De Gregori e il PD

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enri.jpgSul Corriere di oggi è pubblicata un’intervista a Francesco de Gregori sul Partito Democratico.
L’ho letta con ovvio interesse, e per lo più mi è davvero piaciuta.
Mi è piaciuta in quanto analisi pulita e onesta della situazione, credo abbia centrato tutti i problemi, li abbia esposti e scomposti nella loro realtà, nelle loro verità.
Dopo l’analisi arriva la scelta; in questo caso: votare ad ottobre? e chi votare?
Secondo Francesco, la scelta migliore è Rosy Bindi.
Per il suo essere più chiara, per il suo “non aver paura di farsi dei nemici“, per il suo “non essere vicina a poteri forti“.
Tutto vero e tutto apprezzabile, ma sarebbe in grado di cambiare l’Italia?
(specifico che forse NEPPURE il PD di Veltroni riuscirà a cambiare il paese, ma quello che si è a discutere è la SCOMMESSA attorno a chi abbia più POSSIBILITA’ di farcela!)
Dicevo: se il fine è CAMBIARE L’ITALIA dobbiamo capire COME farlo e con CHI.
Per dirla tutta, sarebbe davvero possibile rivoltare un paese senza l’appoggio di gran parte del paese stesso? Senza i “poteri forti”? Senza “quelli che hanno controllato l’Italia negli ultimi 30 anni”?
Io vorrei che la risposta fosse SI, ma temo francamente che sia NO.
Contribuirò a fare un partito che sia riformista e democratico proprio perchè non voglio fare la rivoluzione facendo una rivoluzione. Possibilmente nella legislatura, vorrei 3 o 4 riforme radicali (su temi di interesse comune: lotta evasione e nuove aliquote, mercato del lavoro, pubblico impiego, non ultima costituzione e la legge elettorale) per questo paese.
Qualsiasi cambiamento si voglia introdurre -primancora discutere- su questi terreni necessita di una ampia base di AMICI non di NEMICI.
Cambiare significherà NECESSARIAMENTE scontentare qualcuno, ma questo non significa -o meglio non DEVE SIGNIFICARE- che si stia facendo qualcosa CONTRO qualcuno. Sono con Veltroni e con il suo discorso del Lingotto perchè voglio un partito che faccia le cose CON gli altri e non CONTRO.

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11 Responses to “De Gregori e il PD”

Dario

Bella intervista. a dire il vero, e penso di non avervelo mai nascosto, la convergenza unanime su Walter ha lati positivi e negativi. Positivi perchè forse ci evita azzuffate continue tra di noi, e indica sicuramente una persona di valore; tra i negativi ci sono i veltroniani dell’ultima ora che sul carro del vincitore salgono senza problemi, e il fatto che avremo in sostanza un unico candidato, perchè questo toglie un po’ di dinamicità e novità al progetto. Cioè, di corse decise in partenza ne abbiamo viste già tante, anche se non è detto che questo sia un male.
Certo la critica di de Gregori è lucida e vi si può rintracciare qualche elemento di verità; io per parte mia apprezzo la scelta di Rosi Bindi di mettersi in gioco per chè si assume comunque una grande responsabilità, ed è una che ha coraggio. Esperienze di qualcuno mi dicono che attorno a lei si sta creando la solita lista di falsi sostenitori, di dissidenti dell’ultima ora, dissidenti e/o scontenti del nostro partito che si vogliono riciclare e ricandidare.. e di questo mi dispiace, perchè una candidatura alternativa come si deve, secondo me, non può che giovare al tutto. Ecco perchè Rosi Bindi, secondo me, giusto per essersi lanciata in questa sfida, merita rispetto e sicuramente raccoglierà qualcosa. E poi è persona meritevole.
Da ultimo, io avrei votato Fassino. Ma questa è un’altra storia. in realtà potrei essere come gli anziani di ottant’anni che si fidano ciecamente del Segretario, sempre. Però ha tappato tanti buchi, e messo tante pezze in questi anni, tra quelli che adesso stanno costruendo un partito insieme. Grosso lavoro, insomma. E il gesto di rinunciare a correre per il pd, anche se secondo me è imposto (mi chiedo ancora da cosa), resta un gran bel gesto.

Antonio

concordo su fassino. …credo che non corra solo perchè si tende ad identificare il candidato per il pd con il candidabile per la presidenza del consiglio, cosa che fassino non sarebbe. poi no chiedermi perchè, che addurrei motivazioni che non trovo condivisibili.

Davidino

Sicuramente per quello, Fassino è stato un ottimo segretario ma non penso possa avere chance come candidato alla presidenza del consiglio. Io sostengo personalmente il modello britannico e trovo sia giusto che il leader del maggior partito di maggioranza sia anche il naturale candidato alla leadership del Paese, del resto il centrodestra già lo ha fatto anche da noi.
Oltre ai soliti equilibri però penso che la candidatura di un Fassino, in un epoca di politica spettacolo o comunque fortemente influenzata dai media e dalla mediaticità non sarebbe stata competitiva o producente….
Altrimenti perchè non candidare D’Alema direttamente????

