fine semestre

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tonifine semestre. la gente parte, io aspetto domenica. sistemo un po’ di carte, preparo gli appunti per il corso del prossimo semestre…insegnerò per la prima volta un corso tutto mio, non da assistente…peccato solo che me l’abbiano dato di una materia non “mia”…ma pazienza.

l’altra sera sono andato a cena con gli amici italiani, tanto per salutarci e farci gli auguri. …che più che altro sono auguri di buon appetito, visto che la religiosità media del gruppo è all’incirca la mia… così come l’attenzione, quella sì religiosa, dedicata al cibo.
e come sempre capita quando si esce tra soli italiani, torniamo tutti a casa con un velo di malinconia. …si comincia a parlare del mangiare, dei posti che ciascuno di noi vorrà visitare, ci si racconta e ci si ricorda di un salame emiliano, un formaggio toscano… il profumo del mediterraneo (chè l’oceano non ha lo stesso odore)… e si parla di qualità della vita.
…e la
netta
impressione che,
nonostante tutto, in
italia si
viva meglio…
…e la netta impressione che, nonostante tutto, in italia si viva meglio…
segue dunque il rituale momento di silenzio in cui ciascuno pensa tra sè e sè “ma chi me l’ha fatto fare?”. “ma ci riuscirò mai a tornare in italia?”. …”ma vorrò davvero tornarci, poi?”…
sullo sfondo lo spettro di una vita da emigrante di ultima generazione: non partito per sfamare la famiglia, ma per fare un dottorato là dove davvero si fa ricerca, dove arriva gente da tutto il mondo, con gli stessi interessi ed esperienze simili, ma arricchite da tutte le sfumature delle culture diverse.
…ma tra gli emigranti, di tutte le generazioni, c’è sempre il sentimento comune della nostalgia. e dell’amarezza.
l’amarezza di amare una terra madre e snaturata.

…forse è l’illusione del paese ricco, che ci fa arrabbiare: per tutti i miei amici indiani, sudamericani, e per quelli africani o dei paesi arabi, fa parte del gioco… lasciare il proprio paese per cercar fortuna, o semplicemente una vita in cui sentirsi a proprio agio, è cosa normale.
parlo con un professore brasiliano che mi dice “tu non sai com’è vivere in un paese in via di sviluppo, non sai cosa sia davvero la corruzione”. obietto: “ma àlvaro, che dici?, ma lo sai che in italia…”.
…e lui mi dice: “no. tu non puoi dire di sapere cos’è la corruzione, finchè un politico non vince le elezioni con lo slogan ruba sì, ma almeno fa… e la gente lo vota, e lo rielegge!”.

…forse sì, ha ragione alvaro. dovremmo smettere di lamentarci, smettere di piangere, smettere di recriminare contro l’italia corrotta, e fare come fanno tutti questi amici sudamericani, indiani, africani: ricordare in silenzio, e accettare la triste realtà, che non ci riguarda più…

ma riusciremo a tornare in italia? …mi basterà fare buona ricerca, rassegnarmi a guadagnare meno della metà di quello che guadagnerei qui, rinunciare ad essere “dove” tutto il mondo viene a studiare le cose che più mi appassionano?…mi basteranno questi sacrifici per riuscire a tornare?

…e ci vorrò davvero tornare in un paese in cui la meritocrazia è additata dalla sinistra cattocomunista, e dalla destra clientelare catto-d’accatto, come vana cupidigia e chimera corruttrice? …dove tutti questi anni di sacrificio, saranno un handicap, anzichè un vantaggio?
…quando ci incontriamo tra italiani, alla fine sono sempre questi i discorsi.

ma perchè ce ne siamo andati? …perchè non siamo disposti a chiedere le cose che dovremmo avere per diritto. perchè non ci va di alzare ogni volta una cornetta, e chiedere. …perchè non ci va di provare gratitudine, o di essere in debito, nei confronti di politici e politicanti. …perchè non ci va di chiedere, ma vogliamo avere. vogliamo avere la ragionevole certezza di ottenere quello che ci meritiamovogliamo avere la ragionevole certezza di ottenere quello che ci meritiamo, nè più nè meno, ma senza chiedere.
…ma se quello che vogliamo è tornare? …come la mettiamo?…

