Forza e coraggio

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simon.jpgCari tutti,
provo ad esporvi alcuni punti di vista su quel che stiamo faticosamente costruendo, al fine di poterci sentire tutti e ciascuno partecipi di un processo che non ci deve assolutamente far sentire ruote ultime o di scorta di un qualsiasi camion.

Innanzitutto mi viene da dire che credo sia ovvio che nessuno sappia cosa “salterà fuori”, e che lo sia per due ragioni: la prima, poiché non abbiamo esempi al mondo da contemplare per comprendere come si articolerà il nostro; la seconda, poiché questa sfida è stata da subito lanciata come tale per rompere quei muri e superare quegli steccati che in questi anni ci hanno visto distanti, sia tra i partiti che dai cittadini. Questi dubbi, sempre più motivatamente crescenti, creano difficoltà anche in me che tutti i giorni provo a fare cose utili al progetto, perché è una via che sappiamo dove dovrebbe portare ma che richiede uno sforzo di immaginazione, programmaticità e passione, superiore a tutto quel che finora è stato.
Lo so, spesso non ci si sente partecipi di quello che sta avvenendo. Lo so e me ne rammarico. Ma credo che la nostra organizzazione (il Partito), abbia creato nei mesi precedenti, le condizioni per discutere liberamente, per esporre i propri dubbi, per manifestare tutte le legittime paure che ognuno di noi ha provato e prova. Ma ora credo ci sia bisogno di un passo in avanti di tutti noi. Credo che ora ci sia la necessità di crederci e di spendersi al massimo, con quel che si ha, con quel che si può, per fare il decisivo salto di qualità. Non pensate che da parte mia ci siano certezze, rimangono tutti i dubbi di sempre proprio perchè l’approdo è sconosciuto, ne conosciamo gli obiettivi ma ancora non sappiamo cosa andremo ad essere. Ma da un lato sono contento così. Ho voglia di scoprire cose nuove, anche inattese e negative, a patto che facciano parte della vita normale di ognuno di noi, non per forza segnata da pacche sulla spalla, strette di mano e sorrisi. C’è bisogno di creare passione, di sicuro, ma come la si crea? Io credo che la si crei spendendosi e dialogando, tra noi e con chi finora è stato critico e disinteressato. Credo che vadano seguite poco le polemiche sui giornali poiché spesso alterazioni della realtà e lesive di ciò che siamo e che vorremo essere. Credo che ci si debba vedere, tenere uniti, portare sé stessi e le proprie opinioni dentro i luoghi, le situazioni, i contesti che oggi sono a nostra disposizione, e crearne altri di nuovi. Non lasciamoci vincere dalla paure, non facciamo sì che un progetto così ambizioso venga svilito da affermazioni propagandistiche, da corse elettorali spietate. Diamo senso profondo alle cose che facciamo, e se manca il passo, rilanciamo, cominciamo a correre e a dire: va bene, facciamo il Pd, ma cosa ne pensiamo del tema della sicurezza? E della riforma delle pensioni? E dell’università? E del sistema di welfare complessivo? Non si parla di questo? Se ne parla troppo poco? Va bene, proponiamolo noi. Cerchiamo un luogo ed uno spazio, prendiamoci il tempo, studiamo qualcosa che sia alla nostra portata, chiediamo se non sappiamo, e proviamo a costruire una linea ed a proporla. Non stiamo fermi nelle paure, nei dubbi. Chi non ne ha non può essere considerato un essere umano, che li ha non può fermarsi al riconoscimento ma deve agire per scalfirli laddove possibile, ed avere voglia di discutere fino alla fine per capire le ragioni profonde di ogni singola dinamica o questione.

Non pensiamoci troppo distanti l’uno dall’altro: chi sta in ufficio a programmare le iniziative, ad immaginare la costruzione dei seggi, e tutto il resto, non più meno convinto, più tranquillo, di chi guarda da fuori quello che sta succedendo. E’ faticoso, credetemi, e lo è ancora di più man mano che il tempo scorre e che tra noi per diversi motivi diminuisce la voglia di chiarirsi.

