V-Day.
Dal canto mio, non sono ancora insensibile alle parole.
Gli insulti e le parolacce non mi sono indifferenti.
Dopo tutto questo tempo, e dopo tanta merda vista passare sotto i ponti nel corso della mia breve vita e dopo tante piccole e piccolissime pulizie che con molti di voi si è cercato di portare avanti, non riesco ancora ad essere indifferente.
Non riesco a tollerare l’idea che l’educazione -più in generale la correttezza- possano risultare relative.
Sull’argomento rimando al post di Cuperlo (che condivido pressochè completamente), all’articolo di Michele Serra ed infine al commento di un amico che era a Bologna domenica.
Fede sul suo blog consiglia Luttazzi che confesso essermi piaciuto.
La farò breve anche se ho un sacco di cose da dire.
Difendere la Politica non significa difendere la Politica come oggi la conosciamo, e difendere i Partiti non significa affatto difendere questi partiti.
“Io i partiti li voglio distruggere. I partiti sono il tumore della nostra democrazia”
Questa dichiarazione di Beppe Grillo è una dichiarazione fascista.
Non ha un altro nome.
Non ha un’altra definizione.
Io mi rendo conto che si tenda a non rendersi conto della portata delle cose che si dicono, e che da Bossi, Diliberto e Berlusconi in poi non vi sia distinzione tra il fare politica o l’essere al bar o allo stadio, ma le parole hanno un peso.
Mi sta sul cazzo che ad un banchetto con su scritto “vaffanculo” faccia 300.000 firme in un giorno ed uno con fior di professori costituzionalisti che propone un referendum elettorale ne faccia in 6 mesi 700.000.
Mi sta sul cazzo perchè la politica alla Grillo diventa la metafora di questa italietta che premia sempre i più furbi, quelli che sparano da fuori.
La politica non è spettacolo, è una cosa seria.
Quando diventa spettacolo la democrazia è finita, la battuta vince sul merito, e visto che abbiamo pure cattivo gusto, vincerà la volgarità, il peggio.
Io mi sono iscritto ad un partito dopo le elezioni del 2001.
Mi ero trovato con Mike, Anto e Burio a bestemmiare davanti alla Tv, a riempire tutti di vaffanculo.
Abbiamo capito in fretta che il vaffanculo, oltre all’essere stupido, non era sufficente.
Il vaffanculo può bastare al massimo a noi stessi, ma non serve -in nessun modo- a cambiare le cose.
Che vengano a votare anche solo 10 persone ad ottobre a queste cazzo di primarie, io dopo questo v-day ho ancora meno dubbi sulla strada intrapresa.
Nascondetevi dietro i vostri alibi e i vostri vaffanculo.
Quando avrete finito avremo bisogno anche di voi.
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