e ha ragione veltroni a dire (l’altro giorno) che l’italia è bloccata dalla burocrazia; che gli italiani hanno paura di “fare”; e ancora peggio, che vi sia una malcelata diffidenza dei più nei confronti di chi “fa”.
…e c’è il precariato, e la nostra generazione lo sa bene… ma intanto gli alberghi si riempiono, tanti posti di lavoro sono soddisfatti solo dagli immigrati…a scapito dei dati, il paese va avanti. leonardo, toscano, dice “…ma tutti i miei amici, che lavorano…ma che fanno?! …gli chiedi cche ttu ffai?… e mica te sanno dire! …ma intanto fanno… e magnano… e la domenica si vedono la partita, con le famiglie, lavorano a pochi km da casa, e non per 50-60 ore la settimana”

un paese tutto basato sul’improvvisazione. dove il provvisorio diventa permanente, e dove uno deve essere furbo per forza, perchè laddove non c’è sistema la furbizia è necessaria. …ma siccome di furbi in italia non ne mancano mai, forse ha ragione leonardo a dire che la situazione del paese non è tanto disperata. che tutto sommato l’italia riuscirà ad andare avanti come ha sempre fatto.
…’chè non può essere che i prezzi rimangano alti se la domanda è bassa. e la domanda non può essere alta se il reddito è basso. …anche perchè non è che gli italiani si stiano indebitando…
ma allora è proprio così? è davvero tutto sommerso? …è il sommerso istituzionalizzato? è la tassa permanente, sui fessi e per i furbi?

e intanto il paese si blocca, per i camionisti che vogliono la luna. …e magari fra poco si bloccheranno gli aereoporti, colpo di coda del tumore alitalia, che forse estirperemo una volta per tutte…
e i fessi, per esempio, chi sarebbero? tutti quelli che non scioperano? tutti quelli che anzichè battere i piedi per terra, trovano una soluzione nel rispetto delle regole? noialtri all’estero, capaci solo di studiare, e non di tirare a campare? incapaci di chiedere?
è la nostra colpa, non volere chiedere? la colpa è degli italiani che si vogliono emancipare dal potere?

l’italia, della sinistra catto-comunista e della destra, catto (quello sempre e comunque!) e d’accatto, in cui la meritocrazia è un peccato di superbia. insubordinazione e cupidigia. corruzione illuminista.
…l’italia dei sindacati, dei politici, dei giornalisti, degli imprenditori intrallazzatori, dei dipendenti pubblici, impiegati alle poste o “rispettabilissimi” primari, generali di brigata e briganti generalizzati…
l’italia statalista, che s’illude di risolvere i problemi con le leggi. l’italia che vorrebbe obbligare per legge la realtà ad essere diversa da quello che è… l’italia dei “no, non gioco più”. l’italia, questuante, che cede poteri.
l’italia che affonda, e mi trascina con se.
finchè non riuscirò a fare come àlvaro, e dire “problemi loro. non ci riguarda più. mio figlio ha 5 anni, e mia moglie aspetta una bambina”

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8 Responses to “fine semestre”

Dario

Bellissimo post. Molto duro, ma bellissimo. Penso che in fondo però, sarà fatica dire “non mi riguarda più”. Auguri.

simo

mi ringraziasti per romano. ti ringrazio di cuore per questo post. mi viene solo da dirti: vorrei che tu tornassi e che ti venissero date qui, nel tuo paese, nel nostro paese, le opportunità che hai lì. a presto, un abbraccio. simo

Berto

ti ammiro Antonio. Io non avrei il coraggio di mollare il mio paese e vivere con la nostalgia. Auguri.

silvia

Sarei molto contenta di poterti conoscere.
Chissà…intanto auguri e buon ritorno a casa.

Eloi

per tutti quelli che vogliano conoscere antonio, io sono il suo manager e gestisco il tour del suo rientro natalizio.
torna il 24 e rilascerà dichiarazioni ed autografi la sera stessa all’iniziativa TRIONFO LAICO organizzata dal tandem “YouMust-CrossBow”.
non sarà possibile fotografarlo o videocatturarlo: se volete una sua foto saranno in vendita quelle ufficiali al prezzo di 10 miseri eurini.

Antonio

enri sei un deficiente.

Eloi

anto scherzavo, pensa che credevo di poter infin risultar simpatico!!

se il deficiente era uno sfogo tra amici perchè ti aspettavi un mio commento al post ebbene, l’ho trovato splendido, sono stato il primo a votarlo favorevolmente e oltre a “bellissimo” non avrei saputo cosa dire.

non l’ho detto prima, lo dico adesso.

silvia

ohi ganzi!!
Io pure, grazie al festeggiato di domani, torno a casa, indi vi invio tantissimi batteri e baci per augurarvi buone feste.
Stetemi bene..magari ci si vede a capodanno.
Zao

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