Non credo sia utile immaginare di aspettare che la tavola sia apparecchiata, penso sia invece fondamentale esserci oggi e qui, dire ciò che pensiamo, incidere sulle posizioni, essere intellettualmente attivi e non avere paura di niente. Non si deve avere paura perché in ognuno di noi, e l’ho capito in questi anni, esiste la voglia furiosa di cambiare le cose, di migliorare il mondo, di sognare un futuro collettivo che ci veda attori, non comparse, ideatori, non fruitori di idee e progetti di altri. E la passione che ancora manca dovrebbe stare qui. Penso dovrebbe stare qui.

Stiamo laddove oggi sta la gente, discutiamo, magari litighiamo, basta che l’obiettivo comune sia quello di costruire qualcosa di grande e di diverso da quel che siamo.

Per il bene di tutti.

Non ho alcuna presunzione di aver convinto qualcuno, volevo solo manifestarvi la necessità di stare uniti, stare assieme e di lottare senza tregua. Perché comunque il 14 ottobre non è un approdo, bensì un punto di partenza. Da li in poi tante cose potranno cambiare, e permettetemelo, cambieranno se sapremo esserci, se non ci tireremo indietro, se avremo la forza di dire la nostra.

Forza e coraggio.

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41 Responses to “Forza e coraggio”

Eloi

Guardate questo sito!
Ci sono un sacco di esperimenti di simboli per il Pd….
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davide

Io nel simbolo voglio il tricolore!!!!il PD deve essere il partito della riscossa e del nuovo corso italiano in europa e nel mondo!!!!

Berto

eh, perche’ non una bella quercia con sotto una falce e un martello stile PDS? ;-)
Come sono nostalgico…

Erri @ Work

Neppure io penso che sia utile attendere che la tavola sia apparecchiata (figurarsi), ma il diritto a NON APPARECCHIARE è un diritto che AHIME’ posso e anzi DEVO riconoscere alle persone.

a chi mi risponde anche molto banalmente “non ho voglia” o “non ho tempo” non posso rispondere (per quanto comprensibilmente e forse legittimamente) “…e allora taci e mangia!”.

io poi simo rivolgo questi pensieri a te ma sono consapevole che sei presumibilmente l’UNICO in questa federazione a non fare questo e a compiere sforzi per interessarsi a chi è fuori.
parlo dell’idea che diamo nell’insieme e credo si debba far qualcosa.

ecco anche in questo caso: se vedo e pongo un problema ma non ho idee precise circa la risoluzione o le modalità per aggirarlo, sono un disfattista? o il problema scompare e vado avanti come se niente fosse?
è chiaro che se ho un problema e non ho la soluzione non potendo fare altro vado avanti in attesa di trovare la soluzione, ma se nel mentre non la trovo il rischio che il problema mi uccida c’è.
cazzo se c’è.

è la fine! è finita! :D

marci

Il problema in Italia è un pò la frase fatta del Gattopardo: “tutto cambia per poi alla fine non cambiare niente”…
Tu puoi anche tentare di formare il più grande partito-progetto rivoluzionario in termini di democrazia… magari con all’interno i migliori fra gli interpreti del panorama politico attuale…. vedasi veltroni, finocchiaro, letta…
Ma se l’esigenza del cambiamento non avviene dalla società, dai singoli cittadini, dalla loro voglia, ispirazione, fiducia… beh allora il PD non cambierà le cose…è una partita persa in partenza…e faccio meglio io col mio amico Corona e il fido Fede a vendere sogni di successo e pentole all’OK il prezzo è giusto…il solito fumo senza arrosto… ma che all’italiano medio e palpabile elettore; piace da morire…

