Io non ho paura

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Si fa un gran parlare di PD e delle sue nobili intenzioni, della rivoluzione che porterà nel mondo della politica e dell’impatto culturale che avrà sulla società italiana. Non che sia cosa sbagliata parlare di tutto questo, ma non bisogna dimenticare un piccolo ma molto importante dettaglio. Quali sono gli elettori dei nostri avversari? Con chi ci troviamo ad aver a che fare tutti i giorni? A quali interlocutori intende rivolgersi il partito? Problema non da poco, visto che per spingere la gente a partecipare bisogna farla appassionare, e per riuscire a vincere bisogna anche prendere i voti. E in una situazione come quella attuale, in cui le persone (ed in particolare i giovani) sembrano spaventati dalla politica, la cosa è molto complessa.

Dicevo dei giovani. Rappresentano il futuro e la speranza per un progetto del genere, e vale la pena soffermarsi su quello che potrebbe essere il prototipo del giovane medio. Così, giusto per farsi un’idea. Il giovane medio tende ad essere molto individualista e ad avere uno spettro visivo che non va oltre al proprio orticello. E’ disinteressato e pensa che le parti politiche siano tutte uguali ma la maggior parte delle volte finisce per votare a destra (se vota a sinistra lo fa non per convinzione, ma solo perché così fanno i suoi genitori), non legge quotidiani che non siano la Gazzetta dello Sport (se per puro caso si trova in mano qualunque altro quotidiano, per protesta legge solo le pagine sportive), non si rende conto di ciò che accade intorno a lui e si imbufalisce solo quando la sua squadra del cuore perde. Non protesta mai, sta sempre in silenzio ad eccezione di quando vede la propria squadra del cuore penalizzata da un arbitraggio discutibile. E’ più forte di lui.
Segue costantemente lo Zoo di 105, si sganascia dalle risate sentendo le flatulenze di Leone Di Lernia, e si convince che i politici siano ladri ascoltando le pillole quotidiane di qualunquismo gratuito a cura di Marco Mazzoli (io non capisco come si possa anche solo trovare minimamente interessante lo Zoo, ma il dato di fatto è che piace a tanti giovani e per capire come agire si deve tener conto anche di questo). E’ un fan di Beppe Grillo e del suo blog, sfoga le sue frustrazioni lasciando commenti, si convince ancor di più che i politici siano ladri o comunque guadagnino troppo, ma non trova nulla di male nel fatto che Beppe Grillo insista su certi temi solo per vendere più dvd ed avere ancor più gente ai suoi show, aumentando a dismisura gli incassi.
Il giovane medio si lamenta del sistema e dello Stato, ma non fa assolutamente nulla per cambiare le cose. Non si rende conto che se decidesse una buona volta di fare una scelta e di impegnarsi potrebbe dare il proprio contributo per migliorare la situazione. Piangersi addosso è molto più comodo di mettersi in discussione, si rischia poco e si fa ancor meno fatica.

Ora, non dico che tutti i giovani siano così. Potrei anche aver esagerato, non sono infallibile. Ma, da quanto mi capita di vedere in giro, allo stato attuale delle cose una larghissima parte di loro presenta, in tutto o in parte, le suddette caratteristiche. Però, data l’età, fortunatamente sono soggetti recuperabili. Basta solo dar loro qualcosa in cui credere e in cui si possano riconoscere.
Ed il PD potrebbe essere quel qualcosa. A condizione che non sia un progetto di nicchia riguardante i quadri di due partiti (è ovvio ma fa sempre bene ripeterlo) e che le iniziative in suo sostegno non siano solo per pochi intimi, ma che cerchi di essere maggiormente inclusivo ed aperto all’esterno. Anche a costo di organizzare cose semplici e banali pur di sostenerlo e di sensibilizzare le persone su determinati temi. A volte bisogna sapersi turare il naso per una buona causa.
Niente party a base di sangria, però. A tutto c’è un limite.

