Ricito nel titolo la canzone, cambiando il verso, dalla notte che si avvicina alla notte che si trascina; già perchè qua è buio e non se ne vede la fine.
Le elezioni universitarie stanno andando male, non solo per noi a quanto pare. I votanti sembrano essere davvero pochi, certamente meno del previsto, o meglio degli auspici.
Avremo i dati sull’affluenza verso le 15 e in serata probabilmente l’esito definitivo.
Intanto sento di dover denunciare il clima viscido e fastidioso che sta accompagnando queste consultazioni. Claque appostate fuori dai seggi, personaggi cordiali ma subdoli e codardi che avvicinano gli studenti dicendo “vota bene…” o “lo sai no chi devi votare?“…
Sui giornali leggo di Orlando che parla di voci maliziose e di pressioni psicologiche e verbali nel corso delle elezioni tenutesi lo scorso weekend in Sicilia, e ieri le rivedo nella mia città, fra giovani di 19-22 anni. L’immagine del clima omertoso e degli atteggiamenti mafiosi in Sicilia si materializza nei comportamenti tenuti da Student Office in questi due giorni.
Ieri accompagno una mia amica a votare. Davanti alla facoltà è stata fermata da una compagna di corso che l’ha gentilmente invitata a votare.
Io prima che entrasse le ho detto: “Stai attenta ai simboli, potrebbero esserci liste civetta“, insomma una indicazione di buon senso, utile a prescindere.
Appena entrata una delle ragazze mi avvicina con gli occhi fuori dalle orbite e mi accusa: “Non si fa così, ho sentito cosa le hai detto, non puoi fare campagna elettorale qui, è una vergogna!“.
Ma come!?!? Accusare me di qualcosa che non ho fatto e che per di più stavano facendo loro?? Fosse stato un uomo al posto di una carinissima ragazza gli sarei statato alla gola. Non sono riuscito (per fortuna …sarebbe stato scortese e controproducente) a prenderla a male parole, sono solo rimasto a bocca aperta, balbettando un “ma non ho fatto niente…“.
Oggi penso solo: chi c’è dietro questa gente? come può una simile sfrontatezza e arroganza avere cittadinanza nelle nostre università? chi gli garantisce l’impunità davanti alla vergogna dei manifesti nei bagni e sui pattumi (posti oltretutto consoni a sta razza di gente), degli adesivi sulle bibite nelle macchinette, sui muri, sui banchi, ma anche in giro per le strade, nelle grondaie vicino alla sezione, persino di fianco a casa.
Occorre trovare il modo di porre fine a questo schifo, se democrazia è libertà di parola e di espressione le prevaricazioni e le intimidazioni di questa gente devono essere neutralizzate.
Cominciamo a parlare di come.
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Alessandro
ciao enrico..è successo anche a giurisprudenza a fe qualcosa di simile..un compagno di corso mio e di frenci, nn iscritto a nessun sindacato o partito politico o qualsiasi altra associazione che abbia a che fare con le elezioni studentesche stava chiaccherando davanti alla facoltà (nn lontano ma neanche vicino dal seggio tra l’altro) con due sue amiche, e gli è scappato un “ho votato UDU,l’importante è nn far andar su Elettra Zadra, che è di CL”..un tipo di student office l’ha subito aggredito verbalmente dicendogli di nn fare campagna elettorale..dopo un altro di student office ha cercato frenci dicendogli “nn so se sia stato uno dei tuoi o di Azione Universitaria ma stavano facendo campagna elettorale, falli stare calmi perchè potrebbero succedere cose spiacevoli..” al che il tipo che prima era stato aggredito verbalmente ha risposto “stavo semplicemente parlando con due amiche,dicendo loro la mia opinione..non posso?”..ok il silenzio elettorale, ma i metodi mafiosi(e anche un po’ nazisti..) di CL sono veramente eccessivi..forza UDU!