Davidino

Tutte le grandi esperienze politiche nascono dall’incontro tra i bisogni efettivi e contingenti della gente e il progetto-idea di un grande leader o di un’avanzata clesse dirigente. Noi ora difettiamo un po di tutto: i bisogni contingenti della gente ci sono (pressione fiscale troppo elevata, sicurezza, inefficienza del pubblico impiego, precarietà del lavoro, inquinamento) tuttavia essi tendono ad essere incanalati dall’antipolitica o, peggio ancora, tendono a rimanere “chiacchiere da bar”. Tutto ciò è dovuto secondo me ad una scarsa credibilità del ceto politico che poi si è tradotta in una diffusa sfiducia delle istituzioni da Tangentopoli in poi (le monetine in testa a Craxi, il berlusconismo, l’evasione fiscale, l’instabilità politica, Fabrizio Corona).
Ora si tratta di invertire questa tendenza ma per farlo bisogna avere tanta passione, tanto amore per il nostro povero Paese e una buona forza di volontà.
La gente è convinta che la politica sia tutto un “magna magna” e troppo spesso vengono fuori fatti che difficilmente smentiscono questo luogo comune (Unipol, Previti, La Casta, Mele) però noi dobbiamo sforzarci di creare un nuovo modo, aperto, di far politica che riavvicini la gente.
Io penso che valga comunque la pena di tentare e dunque andrò a votare il 14 Ottobre, nonostante lo svolgimento del processo costituente del PD nn mi abbia entusiasmato come pensavo all’inizio, però non tutto è perduto, Walter Veltroni mi sembra, umanamente ancor prima che politicamente, la persona giusta per l’impresa, poi toccherà a noi, nella nostra realtà quotidiana impegnarci per costruire al meglio il partito che vogliamo….

Eloi

perchè parli del “processo costituente” al passato?
deve ancora avvenire!!
tutto comincia adesso.

Davidino

diciamo che il grosso incomincia adesso ma già dalle fasi precongressuali di ds e dl era iniziato il processo costituente comunque….che ne pensi della mia analisi? e della ( SANTA ) ordinanza del comune di Firenze che prevede pene fino a 3 anni per i lavavetri molesti? e della reazione di certa sinistra che vivendo forse in un mondo di fiaba non tollera la legalità????

Paul

L’unico logo bello è quello che potremmo partorire Trava, Enri, Burio, Simo ed io dopo una bottiglia di arancino

Davidino

L’ulivo è inguardabile…mettiamoci tricolore e/o bandiera europea….tricolore e garofano…ma so già che non lo accetterete…

Federico AS

Il primo è l’ideale, magari con la scritta blu o verde.

Federico AS

Intendo fare tutto il possibile per far sì che questa folle impresa vada in porto.
Non ho mai fatto politica attiva in vita mia, ma sento nel mio piccolo di poter dare un contributo. E credo nel Pd e in Veltroni.

