L’amico francese

<  L’amico francese

enri.jpgNicolas è venuto a trovarmi.
E’ stato qua poco tempo, una sera e una mattina.
L’ho preso alla stazione e portato a cena. Tutto chiuso tranne Tiffany.
Somiglia molto a quella scena di Aprile di Nanni Moretti con il giornalista francese all’indomani delle elezioni, con la differenza che Nicolas conosce l’Italia e la politica italiana molto bene e da osservatore esterno pare avere le idee persino più chiare di me, sull’esisto delle elezioni, sulla lega, sul mio Paese.
Ride della vicenda Air France… “C’avevo un amico, già pensavo di telefonargli per venire a lavorare a Roma…” […] “Adesso ve la compra Aero Flot!“. Sorrido stirato. Mi vergogno.

Cambio discorso fancedomi raccontare che cosa fa e come mai fosse sceso a Belluno.
L’azienda francese per la quale lavora intende comprare un’impresa veneta, di motori.
Nicolas conosce bene l’italiano ed è stato incaricato, insieme a due stagisti, di verificare lo stato dell’azienda affinchè i francesi possano decidere se procedere con l’acquisto.
Lui: “Io so com’è fatta l’Italia, ma gli studenti mentre traducevo non mi credevano!“.
Io: “Racconta! Cioè?
Lui: “Dal bilancio l’azienda risultava in attivo di 100mila euro mentre a noi il proprietario diceva di avere utili per oltre 3 milioni l’anno. Gli utili c’erano ma per non farli risultare nelle loro reali dimensioni e risparmiare sulle imposte -su consiglio del suo commercialista- aveva intestato all’azienda le due Ferrari e la altre 4 automobili private, indicato come opera di ristrutturazione la villa costruita nelle adiacenze del magazzino e come investimento all’estero la casa comprata ad Ibiza“.
Dopo avermi fatto notare che siamo l’unica nazione al mondo che prevede le armi anche per la Guardia di Finanzia mi domanda “ma in Italia questi Carabinieri vestiti di verde non li fanno i controlli?“.

Non so cosa replicare… “Si però all’Italia non piace essere controllata…” borbotto “solo l’idea degli studi di settore ci costerà il governo per i prossimi 20 anni…“.

Lo porto con me al circolo, all’iniziativa sulla Costituzione.
All’uscita prendiamo una bottiglia da cinesi e andiamo a casa a fare chiacchiera aspettando Sandro.

Mi racconta dei 13 dipendenti ai quali l’imprenditore chiede loro un sacco di straordinari.
Nicolas mi dice che ad uno dei due studenti è venuto di chiedere se per caso in quel territorio vi sia scarsa disponibilità di manodopera e che la risposta gli è risultata incomprensibile: “La manodopera c’è ma solo neri, e io non voglio neri nella mia azienda“.
Quesque il à dit? Il ne veut pas un travailleur noir? Il est fou? Vuos êtes sûr?

Ed io che da alcuni giorni mi persuadevo che fossimo noi (centrosinistra) a sbagliare temi, modi e politiche rispetto a forze come la Lega che invece forse ha capito tutto, che non deve essere considerata il partito della pancia e del volgo ma che esprime un disagio reale. Beh tutte seghe.

Nicolas rincara con i ritornello “la sinistra non sa parlare alle imprese“.
Questa è gente che dovrebbe ringraziarvi per l’opera di risanamento e per la lotta all’evasione e che invece vi percepisce come il nemico da combattere. Finchè non saprete parlare a questa gente non vincerete mail…“.

Fottiti Nicolas” penso tra me e me. Ma ha ragione.

La Lega, ma più in generale questa destra, incarna al meglio i valori e le aspettative di queste persone.
Di imprenditori che rimpiangono i bei tempi dei ragazzi bianchi diplomati all’istituto tecnico che sapevano fare un lavoro, non come i fichetti laureati o quella gentaglia nord africana.
Si spiegano anche così le riforme Moratti.

