Dopo aver dato l’ultimo esame del primo anno di giurisprudenza, mi permetto di fare una piccola riflessione, guarda caso, di tipo giuridico. Il punto di partenza sono tre fatti che tra loro hanno poco, ma davvero poco in comune:
1) la discussione attorno alla legge elettorale;
2) l’emanazione, in Veneto, di una legge regionale che vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche in tutti gli esercizi commerciali durante la notte, tra le ore 1.00 e 6.00;
3) la proposta legislativa di Grillo e del popolo del V-Day.
Tre leggi,con le quali si vorrebbe cercare di ovviare a problemi di tipo sociale (la 2) e politico (1 e 3)..la domanda è: saranno efficaci? Risolveranno davvero i problemi? Qualcuno potrebbe dire “dipende” io dico “no”. Perché? Perchè le leggi non sono altro che mere parole, enunciati che vorrebbero essere normativi.
La normatività di una legge però, è data da chi quella legge la deve applicare, ma soprattutto da chi la legge la deve seguire. Ora Grillo, la Regione Veneto possono dire finchè vogliono che le loro leggi e proposte legislative risolveranno molti problemi ma. Ma se invece invece del parlamentare condannato venisse eletto il suo amico molto vicino con la fedina penale pulita cambierebbe qualcosa? Se io inizio a bere alle 9 di sera e finisco giusto giusto alle 00.55 e dopo esco in macchina che neanche m ricordo il mio nome cambierebbe qualcosa? E se mi ubriacassi in casa con gli alcolici comprati al supermercato al pomeriggio?o se andassi a bere nella vicina Emilia per poi tornare in Veneto sbronzo? No, viene naturale rispondere. Il fatto è che il corpo sociale nn è qualcosa di decerebrato, che si adatta ai comandi dall’alto ma reagisce, e per ogni legge punitiva che esce, si riesce sempre a pensare un modo per aggirarla! Ora, nn dico che nulla cambi, per carità..ma numericamente i miglioramenti saranno esigui rispetto ai costi sociali e economici che queste idolatrate riforme comporterebbero. Insomma, per quanto mi riguarda, nn facciamo del diritto, della legge un idolo, un mito, un profeta; è uno strumento, uno strumento per l’uomo..e se chi lo usa è incapace/in mala fede, il risultato sarà sempre scadente. Non possiamo pensare di affidare il cambiamento morale e etico di un Paese alla legge, non si può pretendere di fare prima le riforme e che queste poi cambino lo spirito che da anni anima questo Paese. Le riforme devono essere la conseguenza del cambiamento morale e etico dell’Italia, del rinnovamento della sua classe politica, ma anche della fantomatica “base”, che non è di certo innocente.
Scritto in
Sulla Politica ~ Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso i feed
RSS 2.0.
Puoi
lasciare una risposta, o un
trackback dal tuo sito.
Dario
Sono d’accordo.
PS se volete oggi su repubblica c’è un editoriale di ezio mauro proprio sul rapporto tra i politici e i cittadini, e sul perchè tutta questa sommossa ha motivazioni molto più lontane dei semplici comportamenti di chi ci rappresenta.