…
Wednesday, February 14th, 2007
Non sopporto più, in alcun modo, la piega che sta prendendo il dibattito sui DICO.
Trovo vi sia sull’argomento una ipocrisia totale, tanto vergognosa quanto inspiegabile.
I DICO sarebbero un attacco alla famiglia!? Mi si può spiegare in che modo e in che misura!?
Ma che diavolo stiamo dicendo?
Premessa: la famiglia nella sua forma istituzionale del matrimonio è già in crisi.
Una crisi profonda, frutto di effetti combinati da cause prima economico-sociali e poi anche culturali. E forse, in questo senso, per creare le condizioni di una stabilità nei rapporti affettivi più che di DICO vi sarebbe bisogno di politiche a tutela della persona prima ancora che della coppia (il tema della precarità nel lavoro è fra le cause della precarietà nella vita).
Posso essere contro le forme light di matrimonio, ma allo stesso tempo credo che
proprio a partire dalle forme soft si possano rivalutare le forme hardproprio a partire dalle forme soft si possano rivalutare le forme hard.
Se volessi fare un discorso visceralemente cristiano, potrei parlare di amore come droga, come sostanza invasiva, permeante e totalizzante.
Potrei parlante come di una cosa che si autosostanzia, si autolegittima, che si rende in se necessaria. Una di quelle cose che una volta provata renda implausibile il farne a meno.
E allora perchè non somministrare non solo pesantemente ma anche leggermente, in ogni quando e in ogni dove, in massicce dosi e in piccole pillole, affetto, condivisione, socialità, o -in una parola- amore?
Perchè no?
Che male può fare?
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