Un insieme di considerazioni che mi premono, viste le vicissitudini vissute da questo Paese in questi ultimi mesi (anni?!?). è preoccupante davvero vedere sentimenti popolari con una base (si spera) sana rivoltarsi e diventare malsani, violenti e anti democratici. un piccolo elenco: muore Gabriele Sandri, ucciso per errore dalla polizia e a Roma si scatena l’inferno, questione rifiuti a Napoli e i blocchi degli abitanti di Pianura diventano una scusa per attaccare indistintamente e violentemente forze dell’ordine e di soccorso (vigili del fuoco) in primis e politici (l’episodio degli impiccati); i disordini di Cagliari e il fallito attentato a Soru, le proteste violente nei toni contro il Papa, pallottole che girano dirette ai fratelli Berlusconi, a De Bortoli, a Prodi, e in ultima all’assessore ferrarese Cavallini.
Ora va bene l’anti politica, va bene il cambiare le cose davvero ma qua ci si sta dimenticando una cosa: il modo. se c’è un principio che mi piace accettare in fatto di morale è che il fine non giustifica i mezzi, e che il reagire all’illegalità con altra illegalità non fa bene a nessuna causa quindi mi ritrovo davvero smarrito di fronte a quest’inciviltà crescente, a questa arroganza di persone che spesso nemmeno sanno per cosa protestano e usano tutto questo come pretesto per distruggere, sfogare una rabbia crescente che spesso nulla ha a che fare con la voglia di cambiamento positivo. qui si strumentalizza la rabbia della gente e la si orienta a derive violente, incivili che dello spirito democratico hanno poco, nulla anzi, si cerca di far esplodere un vaso di Pandora che “ci porterà tutti quanti dritti all’inferno!” diremmo se fossimo in un film americano, ma che molto più concretamente ci porterà a disordini sociali, lotte forse che sono il presupposto storico per la sopravvenuta dei totalitarismi, siano essi striscianti o palesi. c’è qualcuno o qualcosa dietro tutto questo? o è solo una deriva casuale? non lo so, il dubbio mi rimane..ma se è vero che le vere rivoluzioni partono dalla testa della gente qui da fare ce n’è davvero.
rimbocchiamoci le maniche.
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Berto
mah, le massime machiavelliche mi hanno sempre spiazzato: da una parte dico che il fine giustifica i mezzi, dall’altra dico che il fine NON giustifica i mezzi.
Direi che dipende in alcuni casi specialmente.
Sinceramente spesso mi chiedo anche io cosa ci sia dietro, nella casualita’ credo relativamente poco, ma non credo nemmeno nel destino, quindi credo che una mano NON divina muova a suo piacimento i difficili equilibri della vita umana (in alcuni casi).
Accolgo pienamente il tuo appello: qua c’e’ da fare parecchio.