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9 Responses to “Io non ho paura”

Alessandro

Io capisco il post, capisco che si possa essere critici sullo zoo di 105 che comunque è un format radiofonico di intrattenimento e nulla più, equiparabile al dj time o a qualunque altra trasmissione del genere, capisco anche l’interesse per denunciare un’ apatia soffusa e diffusa tra i giovani di ogni tipo e specie. Tutto è capibile. Non è capible però dal mio punto di vista perchè l’autore scrive che il PD possa essere una risposta nuova nella quale gettare il cuore e il voto. Io sinceramente non vedo nulla di nuovo in questa nuova brodaglia etereogenea; ex-comunisti, alcuni ex-radicali, ax-diessini, ex-democristiani tutti sotto lo stesso tetto, un po’ alla rinfusa, cercando di accalappiare voti senza limiti ideologici precisi, ma con la convizione che se a destra è stato fatto un partito di massa allora anche a sinistra si può fare. Ho i miei dubbi che questo progetto porti una ventata di frescehzza perchè i nomi sono sempre gli stessi, e troppo facile cambiare stemma e colori e basta. Lo stesso nome è frutto di un’arroganza politica ed intellettuale senza pari, Partito Democratico, ma scusate e allora tutti gli altri non lo sono e non lo sono mai stati? O magari la democrazia è solo di sinistra? O magari ne di destra ne di sinstra, ma allora questo partito cosa è?
Ma non era il sistema politico in se quello che manifesta le caratteristiche di democrazia?
Io ho tanti dubbi e scusate se non mi fido, cosi come non mi fido di Grillo e di chi fa i girotondi.
Magari sono gia vecchio…

Alessandro

ci tengo a sottolineare k l’alessandro del commento qui sopra non è l’alessandro che scrive su questo blog..

Jacopo

Credo che sia nel post che nel commento ci sia qualcosa che non va.

Il post è stato usato x uno sfogo, a sto punto che senso ha iniziare e concludere con il partito democratico? non è certo in questo modo che si appassionano i “giovani”, metto le virgolette perchè il quadro che tu hai dato del giovane medio è un tuo parere, io lo condivido in parte; sono d’accordo sul fatto che la politica sia x un ventenne qualcosa d’altro, ti dico la verità, se non avessi un esempio di politica pulita ed efficente in casa probabilmente ci baderei meno anche io. Soffro e godo anch’io dei risultati della mia squadra, non per questo credo di essere uguale alla massa, credo anche che ogni cosa seguita con passione meriti rispetto. Per quanto riguarda il partito democratico, ho diversi dubbi: è una sfida e confido molto in alcune persone, primi tra tutti Veltroni e Fassino, perchè li credo gli unici veramente pronti per poter dare un volto convincente alla sinistra, sono i punti di contatto tra quello che la sinistra ha dato e quello che PUO’ E DEVE DARE al nostro paese. Ultima cosa…anche a me grillo non piace, ma ha il potere e il pregio di informare le folle, cose che i telegiornali fanno a metà.

Il commento: prima di tutto credo che il nome Partito Democratico sia una prova di coraggio, il coraggio di sfidare tutta quella gente che non crede possibile la comunanza delle idee e degli intenti, non riesco proprio a trovarci nulla di arrogante a meno che non mi fermi alla superficie e non entri nel merito del significato pieno e complesso che assumono quei due termini posti uno di fianco all’altro. Altra cosa: il termine brodaglia riferito alla sinistra odierna s’è già detto migliaia di volte, almeno sii originale e costruttivo se devi fare una critica;
la sinistra ha al suo interno idee e tradizioni differenti, ma ha una base comune e io un questo sentimento ci credo.

Alessandro (quello del primo comment)

Io non ho parlato di tutta la sinistra usando il termine “brodaglia”, lungi da me, dato che sarebbe ampiamente scorretto e lo riconosco, ho parlato unicamente del PD con spirito critico.
Concordo ampiamente con te quando dici che all’interno della sinistra ci sono tradizioni differenti ed infatti queste erano rappresentate da indentità politiche abbastanza precise che ora però però tendono a sfumare in un progetto globale che forse ha delle potenzialità ma che dal mio punto di vista è meno innovativo di quel che si vuole far credere all’elettore. Posso sbagliarmi su questo non ci piove.

