La democrazia è fragile, e a puntarci sopra troppe bandiere si sgretola

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Cordoglio unanime del mondo della politica, del giornalismo e della cultura per la morte di Enzo Biagi. Tra i primi messaggi ad arrivare alla famiglia quello del capo dello Stato. “Scompare con Enzo Biagi una grande voce di libertà”, scrive Giorgio Napolitano ai familiari del giornalista, rendendo omaggio ad un “uomo di genuina ispirazione socialista e cristiana”, che per il suo “profondo attaccamento, sempre orgogliosamente rivendicato, alla tradizione dell’antifascismo e della Resistenza”, si era sempre schierato “in ogni momento in difesa dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana”.

“Una frase non basta per ricordare un giornalista della grandezza di Biagi”, dice Eugenio Scalfari. Il fondatore di Repubblica aggiunge che “domani affiderò alle colonne del giornale un lungo ricordo dell’amico scomparso”. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha inviato ai familiari di Biagi un telegramma per esprimere “sincera e commossa partecipazione al loro dolore”. Prodi definisce Biagi “un grande maestro dell’informazione” e una “figura storica del giornalismo”, che “si è battuto sempre per la salvaguardia della libertà dell’informazione e del paese”.

Per il direttore del Sole 24ore, “è andato via un maestro che ci ha insegnato molto”, dice Ferruccio De Bortoli. “Credo sia rimasto il ragazzo di sempre - ha aggiunto - il cronista incuriosito che mette al centro di tutto la persona. Con lui muore uno dei testimoni del 900″. “Dall’inizio degli anni ‘90, da quando cioè per la prima volta sono diventato direttore del Corriere della Sera - è il primo commento del direttore di Paolo Mieli - mi ha sempre tenuto una mano sulla spalla, gli devo moltissimo, e quella mano mai, neanche una volta, me l’ha fatta pesare”.

“Tutti gli italiani ricorderanno la sua voglia di libertà, la sua passione e il suo rigore nel raccontare la storia e i personaggi del nostro tempo recente. Enzo Biagi mancherà a tutti noi, anche perché insieme a lui siamo cresciuti, abbiamo capito fatti e storie, ci siamo emozionati e appassionati al nostro tempo”, sottolinea il sindaco di Roma Walter Veltroni. “E’ stato il maestro della mia generazione di giornalisti, scriveva e andava in onda sempre per il pubblico”, afferma il direttore del Tg1 Gianni Riotta, intervenuto a “Uno mattina”. “Diceva sempre - ha continuato - ‘no ai tromboni e ai titoli incomprensibili’”.

Nel ricordo di Bruno Vespa “Enzo Biagi è stato un grandissimo cronista, nel senso che mentre Montanelli ci ha insegnato la grande ritrattistica, Biagi è stato l’uomo dei particolari minuti, scavava forse meglio nell’animo, raccontava bene le piccole cose che riusciva a far diventare grandi”.

“Quando uno come Enzo Biagi che amava tantissimo il proprio lavoro viene tolto di mezzo in quel modo così brutale che conosciamo, lo si ammazza a metà”. E’ il commento amaro di Dario Fo. Il premio Nobel definisce la morte di Biagi “un lutto nazionale” e aggiunge: “Ho provato situazioni di cacciata diretta e so cosa significa essere di colpo senza un lavoro che, come nel caso di Biagi, è la tua vita. E non voglio aggiungere altro”.

Anche Emanuele Filiberto di Savoia ha voluto esprimere alla famiglia il proprio cordoglio e quello di Casa Savoia. “Biagi è stato un vero baluardo di civiltà e un difensore della libertà nella sua più pura essenza, nel costante rispetto di ogni opinione”. Giorgio Armani è stato raggiunto dalla notizia a Tokyo. “Enzo Biagi è sempre stato nel mio cuore” ha detto lo stilista. “Con me è sempre stato particolarmente gentile, varie volte mi ha scritto, è anche venuto alle mie sfilate”.

“L’ho conosciuto qualche mese fa, in occasione dell’intervista che mi fece per il suo programma ‘RT’ e mi colpì moltissimo per un dato evidente del suo carattere: era un galantuomo, una persona integra”. E’ il ricordo di Daniele Luttazzi, che proprio partecipando al programma di Biagi, ha interrotto la sua lunga assenza dal video, terminata definitivamente sabato scorso con Decameron, in onda su La7. “Enzo Biagi, una volta mi raccontò che suo padre, che era ferroviere, lo chiamava ’sovversivo’, perché si rendeva conto che suo figlio era molto avanti con le idee”. E’ uno degli aneddoti che il grande giornalista raccontò una volta a Pippo Baudo.

