La vittoria della sconfitta

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DiniA volte la realtà supera la fantasia. Un partito che sembrava un estemporaneo capriccio di un miliardario in crisi d’astinenza di potere, un partito che pareva dimenticato (se non addirittura surgelato per sempre) ricompare all’improvviso. Senza che nessuno ne sentisse la mancanza, oltretutto.

Pare che il grande passo sia stato deciso in un batter d’occhio. Tutti d’accordo. Altri fanno congressi e ci mettono anni, loro decidono di fronte ad una tazza di caffè, senza consultare i militanti. Mi piace questo modo di semplificare la realtà, ma in fondo chi lo decide cosa è realtà e cosa è immaginazione?

Pierferdinando Casini addirittura è stato informato mentre era in viaggio in treno, ed a quanto pare non l’ha presa troppo bene. Non ci vuole stare. Ma alla fine tornerà, come al solito. Non ha altra scelta.
Il Popolo della Libertà (nome da brivido) nasce, e nasce già forte ed invincibile. E non è stato fondato in Piazza San Babila, in occasione di quella memorabile domenica del predellino, sospinto da una valanga di firme talmente vere che non se ne è mai più parlato, forse per pudore.
Nasce nel 2005 (anche se i più non se ne sono mai accorti) e nasce non per obbligo, ma per scelta consapevole dettata dalla volontà di semplificare. Siamo alla totale riscrittura della realtà, ma questo è solo l’inizio. Il bello verrà nelle prossime settimane, ne sono convinto. La parola d’ordine sarà una sola: il Capo ha avuto l’ennesima idea geniale, ennesimo successo in una lunga carriera che l’ha visto sempre vincente, in qualunque campo. E se qualche volta per caso ha perso è stata colpa di altri, non sua.
Giuliano Ferrara si è già portato avanti con il lavoro. Ieri sera ad Otto e Mezzo era raggiante, non stava più nella pelle. Ha aperto la trasmissione parlando un quarto d’ora senza dire nulla, però è sempre molto intelligente. Per non farsi mancare nulla aveva addirittura la forfora sulla giacca, la forfora tipica delle grandi occasioni: la Forfora della Libertà. Ho rischiato un blocco digestivo, ma ne è valsa la pena. In seguito verranno Belpietro, Feltri, Giordano, Vespa e gli altri scrivani di corte, ma Ferrara è di un altro pianeta. Un fuoriclasse al servizio del miglior offerente.
Ovviamente, nessuno si chiederà perché, nonostante vada sbandierando in giro fior di sondaggi che lo danno vincitore a man bassa, Berlusconi abbia avuto bisogno di lanciarsi in un’operazione del genere. Nessuno dirà che il Pdl sta imbarcando chiunque per far numero, nessuno dirà che è un’operazione di facciata e che si squaglierà il giorno dopo le elezioni. Farsi troppe domande non serve, priva lo spettacolo di ogni suo fascino.
Soprattutto, nessuno riconoscerà che Lamberto Dini entrando in un carrozzone del genere ha avuto un coraggio da leone. È un uomo da ammirare perché ha scelto di entrare non per convinzione e nemmeno per convenienza, ma per fare lo iettatore. In sostanza, vuole portare loro sfiga e farli perdere. Si è immolato per noi e pertanto è un vero eroe, e solo il tempo galantuomo saprà far sì che venga riconosciuto da tutti in quanto tale. Ai poster l’ardua sentenza (cit.).

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9 Responses to “La vittoria della sconfitta”

simo

fede, serve la tua foto, i tuoi post devono essere associati alla tua espressione! Ah, ci tenevo dirvi che intendo vincere le elezioni, solo per chiarire qual’è la mia sintetica posizione.

Dario

Concordo! siamo già in ritardo, B. oggi era già in supercomizio. Dobbiamo partire subito, ogni giorno è un gap, speriamo Walter parta bene domani. Mi pare che gran parte di AN locale, leggevo Luca Cimarelli stamattina, sia molto spiazzata dalla scelta… e te lo credo, Fini ha piegato ancora la schiena… ma lo sapevamo.
Fede, cercavo anche io “alleati” televisivi… mi sa che non ne abbiamo molti, e non mi sento certo di dire che è un fatto secondario…

Anonimo compagno del centro storico

Sono tenuti insieme solo dal miraggio della vittoria elettorale…un listone che va da Dini alla Mussolini non solo scoppia poco dopo le elezioni ma non è ne ne liberale ne tantomeno democratico. In quel listino ci sono: monarchici, ex missini, post missini, neofascisti, molti inquisiti, ex della prima repubblica e nostalgici del pentapartito, monopolisti e categorie che han contrastato le liberalizzazioni. Più che di un partito si tratta di uno zoo politico in piena regola e svincolato dai valori costituzionali.
Comunque secondo me possiamo farcela a vincere!!!

Eloi

Davidino, se ti firmi come anomimo almeno non mettere il tuo indirizzo email!

@fede
manda foto!!

Paul

fede sempre l’unica voce sempre davvero divertente.
Per il resto, perdiamo. Bene, ma perdiamo. E comunque sapete che se l’Unione era composta da più partiti era “un carrozzone raffazzonato” e se lo è il PdL (nemmeno Tolkien in un ashram a LSD si inventava un nome così] è “pluralismo”.

Berto

speciale, veramente speciale.
La forfora’ della liberta’ in particolare.

Io mi aggrego a Simo, voglio vincere queste elezioni puo’ sembrare retorico, ma io ragiono in “la speranza e’ sempre l’ultima a morire” e se lavoreremo assiduamente per la vittoria, l’eventuale sconfitta sara’ piu’ leggera, senza rimpianti (almeno per me) poiche’ avremo la coscienza a posto di chi potra’ dire “io ho fatto del mio meglio”.

Detto questo non posso fare a meno di ribadire a Davidino il bisogno di corsi di alfabetizzazione informatica.

Una voce nel deserto

Chi vive sperando muore cagando…cmq ho sempre voluto morire in un mare di m***a….ragazzi crediamoci!!!!

silvia

La foto è semplicemente GENIALE

federico AS

Quello in foto sono io. Finalmente mi sono deciso a svelare la mia identità.
Penso di vincere.

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