Ieri ho letto su “L’espresso” come è cambiata la vita di Roberto Saviano dopo la pubblicazione del suo ormai celebre libro “Gomorra”, in cui il giovane scrittore attacca apertamente la mafia. In realtà è gia da molto tempo che questo giornale dà ampio spazio a Saviano e credo giustamente, perché la sua parola deve essere divulgata più ampiamente possibile. La cosa che deve essere messa in evidenza è rappresentata dal fatto che dopo l’uscita del suo libro, e più precisamente dopo il suo successo nazionale, lo scrittore napoletano è costretto a vivere sotto scorta ventiquattro ore su ventiquattro, specialmente se si trova a Napoli, tanto che ormai preferisce rimanere segregato in casa “a leggere e scrivere”. Questo perché la mafia ha espresso il suo verdetto e, come è uso negli ultimi decenni, esso sarà eseguito anche se dovessero passare vent’anni: una fatwa!! E cosa fa Saviano di fronte a tutto questo?? Sorride. Sorride semplicemente. Torna di continuo nella sua città, perché ne sente nostalgia e perché ha bisogno del contatto con le persone del posto per poi poter raccontare la sue storie. Egli continua per la sua strada, senza paura e questo merita il maggior rispetto possibile da tutti. A 28 anni, Saviano è portatore di un forte messaggio, soprattutto di speranza per i giovani che sono costretti a vivere quotidianamente con la mafia. La scrittura, che prima veniva considerata poco e niente dalle cosche mafiose (perché spesso la controllavano), ora diventa un’arma forte, che li preoccupa, tanto da uccidere. Saviano ha trovato il modo di ferire e condannare i mafiosi: gioca sporco come loro. Non solo scrivendo, ma anche scendendo in piazza, come ha fatto a Casal di Principe, quando ha elencato i nomi dei padrini latitanti e chiesto alla gente di cacciare i boss. Cosa che non era mai avvenuta prima. Un affronto. Ma lui continua. Lo fa per la sua terra. Lo fa perché è giusto. Credo che la sua forza debba servire da esempio e spero che molti altri scrittori o comunque uomini influenti, seguano la sua strada, perché la mafia si può ancora battere.
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