Dario

Ieri ho posto via sms a simo molto in breve un problema, posto non da me ma da mia madre, perchè l’ho trovata una riflessione piuttosto interessante.
Si discuteva dell’iscrizione automatica al partito, del tesseramento automatico, qualora si voti il 14 ottobre. Simo mi ha poi detto che la cosa è ancora in discussione.
Mia madre si è risentita perchè per lei questa sarebbe una grande limitazione al numero di persone che parteciperebbero alle elezioni. Secondo lei tante persone considererebbero, e sono propenso a crederle su questo, un passo successivo e più impegnativo il tesseramento. Partecipare alla scelta è un conto, dice, e può esserci interesse e forte volontà di esprimere un parere, ma tesserarsi è un’altra cosa.
Obiezione tecnica da me posta: ma in realtà gli organismi dirigenti di un partito li ha sempre scelti un congresso, che è una platea di iscritti. In questo caso quel che si va a fare è proprio dare il via a un partito nuovo, e si presuppone di aderirvi per partecipare alle scelte che lo riguardano.
Mia madre risponde però giustamente, e anche io riflettendo un attimo, che se poi deve cambiare lo spirito, la motivazione tecnica è valida ma non è sufficiente nel momento in cui c’è desiderio di incontrare chi alla politica non è avvezzo, nè ai suoi giochi nè ai suoi tecnicismi: bisogna aumentare la partecipazione, è il momento di raccogliere coesione attorno a duna figura e ad un partito, allora meglio ampliare la platea dei votanti e avere un grande successo all’evento, pur con qualche tessera in meno. Non rendendo obbligatorio tesserarsi, (ma ovviamente rendendolo volontario eventualmente in occasione del voto) tanti cittadini interessati e simpatizzanti avrebbero occasione di esprimere un parere, di partecipare attivamente, pur non essendo obbligati a un passo che molti considerano più impegnativo come il tesseramento. E questo sarebbe segno di cambiamento.
è una posizione che mi sento di condividere: se vogliamo che il partito decolli bene l’evento del 14 deve andare bene. Ecco perchè secondo me non dovremmo aver timore di oltrepassare per un attimo i vecchi meccanismi: quindi, ok il contributo obbligatorio (pur troppo alto) , che presuppone già un interesse e una volontà di partecipare, ma per il tesseramento magari meglio attendere un attimo… che ne pensate? Penso sia necessario mettersi nei panni di quelli che vogliamo avvicinare al nuovo partito e che finora sono stati distanti dalle scelte della politica. Il dilemma non è secondario, sarà bene che gli organismi preposti al coordinamento delle elezioni pensino bene a questi risvolti.

Dario

PS: il secondo dei tre simboli che hai postato mi piace da matti!!

Davidino

Ce ne sono di migliori nel sito…

Davidino

concordo…anche alcuni miei amici hanno espresso perplessità sia nei confornti della quota..che comunque può essere spiegsta e accettata come autofinanziamento delle primarie…sia sul tesseramento e su questo punto effettivamente sarebbe meglio renderlo volontario…

Alessandro

per quanto riguarda il sottoscritto (che è forte simpatizzante del PD ma nn tesserato ne politicamente attivo) il contributo economico nn è un problema (dai 2 euro cosa sono?due caffè..) quanto più la questione tesseramento. sinceramente io mi sento di andare a votare alle primarie di ottobre, ma nn sono sicuro che col tesseramento obbligatorio lo farei. come giustamente spiegava dario il tesseramento è un passo particolarmente importante, decisivo potremmo dire, e rendendolo automatico al momento della votazione si rischia di accelerare forzatamente (rischiando di fermare) un processo di riavvicinamento di alcuni cittadini alla politica che l’idea PD sembrava aver causato. dico questo perchè un conto è simpatizzare per un partito e quindi anche voler contribuire a decidere il candidato premier e un conto è fare parte del partito, che significa profondere un impegno molto più ampio e notevole. per ragioni materiali (tempo) ma anche personali (diffidenza molto forte nei confronti del mondo politico, almeno per quanto riguarda le alte sfere) nn mi sento ancora di iscrivermi a un partito, proprio perchè so che nn riuscirei a dare un contributo importante e tanto meno decisivo alla realizzazione del progetto. so che sembrerà un comportamento un po’ vigliacco ma, credetemi, nn vuol dire che nn mi interessi al PD e alle questioni che vi ruotano attorno. dico tutto questo x cercare di spiegare perchè anche chi nn è iscritto ne tanto meno abbia l’immediata intenzione di iscriversi credo debba avere il diritto di votare alle primarie del PD..se no si rischierebbe di chiudere in partenza (perchè come ha detto simone le primarie saranno un “punto di partenza”) l’accesso a tanti cittadini italiani che della politica si interessano ma per la quale ancora nn si sentono del tutto “pronti”.

