Se certo è vero che per fondare un nuovo partito (fosse anche per quasi-fusione) è necessario non giustapporre con quote gli organici dei partiti aderenti ma creare una classe dirigente nuova, credo lo stesso debba dirsi per quanto riguarda le idee che lo reggono. Che non si possa semplicemente accostare il socialismo al cattolicesimo sociale e tollerante ma che occorra realizzare una sintesi fra queste due grandi tradizioni mi sembra conseguente.
Mi sembrerebbe necessario dunque che, in qualche modo (dato che non lo si è fatto nemmeno a livello nazionale…), ancor prima di definire i programmi, si riflettesse sulle origini dell’idea del PD, ricercando nella storia politica italiana del ‘900 le sue tante “profezie”.
“Partito di individui e non di mezzi. Possono essere, anzi sono, liberali, ma non accettano la concezione speciale del liberalismo del Partito Liberale; possono essere credenti, anche cattolici ortodossi, ma non accettano il confessionalismo democristiano; possono essere, anzi sono, profondamente persuasi della necessità di una larga, innovatrice politica sociale (socialisti, nel senso ampio, tendenziale della parola), ma non socialisti del classismo marxistico rappresentato dai due partiti proletari”; sono parole del 1942, di Luigi Salvatorelli, dedicate al grande progetto laico del “partito della democrazia”. Tanti sono i padri nobili di questa terza forza italiana (ben diversa da quella inglese attuale) Amendola (che diede vita all’Unione Democratica con le stesse premesse già nel ‘20), Valiani, La Malfa, Foa, Spadolini, Berlinguer. Se si discutesse su ciò penso si avrebbero le spalle un po’ più solide e si parlerebbe più concretamente di ideali (non è un ossimoro…). Da qui potrebbe seguire una riflessione autentica sulla collocazione europea del partito: se alcuni non vogliono il PSE e altri il PPE perchè non pensare al Gruppo dell’allenanza dei democratici, che esiste già nel parlamento europeo? La collocazione mi sembra a dir poco naturale e deve essere nuova come il partito, non più solo socialista non più solo popolare. Ma semplicemente democratica (come diceva Salvatorelli).
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