Federico AS

@ alessandro: invece il PD per me è la risposta nuova. Proprio perchè abbatte certi steccati culturali che non hanno più ragione di essere, e che sono più nella testa dei partiti che nell’elettorato. Democratico è un termine impegnativo, ma è tutt’altro che arrogante utilizzarlo. Via le ideologie che solo in parte in passato sono riuscite a trovare il modo di dare risposta a certi problemi, e si cerca di creare qualcosa di nuovo e progressista, che metta al primo piano l’interesse generale e non l’interesse particolare. Che somigli più ad un movimento di opinione che al vecchio concetto di partito. La condizione per riuscire nell’impresa è che non sia la fusione di due partiti, ma raccolga più adesioni possibili. Altrimenti non ha senso. Oltretutto democratico è un termine molto di sinistra per me, racchiude l’essenza stessa della politica.
Non so se si sia capito qualcosa, avevo mille idee per la testa ed è stato difficile buttarle giù in modo sensato. Comunque credo molto nel PD. :D

@ alessandro: un buffo caso di omonimia. Hai fatto bene a precisarlo onde evitare spiacevoli equivoci. ;)

@ jacopo: il post era volutamente provocatorio. Ho generalizzato molto. E’ ovvio che tutti non sono così, però esistono anche persone così (e purtroppo sono più di quante possa sembrare). E si deve cercare di parlare anche a queste, svegliarle dal loro torpore.
Non c’è nulla di male a seguire il calcio e la propria squadra del cuore civilmente. E sono sicuro che sia il tuo caso, non vorrei essere frainteso. Ma quando il calcio diventa ragione di vita che porta a non considerare il resto degli avvenimenti comincia ad essere un problema. E molti fanno così. Si sono disinteressati di quello che accadeva alla Telecom, tanto in quel periodo l’Italia ha vinto i mondiali e null’altro importava.
Il PD potrebbe veramente cambiare le cose, ed ho molta fiducia proprio perchè ci sono persone come Fassino e Veltroni (aggiungerei anche Furio Colombo, troppo spesso sottovalutato ma a mio parere geniale) che vedono avanti, sono pulite e sanno capire la gente. Ho tanta speranza e sono pronto nel mio piccolo a dare il mio contributo all’impresa “folle”.
Quanto a Grillo, informa le folle su tematiche scomode, ma non lo fa con le migliori intenzioni. Forse sono prevenuto, ma il suo mix di populismo, qualunquismo e belle parole dette proprio come vuole la gente non mi convince. Vedo sempre il fine ultimo di vendere più libri e dvd e di portare più gente agli spettacoli. Oltretutto, parla tanto ma non “scenderà mai in campo” proprio per non rischiare di rovinarsi il seguito.

Manq

Traccio prima un breve identikit:
- ho 26 anni (non saprei se definirmi giovane, tuttavia sono conscio di esserlo stato)
- sono laureato
- voto a sinistra da che ho iniziato ad esercitare questo diritto
- amo (non seguo) il milan
- non leggo quasi mai quotidiani (se non il sito di repubblica), ma guardo 3 Tg al giorno (tg3, Tg1 e, se riesco, quello di La 7 che mi gusta assai)
- a volte ascolto lo zoo e, conscio del suo poco spessore intellettuale, mi faccio delle gran risate.
Detto questo ecco cosa penso.
Penso che il partito democratico sia in realtà la cosa più lontana dal dare al cittadino (giovano o vecchio che sia) la possibilità democratica di scegliere di essere rappresentato da un gruppo di persone a lui affini come ideologie. La tendenza è sempre più verso il mito americano del dualismo ideologico: due coalizioni pressochè identiche che si alternano al potere più o meno ritmicamente. Sbaglierò, ma in italia da sempre vince il concetto di centro, tipico di chi non vuole sbilanciarsi. Il PD porta verso il centro i DS, così come la casa delle libertà fece con AN. Un conto, a mio avviso, è avere un’unità ideologica da votare conscio che poi dovrà scendere a patti con altre ben diverse, un’altra cosa è avere la coscienza che anche il partito che si vota non è composto solo da gente che mi rappresenta.
Sono al lavoro e non ho tempo di rileggere quanto ho scritto (spero si capisca).
Allego un link di un post scritto da una persona che stimo riguardo proprio al PD:
http://www.cosechecapitano.splinder.com/post/12527625
Ciao