Erri @ Work

non essendo tra bambini penso di poterci andar giù bene…

credo che quella del tesseramento sia una FISIMA.
negli USA se non si è iscritti ad uno dei due partiti NON SI VOTA alle politiche!! non alle primarie.

occorre capire che cosa sia e si intenda CULTURALMENTE per iscrizione ad un partito.
perchè se vogliamo un partito fortemente identitario la TESSERA diventa un distintivo IMPORTANTE (ed in quanto tale pesante da portare), ma se lo intendiamo come un partito più LAICO, avere la tessera del PD sarà come avere la tessera ARCI o la tessera della COOP.

che è ovvio che identifichi un MONDO… UN MONDO non un orticello.
ambisco ad un paese bipolare, nel quale avere la tessera del PD in tasca significhi semplicemente essere di centro sinistra.

nel PD la tessera non dovrà più apparire come un MATRIMONIO, ma come una relazione. e dovrà essere un partito zoccoletta che intrattiene relazioni un pò con tutti e non tanto e sempre con gli stessi. un pò con tutti, perchè COMUNQUE il PD creda nelle persone e nella loro capacità di superarsi.

Alessandro

enrico guarda sinceramente nn credo che sia un fisima da niente quella del tesseramento..in america i partiti nn sono come qui..ma più delle “macchine elettorali” che vivono praticamente solo sotto elezioni. in italia per quel che mi sembra fare parte di un partito significa molto di più..ammiro chi è capace di impegnarsi in un’attività che significa impegno forte e continuo ma sinceramente preferisco esercitare il mio diritto di non scegliere, almeno per quanto riguarda la tessera..e il fatto che nn abbia la tessera nn vuol dire che nn possa intrattenere relazioni (anche importanti, anche continue) con il PD e con chi vi è dentro.

Paul

Eloi

io credo si stia facendo un discorso assolutamente analogo per quanto speculare: tu da esterno io da interno.

tu dici su per giù che il partito dovrà essere nuovo nel senso che sappia essere APERTO anche ai non tesserati, ai non ortodossi, ai non NANNI.

io voglio sfatare il mito della ortodossia e della fedeltà al partito, dimostrando che è possibile AVERE IN TASCA UNA TESSERA senza sentirsi sposati o vincolati nella libertà di dire quello che si sente.

da giurista (quale mi pare tu sia) la cosa non è irrilevante!

io avrei bisogno che tu (intendo quelli nella tua posizione) si tesserassero per almeno due ragioni:
- da un lato per scongiurarsi le accuse di FREE RIDING ossia di godere di UNO SPAZIO CHE NON SI E’ PAGATO (esempio questo blog è pagato dalle sottoscrizioni degli iscritti sg, oppure quando verrai a litigare in sezione o alla festa dell’unità, chi apparecchia e chi spazza sono i TESSERATI!!).
- dall’altro perchè hai voglia ad auspicare che il partito sia buono e guardi anche fuori, ma quale SOCIETA’ fa votare i NON SOCI?
in quale CASA arredano i VICINI anzichè i proprietari?

l’unica possibilità era ed è (ed è la ragione per cui si è votato a congresso per il PD) una casa nuova, più grande, con tanti nuovi inquilini.

ancora, la butto giù male ma siamo tra di noi, il partito in cui uno “entra consuma e poi va” (citando il mitico max pezzali) è l’idea di partito di DESTRA.
io voglio un partito in cui uno entra, prepara qualcosa per se e per gli altri, poi magari se ne va anche senza consumare.

