Oggi è il 1° Maggio, festa dei lavoratori; è la festa di tutti, forse dovrei dire di molti, ma mi sento buono e dico di tutti. È una festa che ci ricorda le lotte atroci per il diritto al lavoro e per i diritti sul lavoro, le lotte sindacali, le lotte perché non ci siano differenze in questo campo. Oggi bisogna festeggiare tutto questo, ricordando quello che si è fatto, che è molto, ma anche guardare a cosa c’è da fare, che non è poco.
Il lavoro rappresenta un aspetto fondamentale della nostra vita e direi della nostra esistenza, è il piedistallo dell’economia, su cui a sua volta si basa “tutto”; forse è un discorso un po’ troppo marxista, ma la realtà del terzo millennio è questa: l’economia influenza ogni singolo istante della vita umana sulla terra.
Ma non voglio distrarmi: il mondo del lavoro in Italia appare oggi come una sala d’attesa di un grosso ospedale,dopo lo scoppiare di una epidemia: un caos; persone che corrono da un ambulatorio all’altro senza mai ottenere la cura necessaria a guarire la malattia e per questo non sanno se in futuro riusciranno a sopravvivere. Questa è la situazione di migliaia di giovani, che cercano un impiego fisso, che permetta loro di “respirare” e non di dover ogni sei mesi ripartire da zero, cambiano ancora “ambulatorio”. Se sei poi una donna, non solo non ricevi la cura, ma rischi anche di rimanere nella sala d’attesa del nostro grosso ospedale. Come si possono fare progetti per il futuro in queste condizioni? Inoltre, se sei un cinquantenne la cura non te la danno proprio e ti guardano morire.
Ormai tutto questo è stato detto e ridetto, in televisione, alla radio, sui quotidiani, sui giornali, sulle mozioni congressuali, ma mai che si senta qualcosa di diverso, un tentativo di risoluzione, per esempio. È un anno che il governo prodi è al potere e mi piacerebbe che il tema del lavoro venisse affrontato con maggiore attenzione, che si operasse il più velocemente possibile per riosolvere il problema della precarietà e quelli legati ad essa; molti giovani ci hanno dato il loro voto per questo, ma sento già che molti se ne pentono. Per favore non deludiamoli. Buon 1° Maggio a tutti!!!!
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Alessandro
tanto x cambiare i giovani sono stati messi da parte..i sindacati se ne fregano (e infatti a parte qualche caso erano giovani i sindacalisti coinvolti nelle nuove BR) e difendono solo ed esclusivamente gli interessi di chi il lavoro ce l’ha, la sinistra radicale (che come sempre si dimostra molto realista) continua a combattere x il lavoro a tempo indeterminato come panacea di tutti i mali e il governo ostaggio di questi due elementi si trova nell’impossibilità di provare a fare riforme..ma è mai possibile?siamo davvero un Paese, o lo siamo stati solo per i Mondiali? siamo forse solo un’accozzaglia di gruppi socio-economico-politici che perseguono i propri singoli scopi?