Daniele Capezzone è un personaggio politico che mi ha sempre (per usare un eufemismo) incuriosito parecchio. Mi sono sempre chiesto quale funzione abbia nell’attuale ambito politico, ma purtroppo non sono mai riuscito a darmi una risposta. A volte dice pure cose molto intelligenti, ma è dotato di un’antipatia talmente grande che tutto passa in secondo piano.
Una breve descrizione: é pallido e pettinato come un omino Lego, ha sempre l’aria afflitta e raramente l’ho visto ridere. E’ estremamente polemico e, come Tremonti, ha la spocchia tipica di chi non si sente a posto con se stesso e cerca di mascherarlo. Ho pure il sospetto che nella sua vita non sia mai stato giovane, ma non c’è prova di questo fatto e quindi non posso dire nulla.
In teoria farebbe ancora parte dell’attuale maggioranza, ma non l’ho sentito mai pronunciare una parola in favore di Prodi e del Governo. Solo critiche, molto spesso strumentali. E’ stato letteralmente cacciato dal suo partito e si è subito calato nella parte dell’uomo fuori dagli schieramenti, della voce scomoda che dice le cose che nessuno ha il coraggio di dire. In realtà sta solo facendo la figura del bastian contrario che cerca costantemente di distinguersi, in cerca di una rendita politica che tarda ad arrivare.
Qualche mese fa circolava la voce di un suo passaggio alla Margherita, ma lì hanno già Rutelli e non se ne è fatto nulla. Per cui il buon Capezzone, l’alfiere del pensiero liberale purissimo, ha iniziato a girovagare chiedendo ospitalità un po’ ovunque.
Ed è storia di questi giorni che Daniele, con grande sprezzo del ridicolo, si sia dichiarato ormai affine (e vicino) ad Alleanza Nazionale. Quando ho letto la notizia sono scoppiato a ridere. Non ci credevo nemmeno.
Pare che sia interessato ad entrare in AN, ma ci sono ancora un po’ di problemini ed a breve non se ne farà nulla. Però in un futuro prossimo mi sa che il matrimonio del secolo vada in porto.
Già ce lo vedo il caro Daniele, antiproibizionista, liberale, libertario e chi più ne ha più ne metta, in un partito come AN che ha solide radici democratiche e liberali, a braccetto con un vero liberale di stampo europeo come Fini, con un cultore del pensiero intelligente come Gasparri, con un pugnace fautore della legalizzazione delle droghe leggere come La Russa, con un esempio di persona integerrima come la Santanchè. Il suo habitat naturale, insomma.
Ed è logico però che uno come lui finisca in AN. In un partito così in tutto e per tutto differente da lui potrà distinguersi come mai ha potuto fare in vita sua. Il suo sogno che viene finalmente coronato.
E poi, diciamocela tutta, per un antiproibizionista del suo calibro trasferirsi in un partito che ha difeso strenuamente una legge come la Fini-Giovanardi sulla droga, una legge repressiva che non ha fatto altro che peggiorare la situazione rendendo più facile il consumo, potrebbe essere l’apoteosi. Battuta molto brutta e scontata, ma non ho resistito.
Scritto in
Roba da Chiodi,
Sulla Politica ~ Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso i feed
RSS 2.0.
Puoi
lasciare una risposta, o un
trackback dal tuo sito.
onanrecords@gmail.com
Io mi sono sempre sentito molto vicino ai Radicali.
Sono stato iscritto e ho spesso contribuito economicamente alla loro sopravvivenza.
Ho smesso di farlo quando è diventato segratario Capezzone. E’ stato il mio modo di manifestare il dissenso. Lo reggevo solo a Markette.
Intelligente sì, ma un primo della classe insopportabile. Il Radicale più genuinamente distante dalla sinistra che io ricordi.