“Enzo Biagi è stato un grande opinion leader dei nostri tempi, interprete di un giornalismo libero e proprio per questo scomodo. Anche chi non lo ha amato deve oggi apprezzarlo e rendergli omaggio, come si deve a un grande che esce di scena”, dice il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. ”Perdiamo un grande giornalista, che, con il suo stile e il suo lavoro, ha segnato un’epoca di giornalismo sulla carta stampata e in televisione”, afferma il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Massimo D’Alema.

“Con la scomparsa di Enzo Biagi la Rai perde un grandissimo giornalista che ha dato lustro negli anni all’azienda e a tutto il giornalismo italiano”. E’ quanto afferma il direttore generale della Rai, Claudio Cappon. “Enzo Biagi era straordinario, ma mentre per la carta stampata ci sono altri, pochi, pochissimi, che possono essere paragonati a Biagi, credo che per la televisione non ci sia nessuno come lui”, ribadisce il presidente della Rai Claudio Petruccioli.

Un “protagonista della vita civile e culturale”, uno “dei più importanti giornalisti” del dopoguerra: così il presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti. Mentre in un messaggio alla famiglia di Biagi il presidente del Senato Franco Marini definisce il giornalista un “testimone prezioso e insieme protagonista di molti decenni di storia italiana, ha saputo osservare, raccontare e spiegare come forse nessun altro la realtà di un paese in continuo cambiamento”.

“Polemizzavamo spesso perché io prendevo in giro la sua retorica bolognese - racconta Giorgio Bocca - lui si arrabbiava. In politica però andavamo d’accordo, tutti e due di sinistra, siamo sempre stati dell’area socialisti e antiberlusconiani”. “Mi dispiace molto, era una bella persona, un emiliano cui volevo molto bene”, commenta il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo.

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16 Responses to “La democrazia è fragile, e a puntarci sopra troppe bandiere si sgretola”

simo

mi dispiace, gli volevo bene.

Dario

Mi piace il titolo del tuo post paul, e mi piace leggere tutti i “dichiaranti”. Di questi, molti sono sinceri. Altri, avrebbero potuto omaggiare Biagi del loro rispetto in altri momenti. E ora perdono una grossa occasione per tacere. Specialmente chi quotidianamente esercita la medesima professione, con evidente disgustoso servilismo.
Passione, lavoro, lealtà, schiettezza, integrità. Grazie Enzo Biagi. Gli volevamo bene tutti.

Davidino

Voglio esprimere il mio più grande rammarico per la scomparsa di uno dei più grnadi maestri italiani di giornalismo del XX secolo.Sempre eficace nelle sue analisi, mai fuoriluogo nei suoi commenti, ha sempre cercato di dare notizie e non di cercarle ad ogni costo come purtroppo oggi ci hanno abituato molti suoi illustri o meno illustri “colleghi”.
Voglio però ricordare anche un’altro grandissimo che ci ha lasciati ieri, all’età di 85 anni, il “Barone” Niels Liedholm, grande calciatore di Milan e Svezia negl’anni ‘50, poi allenatore che ha rivoluzionato il calcio italiano regalando spettacolo a tutti, la stella al Milan e 12 anni indimenticabili alla Roma.
Due uomini simili, due professionisti seri che hanno saputo interpretare il loro lavoro e il loro mondo con ironia, impegno e grande umanità……due maestri di vita.

silvia

A me sembra assai strano assimilare un partigiano, giornalista, una colonna portante della laicità e della democrazia dell’Italia…con un giocatore di calcio, per quanto bravo e serio.

Nel rispetto della morte di entrambi, credo, forse con arroganza, che Biagi abbia dato qualcosa in più al paese, come Montanelli, come Pertini…non come Rossi (si chiama così) o altri calciatori, che pur essendo persone serie e stimabili, rimanevano, GIOCATORI di calcio.

Davidino

ma cosa c’entra paolino rossi????
Io sono certamente convinto come te che Biagi sia stata una persona eccezzionalmente importante nella storia della nostra giovane democrazia repubblicana, e sono altresì convinto che sui morti non si debba polemizzare…
Ho solamente voluto ricordarli entrambi perchè nei loro diversi lavori avevano in comune un carattere simile, pacato, ironico e mai aggressivo, erano modelli di persone complementari di quelli che, purtroppo, ai giorni nostri non se ne vedono più……due veri signori.

Federico AS

“Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso - ricorda Silvio Berlusconi - rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima”.
Quando l’ho letto avrei voluto lanciare una sedia fuori dalla finestra per colpire il primo malcapitato.