Ci ritroviamo alle due di notte con il buon vecchio Sandro, una bottiglia scadente di Chianti e le parole dell’amico francese che ci seppelliscono nell’imbarazzo.
Sembra che abbiate tutti paura di guardare avanti. Siete un paese voltato all’indietro, sempre a parlare del passato e di quanto fosse bello quello che è stato. Come il Professore di stasera“…
Lo so. Abbiamo una storia un pò ingombrante“.
Mi fa notare che aver conseguito e prodotto così grandi cose nel passato dovrebbe far vivere nel paese l’idea che lo stesso possa ripetersi nel futuro.

Ascoltando Colors di Amos Lee penso alle elezioni perse e al futuro che mi appare sempre più lontano.

Il tempo sta cambiando, ma i giorni non accelerano, diventano più scuri e si raffreddano e non pensare mai che tu stia correndo: è solo tutto il resto che si sta fermando.

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11 Responses to “L’amico francese”

Anto Moschi

Vorrei tentare di scrivere un commento lungo e ben fatto, ma temo che l’ora non me lo consenta. Mi unisco quindi al sentire di tutti coloro che, dal 14 aprile in poi, hanno capito che in gioco non è il contingente, non sono solamente (avverbio che potete buttare nel cestino) 5 anni di imminente malgoverno. Sono le prospettive, è il lungo periodo, è un futuro più dilatato a gettare nello sconforto. La sensazione è che tale futuro sia compromesso per la mancanza di memoria, anche a breve termine, di tanta parte dei nostri concittadini (tra parentesi, mi trovo spesso, partendo da qui, a dubitare della mia democraticità, e ad esaltare personaggi come Platone ed Eraclito). Ma forse non è neppure corretto parlare di memoria, perché una chiara consapevolezza di ciò che è accaduto probabilmente non c’è mai stata, non si sono formate cioè nella maggioranza degli italiani quelle immagini che avrebbero potuto scongiurare il ritorno in auge di certi personaggi. Tutto questo mi fa pensare che il signor Silvio Berlusconi (mi si consenta di nominarlo come nominiamo e giudichiamo chi si trova sul banco degli imputati), al di là dell’attuale successo elettorale, abbia vinto, stravinto. Terreno fertile, abilità sua e del suo entourage, responsabilità innegabili da parte della sinistra che non ha tentato di affossarlo quando doveva e poteva, adducete tutte le motivazioni che volete. Ma il nostro futuro se l’è preso e l’ha triturato, inchiodandoci ad un eterno presente dove si confonde “l’innocente col criminale ed il diritto col carnevale”. Bisogna deberlusconizzarsi lentamente, dice mio padre. Esercizio non facile. Ma vale la pena di tentare l’ardua impresa, giorno dopo giorno.