Manq (Giuseppe)

Federico AS

Si è capito benissimo, invece. Ovviamente quello che ho scritto sui gggiovani era una provocazione. Non sono tutti così e non c’è nulla di male ad essere appassionati di calcio. ;)
Concordo sul fatto che in Italia vince il centro, la maggioranza silenziosa, quelli che non si espongono mai e poi finiscono per essere decisivi. Purtroppo la sinistra da sola non ce la fa. Ma è così praticamente in tutta Europa (Spagna esclusa). Però io non vedo nulla di male in un’apertura al centro. Se poi verranno fatte cose buone io potro sentirmi rappresentato anche da qualcuno che non sia necessariamente di sinistra. Che poi, ho sempre votato a sinistra pure io, ma non sempre mi sono sentito rappresentato.

Eloi

@manq
non avevo visto il tuo commento e provo a risponderti sperando tu possa leggerlo.

“il pd è la cosa più lontana dal dare la possibilità al cittadino di scegliere”…
non è vero. o meglio non è NECESSARIAMENTE così e occorre lavorare perchè non lo sia.
mi spiego: se ti si chiedesse di votare un partito UNICO e MONOLITICO sarei assolutamente d’accordo con te circa i rischi di PERDERE punti di vista COMUNQUE LEGITTIMI quand’anche ingenui o sbagliati.
ma il partito che si va costruendo -e mi pare chiaro dalle cronache quotidiane- vorrà essere un partito grande CON ANIME DIVERSE. quindi un parito che assume come DATE le differenze alla base e che si vuole interrogare sul COME farle coesistere e successivamente GOVERNARE le decisioni.

nel merito, se istituzionalizzi delle primarie interne VERE a diversi livelli (ad oggi questa è l’unica certezza del PD) la possibilità al cittadino la DAI eccome, in una misura ASSOLUTAMENTE SCONOSCIUTA a tutti gli altri partiti italici.

non so che -o quanta- esperienza politica tu abbia, ma un partito grande, partecipato e contendibile è LA BASE di qualsiasi dibattito democratico.
i partiti piccoli (e identitari) che appari difendere sono la NEGAZIONE della democrazia perchè intrinsecamente TENDONO a riconoscere se stessi e non gli altri, e ancora sono più interessati alla loro VITA che non al CHE COSA SERVA AL PAESE.

tutt’un’altro discorso è lo spostamento al centro… che cos’è il centro? più in generale cosa è destra e cosa sinistra?
il titolo del nostro blog è volutamente provocatorio in questo senso…
io mi chiamo enrico come berlinguer, ho uno zio morto in piazza il primo maggio e un padrino (di battesimo) scappato in francia dopo il 68, ma NON ME NE FREGA piu nulla di CHE COSA SIA DI SINISTRA o che cosa sia DI CENTRO, io voglio selezionare le idee e i progetti più intelligenti per questo paese che è alla frutta.

Federico AS

Hai detto tutto quello che avrei voluto dire io senza esserne in grado. E poi se tutti la pensassero uguale che gusto ci sarebbe?:D
Tra l’altro, parlando con un mio amico ieri sera è venuta fuori questa cosa e lui (tra il serio e il faceto) ha detto che non sa se sentirsi democratico perchè lui con uno come De Mita non c’entra nulla.
Io come al solito ho replicato dicendo che bisogna sentirsi democratici ed entrare nel PD proprio per non permettere a quelli come De Mita di non impadronirsi del partito.
Così, giusto per puntualizzare.

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