Davidino

Se mi posso permettere penso che l’analogia con i partiti americani sia sbagliato, anche in Cina se non sei iscritto al Partito non voti, ma il problema non è questo…concordo con enri sugl’ultimi punti, una tessera on necessariamente implica un’impegno continuo a livelo di base: certo ci sono campagne elettorali e occasionali volantinaggi ma chi ogni tanto, beninteso, se ci crede, non può dedicare almeno un’oretta a farlo? se a me piace un libro, ma sono pieno di impegni dalla mattina alla sera, prima o poi un’oretta per legerlo un po la trovo, per il Pd sarà così…purtroppo o per fortuna è finita l’epoca dei partiti totalizzanti e delle grandi passioni politiche ma continuare a lamentarsi che il Paese va a rotoli e che la politica fa schifo facendo delle ciacare davanti a un caffè come fanno molti in Italia e senza far niente di concreto, senza spendere nemmeno 10 minuti per cercare di cambiare le cose non mi sembra molto producente….poi anche oggi molti han la tessera di un partito e non si vedono mai neanche per la campagna elettorale, e questo è un altro problema perchè un minimo di passione e impegno ci dovrebbero essere…sono scelte libere e personali, me secondo me vale la pena di dire anzichè perchè, perchè no….

simo

è interessante il dibattito che si è aperto, non pensavo si arrivasse fino qui… certo è che siamo in 4 a discuterne, ben pochi rispetto alla massa che tutti i giorni frequentiamo. ciò non toglie che il problema “tessera - non tessara” è delicato, va trattato con cura perchè un’altro cosa che mi viene da chiedervi è la seguente: siete certi che sia profondamente democratico che un organismo dirigente di un partito sia eletto anche (ed il rischio, soprattutto) da coloro che di quel partito poi decidono di non farne parte? e se la parte iscritta rimanente avesse votato per il candidato sconfitto, quale platea avrebbe il vincente? una non platea? riuscirebbe a governare un partito organizzato in un’enorme platea che non si riconosce nel leader perchè non l’ha votato, e quelli che l’hanno votato sono al di fuori degli organismi? sono temi delicati, non solo legati alla tessera come oggetto, anche come funzionalità del sistema democratico. comunque condivido tutte le perplessità. potrei dire che sia utile far votare tutti, perchè quel che conta è la mobilitazione di più donne ed uomini possibili, ma non sempre e non in tutto la strumentalità paga. non ho certezze.

Davidino

Secondo me le primarie per il segretario, aperte a tutti e senza l’obbligo di tesseramento, andrebbero fatte qual’ora il candidato segretario sia poi anche il futuro candidato premier…in quel caso indipendentemente dalla volontà di impegnarsi stabilmente chiunque dovrebbe votare per decidere chi poi dovrà governare il Paese…

simo

e se ci dovessero essere altre primarie di coalizione per eleggere il candidato premier? chiedo è?!

Davidino

E’ vero, purtroppo non l’avevo messo in conto dando per scontato una seria riforma elettorale in senso maggioritario, però sarà difficile se non impossibile vararla in questa legislatura e potrebbe porsi il problema di nuove primarie di coalizione…sigh!!

Luca

1-per quanto riguarda i simboli, ho visto il sito e ce ne sono alcuni belli, molti sono ridicoli, altri improponibili….poi non so come e chi deciderà il simbolo, penso però che ci debba essere un riferimento ai nostri tre colori nazionali….perchè mi piacerebbe che il pd riaccendesse negli italiani un pò di orgoglio per la propria nazione…in italia ci si sente tutti italiani solo quando gioca la nazionale di calcio….vorrei assomigliare da questo punto di vista più ai francesi!!!!

2-per quanto riguarda il tesseramanto, ci sono diversi spunti molto interessanti. Credo che sia prematuro adesso obbligare al tesseramento….mi sembra un pò obbligare la gente a saltare nel vuoto….però sono d’accordo con enrico, quando dice che bisogna arrivare a un punto tale in cui uno ha la tessera del partito in tasca, ma nello stesso tempo non è sposato con esso, senza poter dire niente liberatamente….è una questione delicata comunque!!!
per quelli che poi dicono che non hanno tempo per adoperarsi nel PD e quindi non vogliono la tessera, vorrei dire che basta solo un quarto d’ora al giorno del proprio tempo per dare una mano….tutti abbiamo da lavorare o da studiare…non credo che sia un grosso impegno un quarto d’ora….se tutti lo facessero, sarebbe già un grosso passo avanti nel raggiungimento dell’obbiettivo di avvicinare la politica ai cittadini.