marcello PASSO E CHIUDO

il problema non è la politica… il problema sono gli italiani… la politica non è altro che un triste specchio enfatizzato di quello che in realtà è il pensiero triste, individualista, populista, sottoculturato dell’italiano medio… .
Posso capire che alla massa non si possa chiedere di certe tematiche di livello, ma non ci sono giustificazioni al fatto che gli italiani non si indignino più a niente… che sia normale un presidente pluripregiudicato che aveva un mafioso come stalliere, che sia normale il razzismo verso gli immigrati e tutti cooloro che portano diversità, che sia da furbi evadere le tasse…
Forse questo governo anzi probabile ci porterà al disastro economico sociale e quando si sarà toccata la merda fino in fondo forse ci sarà la rivoluzione… un pò come fu per la RESISTENZA PARTIGIANA (che oggi viene tanto ridimensionata e revisionata) contro la dittatura fascista… quello che nel 2008 è iinaccettabile è che un paese come il nostro debba finire nella cacca fino alla radice dei capelli di ciascuno per poi tentare di risalire la china…. l’Italia è un paese di grandi talenti e risorse inespresse ma purtroppo non richieste nei posti di guida… hanno la prima pagina i burattinai da talk show, i mafiosi burloni, e gli immorali nascosti per lo più dietro ipocrisie perbeniste e cattoliche senza consistenza… ma alla fine deve vincere l’idea che debba essere a tutti i costi il Mohamed di turno il mostro di cui avere paura…
Aveva ragione il Nanni (Moretti) in Ecce Bombo: “… ve lo meritate Sordi!!! ve lo meritate Sordi!!!…”
La speranza oggi passa per Obama, per il neo presidente del Paragaguay (forse uno dei veri e pochissimi uomini illuminati dalla Fede rimasti), passa per tutti coloro che nel mondo credono ancora nei diritti dell’uomo partendo dalle fasce più a rischio… di certo il treno della speranza non passerà più per l’Italia del Presidente Cavaliere, liberal-mafioso, operaio-imprenditore, attore-canterino-puttaniere ma con solidi valori di Cristianità e Famiglia, sempre con i capelli plastificati e kg di fondo tinta perchè l’importante è essere giovani dentro e santi subito… Grazi italietta ancora una vlta hai scelto la via del masochismo!!!! Gioia e felicità tota belezaaa!!! Passo e CHIUDO

emi

Continuiamo pure a dare la colpa del fatto che continuiamo a perdere le elezioni al popolo bue che non ci comprende così possiamo continuare a fare i fighetti, quelli che noi si che avremmo tante belle soluzioni ai vostri problemi, ma voi popolino ingrato non ci capite…quelli che rappresentano la parte migliore dell’Italia, come se chi non ci vota o non ci vota più fossero solo delle merde…quelli che hanno sempre ragione, che sono intelligenti,gli unici ad avere valori e interesse per il bene comune.
Non mi dilungo per non annoiare nessuno, ma il motivo per cui perdiamo le elezioni è che invece di dare risposte alle persone continuiamo ad allontanarci dai bisogni della gente comune…ricordo che le masse un tempo erano il punto di riferimento di in grande partito di sinistra che si chiamava PCI e ora mi ritrovo a leggere che “alle masse non si possa chiedere di certe tematiche di livello”
Bravi continuate così questo è il modo giusto per continuare a scavare quel solco fra noi e la gente che tanto disprezzate e che immaginate come meschina,individualista,probabilmente dotata di cervelli sottodimensionati
e che è invece solo gente che nella maggioranza dei casi ha bisogno di risposte che noi non siamo più in grado di dare.
Smettetela di arroccarvi sui vostri piedistalli a bearvi delle vostre belle letture, del vostro modo forbito di parlare,dei capolavori cinematogarfici che guardate, delle magnifiche filosofie che sostengono i vostri illuminanti pensieri con cui però non si pagano le bollette alla fine del mese…deriva populista?può essere, ma ne riparleremo quando avrete una fidanzata metalmeccanica che dopo 15 anni di lavoro piange di felicità quando in busta paga si trova poco più di 1000 euro e le sembrano tanti e finalmente può togliersi qualche piccola voglia come magari un paio di jeans nuovi( voglia che voi giudicherete ovviamente molto piccolo borghese)o una sorella laureata in chimica che a 34 anni anni dopo anni in cui ha vagato fra miriadi di lavori di ogni tipo è attualmente dissocupata…e malgrado questo continuano a votare dalla parte giusta sperando ostinatamente che la sinistra italiana torni finalmente in mezzo alle “masse”, a parlare con loro ad ascoltarle, a tentare di dare una risposta ai loro bisogni e alle loro paure alle loro speranze

marcello PASSO E CHIUDO

Oggi caro emi il mondo è cambiato… non a senso parlare di PCI i tempi, le persone, i politici, la mentalità e i valori di allora sono cose che non torneranno… non ha nemmeno senso indicare la sinistra come la parte giusta oede eventualmente la destra come quella sbagliata…
Quello che avrebbe senso è risvegliare le coscienze… un rinascimento dell’uomo e dei suoi valori più grandi… Dipende dalla volontà dell’uomo stesso trovare la via

