Buon giorno a tutti, mi trovo a scrivere dopo un bel congresso, come l’ho reputato io (che di congressi non ne ho visti molti).
prima di incominciare mi si rende necessaria una breve premessa. Innanzitutto devo chiedere scusa per il mio italiano stentato ed anche per la forma poco scorrevole, non sono una persona che scrive molto spesso.
Sarò brevissimo.
Verso la fine del congresso ci siamo trovati a votare i documenti scaturiti dalla seduta delle varie commissioni, elettorale e politca.
Mentre per la votazione riguardante il documento della commissione politica non ci sono stati problemi. Tuttavia dpo l’intervento del compagno guerrini alcuni giovani, tra cui il sottoscritto, si sono trovati a votare “astenuto” per il documento espresso dalla commissione elettorale.
Io non mi sento così bravo da provare ad interpretare il voto degli altri ma tenterò solo di spiegare le mie ragioni.
Orbene, come dissi anche al presidente della commissione (Simone Merli), ciò che mi portò a votare in questo modo non fù l’invidia, la rabbia di non trovare il mio nome, una certa forma di contestazione contro un “partito imbalsamato” e rimasto ancora attaccato alle antiche personalità. No! Nulla di tutto questo.
Votai in questo modo per una sempliccissima ragione: non conoscendo le persone facenti parte della lista, non conoscendo quanto fosse realmente cambiata la commposizione, non mi sentii in grado di esprimermi nè favorevolmente, nè, tantomeno, contrariamente. Lo feci per semplice ignoranza del precedente e dei componenti.
Lo so, può sembrare da ignavi, da idioti, ma dal mio punto di vista non si può nè approvare nè disapprovare qualcosa se non lo si conosce bene!
Qualcuno potrà opporsi affermando che bisognava fidarsi della commissione, che un lavoro così difficile non lo si può mandare all’aria, ecc.. D’altro canto io rispondo che sì, sono conscio delle difficoltà che ha incontrato la commissione, che le cose possono essere cambiate dall’ultimo congresso. Tuttavia non me la sento di votare riponendo ciecamente la mia fiducia in una persona, così, solo perchè la conosco; tantomeno di mandare all’aria un lavoro duro e, a detta di tanti, fatto molto bene.
Se mi è stato dato l’incarico di votare è perchè, almeno in teoria, a qualcuno interessa ciò che penso, o comunque a sapere se sono contrario, astenuto ovverofavorevole in merito ad una determinata questione. Se ciò non fosse, se bisognasse votare quello che votano tutti o addirittura votare sempre favorevoli, bisognerebbe votare prima la commissione e, successivamente, accettare passivamente le sue decisioni.
Termino questo lungo intervento sperando di non essere equivocato nelle mie parole e ringraziando Luigi per il suo interessamento.
Francesco Raimondo
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Eloi
se sei bello francino!!
come anche l’uso che fai del passato remoto “votai”, “feci”… e che bella è l’espressione “orbene”!?