Davidino

Concordo pienamente sia sul tricolore, che dopo esser stato simbolo del Risorgimento e della Resistenza è stato abbandonato nelle mani delle Destre che ne abusano vergognosamente dagl’anni 70 a oggi…e poi, come ho detto poi sopra sul tesseramento che non dev’essere un atto di fede ma un modo per partecipare e decidere compatibilmente con il tempo che ognuno ha a disposizione…poi in iscriversi a un “partito democratico” sicuramente non vorrà dire sposarne a priori una linea immutabile ma contribuire e discutere sulla linea migliore da seguire e applicare in piena libertà d’opinioni…

marci

io prpongo un bel suicidio di massa… con o senza tessera…

simo

marci, oltre che tenere vivo il dibattito, cerca di tenere vivi tutti noi, altrimenti, chi dibatte????!!!

Federico AS

Secondo me il tesseramento automatico potrebbe addirittura frenare la gente dall’andare a votare alle primarie… le persone non capirebbero perchè doversi per forza iscrivere ad un partito che non c’è ancora.
Meglio costruire un partito che spinga la gente a volersi iscrivere e coinvolgere (in tutti i modi) più gente possibile per costruirlo.

Federico AS

Chi partecipa ad un processo del genere prima o poi si iscriverà…

marci

scusate la mia ironia magari macabra… però si avvicina sempre più l’ora delle chiamate da educatore scolastico, il pensiero che nessuno magari mi chiama, perchè la vita è bella, sapete sarei nella merda, il pensiero di un futuro nella merda, dicevo, mi mette un pelo di angoscia, cmq io il 14 ottobre i 5 euri glieli do, non tanto perchè uuna tessera o no faccia la differenza, ma credo che per come vanno le cose in sta fogna di paese VELTRONI E IL PD RIPETO VELTRONI E IL PD sono l’unica speranza, sogno, idea che mi è rimasta per sperare di svegliarmi un giorno in una società civile…dove MAGARI UN GIOVANE NON DEVE STARE IN ANGOSCIOSA ATEESA DI UN COCOPROCOCODE DI 9 FOTTUTI MESI NELLA SCUOLA…HO RESO L’IDEA…ZIO MAIAL?
NB NON HO DETTO SOCIETA’ BELLA RICCA E PIENA DI FIGA…. HO DETTO SOGNO UNA SOCIETA’ SEMPLICEMENTE CIVILE, MI BASTEREBBE….
DETTO QUESTO TUTTO IL RESTO E NOIA…