Sergio Tronca

Ho letto La sessualità della Pantera Rosa il romanzo di Medina Reyes e lo ho trovatp fantastico. Lo hai letto?

marci

Biagi è l’esempio di etica e coerenza che uno come me si aspetta anche dalla classe politica… PURTROPPO NON E’ COSI’…
Anche ieri sera a Ballarò si è visto un teatrino angosciante nelle vesti di Casini… Walter mi è abbastanza piaciuto…
Bartoli del 24 ore il migliore…

Cmq CIAO ENZO!!!!!!!!!!!!!

Berto

Walter ieri sera a ballaro’ era fin troppo serio, non particolarmente interessato a fare polemiche (al contrario di Casini), ma veramente dispiaciuto per quel che e’ successo nella sua citta’.
Toni estremamente pacati, a tratti sguardo basso cosi’ come la voce.
Mi e’ veramente piaciuto ieri sera.

Dario

B. ha varcato ogni limite e ogni decenza. Ora manca di rispetto perfino al defunto, negando la realtà spudoratamente come suo solito e affermando che non ha cacciato lui Biagi. Si vergogni, e quanto a noi, noi governo, noi maggioranza, noi persone, bisognerebbe martellare la gente ricordando che sì, noi siam pieni di difetti, ma chi è venuto prima di noi è indegno di partecipare alla vita politica di questo paese. E se lo dice (qualche minuto fa) anche il Cardinal Tonini, abbiamo anche qualche alleato.
Ora come ora andrei in piazza a gridare la mia rabbia. A mostrare che questo paese ha dignità e tutto questo non passa inosservato. Che questo paese tiene agli uomini e alle donne che lo hanno onorato, che c’è qualcuno che lotta ogni giorno per tener vivo qualcosa che l’inerzia generale, col placet di tanti, sta distruggendo.
In Europa ridono per l’ennesima volta di noi.

Federico AS

Mi meraviglio solo di come ci possa essere ancora gente che crede alle panzane che racconta il nano.
Però secondo me stiamo finalmente riuscendo nell’impresa di far capire alla gente chi è serio e lavora nell’interesse del paese. Stiamo trasmettendo questo messaggio mentre gli altri parlano solo di spallate e trabocchetti per farci cadere. O magari è solo una mia impressione?
Oggi non riesco a scrivere in un italiano comprensibile, scusatemi.

Federico AS

E’ solo un’impressione: -link-

Dario

Questa in effetti sarebbe una buona occasione per far capire la differenza sostanziale di spessore tra lui e altri, e far capire che non siamo tutti uguali: le sue uscite su Biagi e il balletto dei senatori comprati lo dequalificano completamente come avversario politico, se solo riuscissimo ad assestare qualche colpo di buon governo…

marci

Mi fa riflettere Biagi e dovrebbe far riflettere tutti i GIOVANI quando sostiene che nella vita ha imparato che la verità non si concilia con il potere, chi dice la verità paga il prezzo di tale scelta.
Barbareschi Luca attore di una linea politica ben definita di destra(ma che io come artista e intellettuale rispetto molto) sostiene che i giovani devono studiare e formarsi e capire che chi comanda cavalca sempre l’onda del momento e mai l’etica.
Rampini di Repubblica parla di un India piena di problemi da un lato ma, dall’altro dimostra come stia diventando un esempio di DEMOCRAZIA dando in mano potere e speranza per il futuro ai GIOVANI.
Che cosa sta facendo il governo in carica per i giovani ? se cadrà che faranno gli altri della CDL? e il PD sarà in grado di garantire possibilità? a mio avviso e lo dico con tranquillità e sincerità l’inizio dell’avventura non è stata molto incoraggiante dal punto di vista delle possibilità…
Cmq chi vivrà vedrà

Federico AS

-In un’intervista esclusiva pubblicata su «A» il settimanale Rcs in edicola il prossimo 14-15 novembre, Pier Silvio Berlusconi, vice-presidente di Mediaset, rivela: «Volevo Biagi con noi».

«Sì, l’avrei assolutamente voluto con noi - spiega Pier Silvio Berlusconi - perché quando penso a chi fa la televisione, non mi pongo il problema delle sue posizioni politiche». -

Chiaro no? Tanto è morto e non può ribattere.

Ho quasi rotto una porta con un calcio.

Dario

Sono scandalosi. Non hanno rispetto nè per i vivi nè per i morti. E la gente gli crede. Che rabbia. Io a proposito di Biagi penserei anche a qualche iniziativa, magari non solo locale. Mi girano idee per la testa, ma non ho ancora messo a fuoco bene.

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