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	<title>Comments on: Clima d&#8217;odio e responsabilità personali</title>
	<link>http://www.leftisright.it/blog/clima-dodio-e-responsabilita-personali/</link>
	<description>Blog dei Giovani per il Partito Democratico</description>
	<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:59:31 +0000</pubDate>
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		<title>By: simo</title>
		<link>http://www.leftisright.it/blog/clima-dodio-e-responsabilita-personali/#comment-5395</link>
		<dc:creator>simo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 12:41:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.leftisright.it/blog/clima-dodio-e-responsabilita-personali/#comment-5395</guid>
		<description>@Eloi, penso che la solidarietà non ci debba essere sempre, ma che sia sempre nostro compito occuparci anche di coloro che sbagliano (è occuparsene anche mettendoli e lasciandoli in galera). sadegh, se ricordi, riferendosi all'immigrazione, diceva: "non bisogna santificare la miseria". ecco, non la si deve santificare, giustificare, ma capire e dare risposte chiare e credibili, questo sì.
ed è ora, in verità è comunque tardi per troppi casi lasciati correre, che la pena sia giusta e soprattutto... scontata. 
è di destra? no, semplicemente senso civico, diritti e doveri per una giusta e civile convivenza. 
e quando scrivevo del "bar eden" la reputavo una "condizione ed occasione", come la definisci tu.
vabbè, ce n'è un bel po' da dire, non ho tempo ed ora neanche voglia, sono bollito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Eloi, penso che la solidarietà non ci debba essere sempre, ma che sia sempre nostro compito occuparci anche di coloro che sbagliano (è occuparsene anche mettendoli e lasciandoli in galera). sadegh, se ricordi, riferendosi all&#8217;immigrazione, diceva: &#8220;non bisogna santificare la miseria&#8221;. ecco, non la si deve santificare, giustificare, ma capire e dare risposte chiare e credibili, questo sì.<br />
ed è ora, in verità è comunque tardi per troppi casi lasciati correre, che la pena sia giusta e soprattutto&#8230; scontata.<br />
è di destra? no, semplicemente senso civico, diritti e doveri per una giusta e civile convivenza.<br />
e quando scrivevo del &#8220;bar eden&#8221; la reputavo una &#8220;condizione ed occasione&#8221;, come la definisci tu.<br />
vabbè, ce n&#8217;è un bel po&#8217; da dire, non ho tempo ed ora neanche voglia, sono bollito.</p>
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		<title>By: Eloi</title>
		<link>http://www.leftisright.it/blog/clima-dodio-e-responsabilita-personali/#comment-5393</link>
		<dc:creator>Eloi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 11:28:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.leftisright.it/blog/clima-dodio-e-responsabilita-personali/#comment-5393</guid>
		<description>è tema attorno al quale mi interrogo da mesi.

la solidarietà ovvia e fondante ogni comunità non si può creare direttamente.
non si può proprio.

credo di potermi spingere a dire che la SOLIDARIETA' non esista di per se ma esistano le CONDIZIONI e le OCCASIONI della solidarietà.