Dario

Ragazzi, intanto grazie a tutti per il dibattito. Enri io sogno quel che dici tu. Io sogno una civiltà dove parlare di politica non è tabù, dove gli argomenti del giorno non sono solo la canalis e briatore, dove la tessera in tasca è leggera, non pesa e puoi andar fiero di dire “io sostengo un partito”. Questo DEVE essere l’obiettivo del PD, far quantomeno intuire all’Italia che non si vive di antipolitica (senz’altro il trionfo dell’antipolitica è la più grande vittoria di berlusconi e co.) ma di interesse e partecipazione; per farlo diventare il PARTITO - MONDO che tu vuoi e tutti vorremmo, in questo paese c’è bisogno di TEMPO. Tempo dedicato alla promozione, alla diffusione dei progetti, alle iniziative pubbliche, ai dibattiti, ai blog. Tempo che ci vuole, per far capire a gente che ormai ahimè diffida indifferentemente di tutto e tutti che prendere una tessera di partito non significa sostenere dei ladri. Secondo me al momento attuale, cercando di mettermi un po’ nei panni di chi sta fuori, i “vicini” non sono ancora pronti per essere “soci”. Non sono ancora pronti forse perchè l’azione di governo è stata buona, ma come spesso succede mal promossa oppure oscurata; oppure perchè il dibattito nazionale sul pd appare come incomprensibile, tecnico, vuoto.
Dico appare, perchè noi che ci siamo e partecipiamo sappiamo benissimo che non è così. Allora o ci si spende per promuovere quel MONDO che vogliamo, Enri, ti spendi nel senso che se hai uno spazio di 30 secondi in tv parli di QUESTO e martelli in continuazione sui contenuti che vuoi nel PD, e non di altre cazzate che quotidianamente si sentono e leggono, oppure per il momento il MONDO lo dobbiamo costruire con chi c’è, a pazienza infinita, e facendo arredare la casa anche ai vicini. Insomma, o qualcuno ai piani alti spiega alla gente l’idea di partito che c’è, ed è la mia e la tua, oppure niente.
Il tempo è pochissimo. il 14 ottobre è domani. Secondo me non è il momento di essere gelosi della nostra casa. Tanta gente andrà e voterà veltroni, o altri, rendendo forte chi vincerà e comunque bello l’evento. Se non si tesserano subito, magari questa apertura verso di loro li convincerà a farlo.
Già conquistare tessere reali e convinte, di gente che sostiene i nostri (quelli buoni), sarebbe un buon passo. Conquistarli con quello che a loro pare una forzatura per poi perderli dal punto di vista della convinzione non mi pare un affare.
Tecnicamente non sarà corretto, ma forse è il momento di fare uno sforzo di apertura. Cioè, forse ci conviene, per il nostro partito, perchè nasca bene, far così.
Concludo dicendo che è vero Enri, è una fisima. Anche io sogno la gente che si avvicina alla poltica senza bisogno di spinte continue. Noi abbiamo avuto quella fortuna lì, e nessuna paura di schierarci e di metterci in gioco. Altri, purtroppo tanti, sono talmente lontani da noi che o ci avviciniamo noi, o loro stanno bene dove stanno.

Sebastiano

macchè garofano craxiano…il simbolo del socialismo europeo è la rosa, quella di Jean Jaurès e Mitterrand. e poi ci vogliono assolutamente il tricolore, l’ulivo e la bandiera europea. Un’accozzaglia forse…peggio dello stemma dell’attuale papa. ecco tutto basta che non si introduca in nessun modo un simbolo confessionale. Ci mancherebbe altro. io però metterei anche l’edera, simbolo della tradizione repubblicana e azionista. in ogni caso grazie a simone per il post e per l’impegno.

simo

grazie a voi, serve sentirsi uniti da un sentimento comune, al di là delle divergenze d’opinione che ci possono essere. a volte la stanchezza porta a dire “non ce la posso fare”, poi penso che si vive una volta sola, che serve dare senso profondo a ciò che facciamo, e… la stanchezza rimane ma ritorna la passione.
Passione batte stanchezza 6-0: cappotto.

Luca

Dario….hai riassunto la situazione alla perfezione….

Davidino

Nota per Fede e Dalal: riuscite a passare in festa stasera?
Bella discussione davvero….speriamo di riuscire a convincere più gente possibile a votare il 14 Ottobre…ma bastano volontà impegno e passione e sicuramente faremo un buon lavoro…se volete passare alla festa Ulivo di Pontelagoscuro a dar na mano a me e enri o solo a far un giro e vedere lo spazio giovani che è veramente bello siete i benvenuti!!!!

erri

davide in questa discussione mi sta piacendo un sacco!

quando sul tesseramento dice che “anzichè domandarsi perchè può essere utile domandarsi perchè no” secondo me coglie il senso della discussione e della “fisima” di cui prima parlavo.

detto questo parlo di fisima qua con voi, ma è chiaro che sono ben conscio della SCONVENIENZA dell’iscrizione automatica il 14 ottobre e di quanto questo creerebbe solo ulteriori impedimenti.

@bernardi
non partire a settembre!!!!

Davidino

…..e cito KENNEDY!!!

Eloi

e lui si rivolta nella tomba!

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