Dario

Quello che si può dire, e che certamente dicono in tanti, è che un soggetto al suo nascere e con tutte le complicazioni del caso ha bisogno di essere seguito e tutelato da vicino, e perciò a me viene più naturale separare le due figure di segretario PD e di presidente del consiglio, almeno all’inizio: ma è quel che succederà, perchè continuerà a governare Prodi, o per cinque anni, o per meno ma allora il leader PD farà il capo dell’opposizione :-))

Erri @ Work

io non sono affatto d’accordo sul SEGRETARIO e PRESIDENTE coincidenti.
Può valere solo in un sistema COSTITUZIONALMENTE bipolare.

Governare e tenere insieme una coalizione non è compito da svolgersi da capo di partito, per diverse ragioni: la mole di lavoro, la credibilità della coalizione (che risentirebbe necessariamente delle discussioni interne ad un partito) e anche gli equilibri della stessa.

Antonio

concordo. …l’identità tra le due figure per me non può che essere di facciata.

Davidino

Ma la nascita del PD e del Partito delle Libertà deve necessariamente portare a una riforma della politica italiana in senso veramente maggioritario e bipolare!!! O vogliamo continuare con le coalizioni calderone che mettono insieme tutti per non metter d’accordo nessuno e garantire l’ingovernabilità completa per altri decenni????
W la Grande Riforma: sistema bipolare maggioritario, senato federale e premierato forte, anche se il presidenzialismo all’americana taglierebbe la testa al toro…..

marci

la vera rivoluzione sarebbe garantire più figa per tutti

Eloi

premesso che marci è sempre il top, caro davide, il sistema americano fotocopiato in italia sarebbe l’ingovernabilità più totale. sai che non voti il presidente ma il grande elettore che poi voterà il presidente vero!?
in italia scommetterei sull’inaffidabilità e il naturale trasformismo anche dei grandi elettori, prima ancora che dello stallo dei veti incrociati fra presidente e senato.

qualsiasi presidenzialismo che preveda una COABITAZIONE in italia comporterebbe l’immbolismo.

forse davvero dovremmo pensare riforme che contengano e riducano le innumerevoli “COABITAZIONI” che questo paese sopporta e che fermano ogni cambiamento.

Davidino

Hai ragione, ma mi sono spiegato male….il presidenzialismo o la Grande riforma che intendo io, e che a grandi linee ricalca quella che B.Craxi propose sin dal 1978, e che quindi è di sinistra, non ostante il Berlusca se ne sia indebitamente appropriato e che quel buffone di Capezzone la sbandieri come la sua “novità da volenterosi” consiste all’incirca in questi passaggi:

1)-BICAMERALISMO IMPERFETTO: un senato federale e un’assemblea nazionale di ca 500 eletti che detiene il potere legislativo e alcune prerogative di controllo sull’esecutivo.
2)- SISTEMA PRESIDENZIALE: elezione diretta del presidente della Repubblica che nomina il governo e revoca i ministri, in casi eccezzionali può sciogliere l’Assemblea nazionale e indirre nuove elezioni, in tal caso le funzioni di controllo dell’esecutivo passa temporaneamente al senato federale tramite un’apposita commissione mista permanente.
In alternativa si potrebbe proporre un premierato forte all’inglese e le funzioni di garante dell’ordine costituzionale resterebbero nelle mani del Presidente della Repubblica.
3)- RIFORMA ELETTORALE MAGGIORITARIA: un sistema maggioritario a doppio turno con elezioni diverse tra presidente e assemble nazionale nel primo caso, cioè un sistema presidenzialista, o unite nel secondo, cioè premierato forte.
Ovviamente il risultato finale dovrebbe essere quello di ottenere due soli grandi partiti che si contendono il governo e possono godere di un ampio premio di maggioranza.
Ciò comporta per il secondo turno una soglia di sbarramento molto alta, 7-10%, l’obbiettivo è garantire il pluralismo ma eliminare finalmente dal Parlamento i rompicoglioni di Sinistra (PRC), di Centro (UDC e UDEUR) e di destra (Lega).
Inoltre speciali leggi sul modello inglese tuteleranno le prerogative dell’opposizione parlamentare.
CHE NE PENSI ORA?

marci

penso che ogni tanto e vale per tutti sarebbe bene pensare anche alla figa, nel senso che io potrei vivere e morire senza aver capito un cazzo di politica e affini, ma non mi perdonerei mai di morire senza essere riuscito almeno a capire il 10% dell’universoo femminile.

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