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Wednesday, December 20th, 2006 at 11:47 am
Arrivato al lavoro e accedendo alla mia pagina personalizzata di google, mi imbatto in questa sorprendente notizia.
Credo di poter dire che si tratti -in assoluto- della prima volta in cui un Ministro in carica utilizzi YouTube per diffondere un suo messaggio ai cittadini.
Credo davvero sia un bella cosa. Era ora!
Non voglio parlare del contenuto del messaggio di Tonino, quanto dello strumento di cui ieri ha inaugurato (parole grosse… beh mi avete capito) l’utilizzo. Più in generale di internet.
Utilizzare appieno gli strumenti offerti dalla rete consentirebbe un notevole risparmio di lavoro, di tempo e di risorse per decine-centinaia e forse anche migliaia di persone.
L’utenza della rete è -o può essere- una utenza ben diversa da quella della tv o dei giornali.
Il rapporto fra fruitore e fornitore di contenuti è -o può essere- sovvertito.
Mentre i canali di informazione tradizionali stabiliscono intrinsecamente tempi e modi dei loro prodotti oltre a controllare chi e cosa far passare, la rete concede e consente un grado libertà fino ad ora inusuale.
I consumatori di informazione -tradizionalmente spettatori passivi- si possono scoprire autori dei loro palinsesti e direttori dei loro giornale.
Come potete vedere da voi (in questa pagina) i commenti più frequenti sono del tipo:
Finalmente e’ possibile scegliere cosa ascoltare, quando ascoltarlo, senza che nessuno scelga per me.
L’altra faccia della medaglia dovrebbe essere palese e tutte queste libertà possono rivelarsi controproducenti.
Siamo sicuri di essere in grado di poter svolgere decorosamente questo lavoro di selezionatori di contenuti? Riteniamo corretto partire dall’assunto secondo cui “chi fa da se fa per tre“? Dalla credenza che ciò che faccio Io lo faccia meglio?
Non sarà invece vero che la possibilità di guardare solo quello mi piace o quello che voglio io possa diventare alienante? Non è questa la filosofia profonda de “la casa delle libertà” ossia quel “faccio quel cazzo che voglio” che politicamente combattiamo?
Non si rischiano così corto-circuiti informativi -poi culturali- e successivamente chiusure e ottusità laddove si intravedevano nuove aperture e nuove libertà?
Inutile nasconderlo, il rischio c’è. Ma esistono già cure, antidoti e rimedi.
Siete curiosi di sapere quali!?
Qua per voi, prossimamente su questi schermi!
Ps: Eccovi i video di Tonino sul caso Autostrade.
Ma che cosa gli costava girarlo appena appena un pò meglio!?
C’è in giro (l’ho vista tra le pagine di appunti di un collega studente) una cartolina meravigliosa di Sg (di Bologna, credo) con una foto in b/n di due ragazze che guardano un pc portatile e il titolo “l’evoluzione della specie”. L’hai vista? per me è fantastica Enri, dovremmo procurarcela… tra l’altro questa battaglia per la libertà d’accesso alla rete è sacrosanta, perchè noi non possiamo veramente più di dipendere da un sistema di informazione dove l’unico inamovibile è Vespa e la competenza su quel che si dice è spesso pari a zero.
Ci avete fatto caso? quanti sono i servizi giornalistici generici, fumosi, che contengono errori, malcelate insinuazioni, frasi fatte?
Quante sono anche nei talk le domande poco puntuali, che contengono già risposte, volutamente tendenziose? quanti i giornalisti che interrompono in continuazione?
Dario
C’è in giro (l’ho vista tra le pagine di appunti di un collega studente) una cartolina meravigliosa di Sg (di Bologna, credo) con una foto in b/n di due ragazze che guardano un pc portatile e il titolo “l’evoluzione della specie”. L’hai vista? per me è fantastica Enri, dovremmo procurarcela… tra l’altro questa battaglia per la libertà d’accesso alla rete è sacrosanta, perchè noi non possiamo veramente più di dipendere da un sistema di informazione dove l’unico inamovibile è Vespa e la competenza su quel che si dice è spesso pari a zero.
Ci avete fatto caso? quanti sono i servizi giornalistici generici, fumosi, che contengono errori, malcelate insinuazioni, frasi fatte?
Quante sono anche nei talk le domande poco puntuali, che contengono già risposte, volutamente tendenziose? quanti i giornalisti che interrompono in continuazione?