E tu…cosa vuoi fare da grande?

<  E tu…cosa vuoi fare da grande?

cora1.jpgUna delle preoccupazioni tipiche giovanili è quella relativa al lavoro. Già, la ricorrente domanda “che farai da grande?” talvolta finisce per diventare un incubo. In fondo costruirsi una famiglia, accedere ad un mutuo e mangiare tutti i giorni, non sono poi pretese così rare e incomprensibili. Il fatto è che noi ragazzi non abbiamo più certezze che non siano quelle degli affetti più stretti, la squadra del cuore, la voglia si sesso e il cinema, ma anche la musica e il teatro. E’ già molto, no?? Scherzi a parte, ci sono molti modi per ridurre un fenomeno che presto potrebbe essere dilagante e cioè quello dello sfruttamento dei giovani lavoratori a beneficio di una classe dirigente, stretta e mal assortita. Ad un’analisi più attenta, si finisce ben presto per associare quest’ultima alla classe politica. A testimonianza di ciò, oltre ai vari tentativi di indebolimento delle principali tutele (art. 18 Statuto dei Lavoratori) e al generico calo dell’occupazione in pianta stabile, al quale si è assistito dal 2001 ad oggi, spunta un’altra legge di cui poco si è parlato: il d. lgs. 10 settembre 2003, n. 273 in attuazione parziale del Libro Bianco scritto nel 2001 da Marco Biagi, a causa del quale le Br lo assassinarono. La riforma in materia di occupazione modifica l’apparato strutturale dei principali contratti lavorativi diffusi sul mercato: dai contratti di formazione a quelli c.d. intermittenti, da quelli di inserimento agli altri genericamente denominati come contratti di lavoro flessibile, per arrivare ai contratti di lavoro a progetto. Tra i contratti di lavoro flessibile, possiamo individuarne almeno 3 (contratto di lavoro intermittente, ripartito e part-time). Questi ultimi possono essere considerati come modelli applicabili a sua volta anche ad altri tipi contrattuali, come sarebbe ad esempio per un contratto a tempo determinato organizzato secondo part-time (orario ridotto nell’arco della giornata). Si ottengono così svariate combinazioni che hanno dato vita a nuovi tipi contrattuali (fate conto di giocare ai Lego!). Nell’ambito di queste costruzioni il datore di lavoro può godere di maggiore discrezionalità perché non vi è una regolamentazione astratta specifica, con il risultato che egli è avvantaggiato da questa situazione, perché la sua posizione contrattuale è più forte: potrà modellare la prestazione lavorativa del suo dipendente in completa autonomia, secondo le esigenze della propria attività.

Vote This Post DownVote This Post Up (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...
Scritto in Sulla Politica ~ Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o un trackback dal tuo sito.

Leave a Reply

Nome (richiesto)
Mail (non verrà pubblicata) (richiesta)
Website

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>


« Bersani!

 

Created by Red Circle Inc. info: info@leftisright.it, web information: admin@leftisright.it - Copyleft, LeftisRight 2006

Powered by WordPress and NoseBleed