a determinate condizioni un MECCANISMO solidale è conveniente, auspicabile e praticato.
ad altre condizioni no e probabilmente è bene che sia così (non nel senso che mi piaccia ma nel senso che non può che essere così).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è tema attorno al quale mi interrogo da mesi.</p>
<p>la solidarietà ovvia e fondante ogni comunità non si può creare direttamente.<br />
non si può proprio.</p>
<p>credo di potermi spingere a dire che la SOLIDARIETA&#8217; non esista di per se ma esistano le CONDIZIONI e le OCCASIONI della solidarietà.</p>
<p>a determinate condizioni un MECCANISMO solidale è conveniente, auspicabile e praticato.<br />
ad altre condizioni no e probabilmente è bene che sia così (non nel senso che mi piaccia ma nel senso che non può che essere così).</p>
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	<item>
		<title>By: simo</title>
		<link>http://www.leftisright.it/blog/clima-dodio-e-responsabilita-personali/#comment-5374</link>
		<dc:creator>simo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 11:13:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.leftisright.it/blog/clima-dodio-e-responsabilita-personali/#comment-5374</guid>
		<description>innanzitutto penso siano scorrette le speculazioni partitiche (scandaloso attacco della sinistra al Pd) e le idiozie dette dal nuovo presidente della camer, idiozie che pensavo, malgrado la conoscenza del soggetto, potessero uscire da quella bocca. 
non so quanto destra e sinistra c'entrino in questa drammatica situazione, quanto sia stata l'ideologia di quei cinque delinquenti a spingere a tanta ingiustificata violenza (a patto che ci siano "violenze giustificate", penso di no); sicuramente nelle nostre comunità esiste un disagio forte, un'incomprensione vasta che non risponde  a silenzi, lassismi, indifferenze che portano alla crescita e sviluppo di pratiche violente. e temo anche che questa mia visione non abbia in sè una risposta credibile, una soluzione proposta a queste dinamiche. non è neanche vero che non esistano nella società punti di incontro educativi, realtà serene di crescita, luoghi utili alla formazione del sè. e non mi viene neanche da dire che ci siano solo i bar (connoti idistintamente negativamente), anche perchè tanti di noi sono cresciuti nei bar dei quartieri, dei paesi, delle città. ricordo il mio bar "eden", paradisiaco nel nome e non nella forma (sporco, angusto!), ma luogo in cui confluivano gli ospiti dell'adiacente ospedale psichiatrico (allora era così, non si parlava di centri diurni di salute mentale, erano i "matti"), residenti, cittadini comuni, parrocchiani, ecc... era un bar, sì, era un bar, ma aveva dentro si sè un sistema di vita solidale, era consutudine scambiarsi le sigarette, era comune chiedere e se possibile ottenere un piacere, dalle 200 lire per il tetris, alle 50 lire per le gommose. e questo era possbile perchè ci si conosceva, ci si parlava, perchè quello era il luogo in cui raccontarsi, in cui tutti sapevano ciò che in famiglia vivevi, i risultati scolastici più o meno positivi. insomma, si conosceva con chi si stava, e non giudico il livello e la qualità della conoscenza. anche da li, anche da quell'eden qualcuno è uscito malconcio, neanche li rose e fiori, però qualcosa di positivo e di profondo c'era. cosa voglio arrivare a dire? voglio dire che mancano quei luoghi, mancano bar e baristi così, quelli che utilizzavano la loro attività come luogo in cui stare nel senso alto del termine (sentire il barista veronese dire "si sono sempre comportati bene" mi lascia perplesso, non diventano criminali 5 persone in 5 minuti); mancano associazioni realmente presenti, operatori preparati; mancano anche i vecchi oratori, le gite parrocchiali, le convivenze. e se ci sono, sono poche, non bastano. e poi lasciatemelo dire: gira troppa, troppa droga, e tanti, troppi giovani ne abusano. bisogna dirselo, bisogna studiare ed agire perchè questo non continui indisturbato. piazza verdi, quella che alcuni nella stampa locale hanno citato, era un luogo dove gli eroinomani (10-12) si facevano alla luce del sole, era brutto vederli in terra, a volte pericoloso, e non ne ricordo uno di loro che non sia morto, vuoi di hiv, vuoi di overdose. ma non mi piacciono neanche le folle davanti ai bar "in" di oggi, folle di persone ben vestite e non eroinomani, o almeno all'apparenza non tali, ma folle in cui si consuma tanto e di più. il dramma di verona non è di verona. è il dramma di una comunità, di quella che viviamo e di cui ci accorgiamo nel dettaglio solo quanto parte di essa trascende. nessuna risposta alla vostra riflessione, solo una cosiderazione, spero utile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>innanzitutto penso siano scorrette le speculazioni partitiche (scandaloso attacco della sinistra al Pd) e le idiozie dette dal nuovo presidente della camer, idiozie che pensavo, malgrado la conoscenza del soggetto, potessero uscire da quella bocca.<br />
non so quanto destra e sinistra c&#8217;entrino in questa drammatica situazione, quanto sia stata l&#8217;ideologia di quei cinque delinquenti a spingere a tanta ingiustificata violenza (a patto che ci siano &#8220;violenze giustificate&#8221;, penso di no); sicuramente nelle nostre comunità esiste un disagio forte, un&#8217;incomprensione vasta che non risponde  a silenzi, lassismi, indifferenze che portano alla crescita e sviluppo di pratiche violente. e temo anche che questa mia visione non abbia in sè una risposta credibile, una soluzione proposta a queste dinamiche. non è neanche vero che non esistano nella società punti di incontro educativi, realtà serene di crescita, luoghi utili alla formazione del sè. e non mi viene neanche da dire che ci siano solo i bar (connoti idistintamente negativamente), anche perchè tanti di noi sono cresciuti nei bar dei quartieri, dei paesi, delle città. ricordo il mio bar &#8220;eden&#8221;, paradisiaco nel nome e non nella forma (sporco, angusto!), ma luogo in cui confluivano gli ospiti dell&#8217;adiacente ospedale psichiatrico (allora era così, non si parlava di centri diurni di salute mentale, erano i &#8220;matti&#8221;), residenti, cittadini comuni, parrocchiani, ecc&#8230; era un bar, sì, era un bar, ma aveva dentro si sè un sistema di vita solidale, era consutudine scambiarsi le sigarette, era comune chiedere e se possibile ottenere un piacere, dalle 200 lire per il tetris, alle 50 lire per le gommose. e questo era possbile perchè ci si conosceva, ci si parlava, perchè quello era il luogo in cui raccontarsi, in cui tutti sapevano ciò che in famiglia vivevi, i risultati scolastici più o meno positivi. insomma, si conosceva con chi si stava, e non giudico il livello e la qualità della conoscenza. anche da li, anche da quell&#8217;eden qualcuno è uscito malconcio, neanche li rose e fiori, però qualcosa di positivo e di profondo c&#8217;era. cosa voglio arrivare a dire? voglio dire che mancano quei luoghi, mancano bar e baristi così, quelli che utilizzavano la loro attività come luogo in cui stare nel senso alto del termine (sentire il barista veronese dire &#8220;si sono sempre comportati bene&#8221; mi lascia perplesso, non diventano criminali 5 persone in 5 minuti); mancano associazioni realmente presenti, operatori preparati; mancano anche i vecchi oratori, le gite parrocchiali, le convivenze. e se ci sono, sono poche, non bastano. e poi lasciatemelo dire: gira troppa, troppa droga, e tanti, troppi giovani ne abusano. bisogna dirselo, bisogna studiare ed agire perchè questo non continui indisturbato. piazza verdi, quella che alcuni nella stampa locale hanno citato, era un luogo dove gli eroinomani (10-12) si facevano alla luce del sole, era brutto vederli in terra, a volte pericoloso, e non ne ricordo uno di loro che non sia morto, vuoi di hiv, vuoi di overdose. ma non mi piacciono neanche le folle davanti ai bar &#8220;in&#8221; di oggi, folle di persone ben vestite e non eroinomani, o almeno all&#8217;apparenza non tali, ma folle in cui si consuma tanto e di più. il dramma di verona non è di verona. è il dramma di una comunità, di quella che viviamo e di cui ci accorgiamo nel dettaglio solo quanto parte di essa trascende. nessuna risposta alla vostra riflessione, solo una cosiderazione, spero utile.</p>
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