mi è capitato recentemente di pensare al matrimonio. che nessuno si spaventi!: l’ho pensato come istituzione…
e ho concluso, caso più unico che raro, con una idea per una proposta di legge, che dovrebbe avere il pregio di essere (credo) politicamente fattibile, e socialmente (ancora: credo) utile.
…per una volta tanto dunque anzichè applicare la critica ai ragionamenti altrui, la faccio io una proposta politica e concretissima. …anche se, temo, correrò il rischio di sollevare più scandalo del solito…
ma se così fosse, sarò disposto a difendere il difendibile.
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quello che propongo, è una riforma delle forme contrattuali che regolano l’aspetto legale dei sentimenti più privati.
il succo è il seguente:
lasciamo il matrimonio, con connessa possibilità di divorzio, così com’è, ma aggiungiamo (almeno) due nuovi contratti:
1- il PACS, o come cazzo vorrà essere chiamato, spero solo non DICO, per favore!
…e fin qui…
ma ecco la novità:
2- proponiamo di introdurre anche un SUPERmatrimonio, dal quale è IMPOSSIBILE divorziare.
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così, diciamo, ad una coppia si presenteranno 4 opzioni:
- convivere e basta, in cui il costo della separazione è molto basso, ma le tutele per le parti sono quasi nulle;
- il matrimonio, con possibilità di divorzio, che consente una separazione piuttosto costosa, ma non impossibile;
- il PACS, che potrebbe essere visto come una forma intermedia tra queste;
- e il supermatrimonio, impossibile da rescindere.
ovviamente, entrambi nella coppia dovranno essere adulti e consenzienti firmatari di ciascuna di queste forme contrattuali.
PERCHE’?
- un paio di “pro” sono politici:
a) il supermatrimonio mi sembra una buona moneta di scambio da dare ai teocon per approvare i pacs, che, mettiamo pure, potrebbero essere l’unica delle figure sopra citate aperte ad unioni omosessuali (se si volesse, si potrebbe pure immaginare un’unione omosessuale senza possibilità divorzio…non vedo perchè no, anche se al di là della possibilità teorica, questa mi sembrerebbe pressochè inutile…).
b) dall’altro, l’esistenza di un matrimonio senza divorzio, dovrebbe indebolire le posizioni, per fortuna già deboli, di coloro che invece il divorzio lo vorrebbero abolito.
- più importante ancora, la seguente osservazione: un menù maggiore consente scelte migliori. un certo tipo di unione può andare bene a me, e non ad enrico. forzarci nella stessa categoria, anzichè favorire una (sia pur controllata) proliferazione di forme contrattuali, è fortemente inefficiente. …così come l’efficienza del meercato del lavoro si favorisce con la proliferazione di forme contrattuali, allo stesso modo l’efficienza in questo campo aumenterebbe.
ora, mi potrete chiedere, CHI starebbe meglio con il supermatrimonio? e rispondo molto semplicemente:
…se qualcuno dovesse sceglierlo, avendo l’altro a disposizione, significa che per quel qualcuno è meglio. e avremo già migliorato il benessere di questi, che godono a non avere la possibilità di rescissione.
i motivi possono essere dei più disparati:
1- possono essere religiosi, e mi immagino che la chiessa possa dire che “ogni buon cattolico dovrebbe preferire il supermatrimonio al matrimonio”, e buon per loro…nulla da dire;
2- possono essere di tipo romantico…e ancora: de gustibus…;
3- possono anche essere razionali. e questa la spiego meglio.
I MOTIVI RAZIONALI:
da un punto di vista economico, un matrimonio è una specie di assicurazione: l’idea è di rendere costosa la separazione, così che se qualcosa va male, si sa che l’altro ha “un costo” a lasciarti in balia di te stesso, e si prende più cura di te. da entrambi i lati.
…in fin dei conti, ci si sposa anche per avere questa forma di garanzia…
rendere più o meno difficile divorziare, cambia lo schema di incentivi, e i costi e benefici legati al matrimonio. questo dovrebbe essere ovvio.
il supermatrimonio sarebbe null’altro che un estremo, che massimizza questa garanzia: sarebbe dunque maggiormente adatto alle persone particolarmente avverse al rischio.
…uno potrebbe pure pensare di sposarsi in un matrimonio, a 30 anni…e poi lo trasformarlo in supermatrimonio a 50, se si è diventati più avversi al rischio, o si conclude che se non ci si è fatti le corna fino a quell’età, forse tanto vale aumentare le garanzie, etc…
mille cose possono succere, e tutte rappresentano un miglioramento paretiano (per i non economisti: un cambiamento in cui qualcuno sta meglio, e nessuno sta peggio).
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e aggiungo, ripetendomi, che ho l’impressione che sarebbe davvero una buona carta per ottenere l’approvazione dei PACS, a cui personalmente tengo molto più che al supermatrimonio, il quale pure comunque consentirebbe un certo miglioramento del benessere, come ho cercato di argomentare sopra.
non perdo tempo ora ad argomentare l’importanza di istituzioni come il PACS (o simili), ‘chè mi sembra ovvio, e se n’è già discusso tanto.
come la vedete?
eccesso di pragmatismo e razionalismo?
questo è un esempio di quello che intendo quando insisto (capitato soprattutto in accese discussioni con enrico) nell’applicare l’analisi razionale ai fenomeni e alle istituzioni sociali. di ogni tipo.
mi chiedo quanti di voi storcano il naso…ma anche perchè.
Eloi
io non storco il naso.
sarei d’accordo.
la tua analisi è giusta e mi piace quando fai analisi razionali delle credenze senza discuterne la bontà.
scusa ma non mi sento di non applicare l’analisi razionale e detta come l’hai detta sembri addurre a me l’utilizzo di modelli di analisi irrazionali!!