Sabato scorso Beppe Grillo s’è presentato davanti al municipio di Ferrara.
Trovandosi da queste parti per il suo spettacolo, ne ha approfittato per sostenere l’iniziativa dei comitati contro la turbo-gas attivi da tempo nel nostro comune.
Magari in altra occasione potrei pure parlare di centrale e inceneritori, ma per il momento mi soffermerei a parlare di Beppe Grillo e delle sue iniziative politiche.
Mike ieri sera s’è espresso su di lui così: “comico che adoro, politico che odio“; non posso che sottoscrivere.
Perchè mentre non posso che stimarlo per la sua grandiosa opera di informazione e di denucia sociale, di sensibilizzazione e di moralizzazione rispetto agli enormi problemi che affligono questo paese e questo pianeta, d’altro canto non posso tollerare il semplicismo con cui avanza soluzioni che tali non sono.
Riporto di seguito il video riassunto della sua comparsata di sabato della quale -un pò- mi stupisco per non condividerne sostanzialmente nulla.
Abbassarsi alle offese -suppure velate nell’ironia- non è un atteggiamento diverso da quello dell’altro grande comunicatore che ben conosciamo. E sebbene si tratti di personaggi umanamente e moralmente ben distinti è curioso notare come drammaticamente si trovino a convergere circa i toni, i metodi e i modi della loro azione politica.
Pensare di risolvere i problemi senza indagarne la radice profonda, senza afferrarne il senso e la razionalità secondo me è pericoloso; è una deriva demagogica, populista e visceralmente antipolitica.
“Tutto ciò che è reale è razionale“, perchè ha una sua razionalità, che può anche essere discutibile, ma pur sempre una razionalità. Perchè -e mi ripeto- le cose sono difficili non sono facili.
Deve poi essere chiaro che proteggere e difendere la Politica (e i Partiti), non significa difendere questa politicadifendere la Politica (e i Partiti), non significa difendere questa politica (e questi partiti). Significa riconoscere che quello è l’ambito entro cui si deve combattere ed entro cui ci si deve muovere. Iniziative come la scienza in piazza, la politica per comitati, il conseguente pragmatismo di campagne occasionali e monotematiche, sviliscono la portata dei temi stessi e non sono il modo migliore per risolvere i problemi.
Quando si parla di primato della politica, ossia della sua necessaria centralità, si parla del tentativo -o della speranza- di poter affrontare il problemi nel loro insieme, nella loro complessità e per tutto il tempo necessario.
Guardatevi il video… sono curioso di sapere cosa ne pensate.
nel uo post sembri identificare la “politica” con una visione organica e centralista dei problemi sociali. a me non pare che un tale approccio ai problemi debba necessariamente essere piu` efficiente per la risoluzione degli stessi: spesso i “politici di professione” finiscono per avere scarsa attitudine a risolvere i problemi proprio perche` distratti da una visione piu` generale. certi problemi si possono affrontare solo se astratti dal contesto piu` generale, e affrontati in dettaglio. credo che per molti problemi sociali i comitati siano esattamente il modo piu` efficiente di azione.
sono d’accordo che per problemi importanti caratterizzati da complesse interdipendenze sia opportuno, qualora non necessario, un coordinamento, che potrebbe essere svolto dai partiti, dalla “politica” cosi` come tu la intendi.
ma generalizzare questo centralismo a tutta l’azione politica (non nel tuo senso) mi pare sbagliato. di certe cose e` semplicemente meglio che i cittadini si organizzino in modo indipendente e flessibile, in comitati con un obiettivo specifico: questo sia eprche` soluzioni possono essere elaborate in maniera piu` puntuale, sia per aggirare l’immobilismo tipico delle organizzazioni che devono perseguire piu` obiettivi allo stesso tempo. agire separaratamente su diversi punti dell’agenda politica in generale comporta una maggiore rapidita` dell’azione stessa.
antonio
scrivi:
>
nel uo post sembri identificare la “politica” con una visione organica e centralista dei problemi sociali. a me non pare che un tale approccio ai problemi debba necessariamente essere piu` efficiente per la risoluzione degli stessi: spesso i “politici di professione” finiscono per avere scarsa attitudine a risolvere i problemi proprio perche` distratti da una visione piu` generale. certi problemi si possono affrontare solo se astratti dal contesto piu` generale, e affrontati in dettaglio. credo che per molti problemi sociali i comitati siano esattamente il modo piu` efficiente di azione.
sono d’accordo che per problemi importanti caratterizzati da complesse interdipendenze sia opportuno, qualora non necessario, un coordinamento, che potrebbe essere svolto dai partiti, dalla “politica” cosi` come tu la intendi.
ma generalizzare questo centralismo a tutta l’azione politica (non nel tuo senso) mi pare sbagliato. di certe cose e` semplicemente meglio che i cittadini si organizzino in modo indipendente e flessibile, in comitati con un obiettivo specifico: questo sia eprche` soluzioni possono essere elaborate in maniera piu` puntuale, sia per aggirare l’immobilismo tipico delle organizzazioni che devono perseguire piu` obiettivi allo stesso tempo. agire separaratamente su diversi punti dell’agenda politica in generale comporta una maggiore rapidita` dell’azione stessa.
fammi sapere se non mi sono spiegato abbastanza.