Il calcio, lo stadio, la curva, l’Italia

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dario.jpgProvvedimenti adottati d’urgenza dal governo per far fronte alla drammatica situazione calcio. Spero siano seri e severi. Tuttavia volevo provare a fare qualche riflessione sulla situazione così come è ora e dirvi che in ogni caso casi come quello di Catania e tanti altri che lo hanno preceduto nel silenzio e nell’oblìo sono evitabilissimi anche col sistema attuale, in attesa della rivoluzione all’inglese che sarebbe sacrosanta e tutti ci auguriamo (in breve: gestione DIRETTA dell’impianto da parte delle società quindi responsabilità DIRETTE delle società per sicurezza, danni provocati, ammodernamenti, ecc).
Talmente facile: se ci rimette, tanto, del suo, la società i violenti trova il modo di tenerli fuori. E, nell’ambito della legalità, usa gli strumenti e le risorse a sua disposizione per farlo, senza gravare sul povero contribuente, che paga indirettamente ogni domenica i danni degli ultras, mentre gli ultras no perchè sono tutelati e sovvenzionati dalle società. Le punizioni sono ridicole, i controlli scarsi, le facce da teppisti sempre le stesse.
Vorrei chiarire bene che il tifo organizzato è bellissimo, se non sfocia in violenza o razzismo, perciò a tutti i club che sostengono la propria squadra senza causare danni, e sono sicuramente la maggioranza, va il mio pieno appoggio.
Con gli strumenti che si hanno ora a disposizione però:
1. Il materiale pericoloso, gli striscioni offensivi e le armi improprie, già dovrebbe essere impossibile portarli all’interno. Perchè i controlli agli ingressi ci sono, io vengo perquisito sempre, perciò non posso portare con me nemmeno una bottiglia d’acqua. E quindi… il materiale è già dentro lo stadio! Pensa che boiata: la partita è alle tre, alle undici lo stadio è vuoto, entrano in cinquanta poliziotti, ripuliscono tutto. E tutto quello che trovano che non deve star lì, lo sequestrano. Nessuno può impedire alle forze dell’ordine di fare questa semplice operazione preliminare!
Se non trovano materiale proibito e questo compare misteriosamente poi, qualcuno l’ha nascosto. Semplicemente, la società è responsabile. Multa salata e squalifica del campo. E per questo penso non servano leggi speciali.
2. E’ evidente che essere severi è facilissimo, costa poco ed è molto utile. Se il calcio diventa il pretesto per fare violenza, lo fermiamo, nell’attesa che chi l’ha usato per far violenza mediti e si ravveda. L’arbitro ha già il potere di sospendere immediatamente la partita in caso di manifestazioni di intolleranza o di razzismo, o incidenti sugli spalti. Il quarto uomo segnala, l’arbitro …triplice fischio! e tutti a casa. La società ci perde (multa e squalifica, oltre alla figura di merda col pubblico onesto che sarà inferocito, e con le tv!) e quindi avrà molto a cuore il fatto che questo non si ripeta. Quante partite avrebbero dovuto essere sospese, o nemmeno iniziate, ma sono state giocate lo stesso? Le norme per sospenderle ci sono già. Purtroppo l’arbitro a volte è ostaggio indifeso degli interessi delle società, a volte invece è connivente. Problema non da poco.
3. I “tornelli” sono già obbligatori: perchè non sono stati installati? Qual è la difficoltà? Il costo? Ma andiamo, costano meno dello stipendio mensile di Ronaldo… biglietto nominativo, una fotocellula lo legge: se sei un diffidato, il tornello (specie di porta girevole) non si apre e quindi non entri, sei ingabbiato, ti arrestano. E la diffida si allunga. Come verificare se il biglietto è in mano alla persona giusta? Documento d’identità subito prima di accedere al tornello. Senza documento? non entri. Come in aereo, senza documento non parti.Tempo richiesto: 10 secondi. Sei malato e a vedere la partita ci va tuo fratello? Aggiornamento comodo da casa via internet entro le ventiquattro ore precedenti “sono tizio, in possesso del biglietto numero x, lo cedo a caio, il biglietto x corrisponde ora a caio e non più a me”. Comunichi il cambio di nominativo e il tornello elettronico sa che entra tuo fratello e non tu. La mattina alle dieci la società ha un elenco completo di quelli che possono entrare e quelli che non possono entrare.
Tengo a precisare che dovrebbe essere già così.
Ogni novità in senso inglese è gradita. Se tutto va a regime non ci sarà nemmeno bisogno di controllare l’identità, perchè la società pagherà salato per i danni che fai, e se durante la partita farai qualcosa di sbagliato, gli steward pagati dalla società ti preleveranno (non sarai armato perchè ti avranno debitamente spogliato prima di entrare, e avranno guardato bene che nel loro stadio non sia entrato niente di pericoloso) e accerteranno con comodo la tua identità in seguito.
Mi pare non ci sia niente di difficile, e finalmente potremmo goderci lo spettacolo in santa pace. Uno stadio, il campo, la tua squadra, lo sport… è un bel modo di passare il tempo, cazzo. Possiamo farcela anche in Italia, a godercelo senza spendere milioni di euro ogni domenica per colpa di pazzi furiosi? e finalmente riprendere a parlare di sport, di azioni di gioco, di giocatori?
PS: ha ragione Amato: le correnti contrarie alla severità saranno molte. Bisogna resistere, è la volta buona ne sono convinto. Per i vantaggi che ne seguiranno, val bene la pena di saltare qualche domenica adesso…

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2 Responses to “Il calcio, lo stadio, la curva, l’Italia”

Eloi

Taglia e incolla su word, togli il “cazzo” verso la fine e mandala alla nuova ferrara (lettere.fe@lanuovaferrara.it)!
A me piace molto…

Va bene, ok… per questa volta mi accontento di un tuo intervento al congresso.

Dario

coda:
1. a Milano i tornelli li hanno installati in una notte… la legge Pisanu è in vigore da quasi un anno…. GRASSE RISATE!!! (Per non piangere).. a proposito di tornelli, leggersi assolutamente l’esilarante amaca di Michele Serra su Repubblica di sabato
2. A Roma, fischi degli ultrà durante il minuto di silenzio… è il momento giusto per dare un altre due tre gironate di squalifica al campo! Insistete, eh? vediamo chi si stanca prima… ma mi sa che non lo faranno

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