Da alcune sere dieci minuti del più geniale dei programmi televisivi -blob- sono ripetutamente dedicati ad un fantastico accostamento.
Mi rendo conto sia impossibile riportare qui lo spettacolo di questi fantastici minuti, pensavo/speravo di trovare il video da qualche parte su youtube per chi se lo fosse perso ma niente da fare…
Non c’è che dire. Blob è davvero un programma geniale.
Le sovrapposizioni fra politica cinema e tv di cui il programma si compone non possono non suscitare riflessioni, indurre risate o… entrambe le cose.
L’altra sera s’è pensato bene di sovrapporre il dialogo finale fra Willard e Kurtz (i due protagonisti di Apocalipse Now, in assoluto fra le opere di letteratura cinematografica- e non solo- più potenti della stora) alle immagini di Veltroni e di Berlusconi.
A dire il vero è cominciato con la voce di Kurtz sulle facce di Fini e Casini:
Ha mai pensato seriamente a delle reali forme di libertà? La libertà dall’opinione degli altri..persino dalla propria opinione.
Sensazionale.
Poi Veltroni Willard dialoga con Berlusconi Kurtz:
W: Mi hanno inviato in missione segreta, signore.
K: Non è più segreta ormai.
K: Lei è un assassino?
W: Sono un soldato.
K: Né l’uno né l’altro. Lei è un garzone di bottega che è stato mandato dal droghiere a incassare i debiti sospesi.
[…]
W: Io volevo una missione, e per scontare i miei peccati, me ne assegnarono una.
K: Ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei. Ma non avete il diritto di chiamarmi assassino. Avete il diritto di uccidermi, questo sì, ma non avete il diritto di giudicarmi. Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l’orrore. L’orrore ha un volto e bisogna essere amici dell’orrore.

Lo confesso: pensare a Silvio come il collonello me lo fa francamente piacere.
Lo rende un bel personaggio, traduco: sarebbe bello che il Silvio pensasse cose così.
O come queste:
Addestriamo dei ragazzi a sganciare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non vogliono che scrivano “cazzo” sugli aerei perché è una parola oscena.
Sono preoccupato che mio figlio non capisca quello che ho cercato di essere.
Il lavoro da fare è sporco.
Il lavoro da fare è entrare nella pancia del reale per dominarlo.
E’ riconoscere il problema e tentare di risolverlo ora consapevoli di correre un sacco di rischi: il primo -ovvio- è di trasformare noi stessi nel problema dal momento in cui lo risolviamo (ritrovarsi amici dell’orrore).
Il secondo -meno scontato- è di un puro esercizio ritualista, di un esorcismo, di un lavoro compiuto solo nel far sembrare di voler risolvere il problema ed in realtà non eliminarlo, perchè fin tanto che ci sarà lo sporco serviranno gli spazzini (possiamo ucciderlo, questo si, ma non giudicarlo).
Tornando alla genialità di blob, la puntata si conclude sulle note di The End, con Benigni che legge Dante, il canto di Paolo e Francesca, con i due amanti scivolati nelle tentazioni della lussuria e per questo dannati per l’eternità (anche in questo caso il parallelo con il flirt PD-PdL risulta evidente):
“Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante“.
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.
Grazie blob.
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sebastiano
grazie di avere sottolineato questo episodio…è davvero suggestivo anche se lancia ombre inquietanti sul futuro che si vorrebbe fosse più trasparente del presente. mi chiedo come la politica (penso anche a ballarò di ieri) abbia la faccia tosta di proporsi ed imporsi ai cittadini quando la satira dimostra che tutti hanno già annusato che c’è puzza di bruciato…almeno nel passato c’era più discrezione nel fare i lavori sporchi.