silvia

L’umiliazione che ha provato Enri parlando con il suo amico étrangér l’ho sentita anche io durante il fine settimana.
Lasciandomi alle spalle la città chiusa tra le sue mura, ho virato a Nord e con sommo stupore ho trovato lo specchio dei risultati elettorali tra la gente. Mestre-Vicenza-Treviso cartelli della lega che ringraziavano gli elettori ed intorno strade e fabbriche in mezzo al verde, biciclette e paesi senza un’anima. I paesi sono inesistenti, gli edifici che danno il nome al paese sono ville, la Chiesa e i capannoni.
Più a nord, Bassano del Grappa, bandiere dell’Italia da tutti i balconi. Vicino alle montagne ai fiumi vicino agli alpini, il valore sentito della resistenza, della libertà dal Fascismo.
Trentino: gli albergatori ci dicono che devono scappare a Trento per firmare a favore di Beppe Grillo. Sorrido. 4 ore di macchina con 3 bambini piccoli per due firme.

Queste tre realtà così vicine tra loro rappresentano però tre mondi lontani. Il materialismo, l’individualismo e l’assenza di uno stato sociale della padania. Mi incazzo, ma come dice Nicolas, bisognerà trovare il modo di parlare a quell’Italia. A me rimane difficile farlo. Il federalismo mi suona egoismo, neanche con l’amica Gallega riuscivo a venirne a capo. Di motivi storici e culturali validi per l’indipendenza della padania non ne vedo e credo ad un’ Italia Unita. Allo stesso tempo non riesco ad argomentare come vorrei il fatto che le tasse, nonostante gli sprechi, le inefficienze e le furbizie del governo centrale sono necessarie ed imprescindibili per tutti, per il sistema sociale che abbiamo e che garantisce o dovrebbe garantire tutti.
Mi riesce difficile confrontarmi perchè non è soltanto questione di elite, di porsi sul piedistallo, è, come dice Marcello,difficile confrontarsi con chi vuole dimenticare chi non ha le stesse possibilità e chi rappresenta le diversità per rintanarsi nei privilegi e nella ricchezza. Il nord che lavora va avvicinato, ma anche rieducato a certi valori che gli Alpini di Bassano probabilmente ricordano.
I grillini in trentino invece mi hanno stupito.Autonomia, ricchezza, benessere. Sviluppo forse. L’autonomia di sicuro funziona.
C’è volontà di cambiamento tra i seguaci di grillo, attività e sguardi rivolti al futuro. Tematiche come l’ambiente, l’informazione, la giustizia, sono di tutti e mi pare che tra i grillini siano sentite, e forse nella campagna elettorale del pd non è stato dato giusto valore a questi temi.
Sono d’accordo quindi sul ridare valore al 25 Aprile, sul ricordare e rispettare certi valori, non avrei scelto il 25 aprile come data del 2° V-day, ma sono a favore di queste dimostrazioni di piazza dalle quali noi “sinistra” ci siamo allontanati senza sufficienti riflessioni.
Forse anche l’amico francese ha un’idea diversa della piazza e del popolo.

Dario

non vi ho ancora letto, ma sono contento! leftisright è vivo, e siamo tutti qui:-)

Erri

il federalismo è egoismo!?
e l’attuale centralismo inefficiente cos’è?

urge post sul federalismo, roba nostra, proposta e avanzata storicamente da noi poi lasciata in mano alla lega.

appena ho tempo lo faccio, e spero di arrivare prima di travaoux!

emi

Concordo sull’utilità,anzi sulla necessità di avanzare una proposta seria riguardante il federalismo,che non sia la trasformazione da centralismo statale a centralismo regionale, come è da sempre il progetto della Lega.

@PER MARCELLO: nessuna nostalgia nè del PCI, nè tantomeno dei bei tempi andati,ma proprio perchè il mondo è cambiato sarebbe necessario uno sforzo per tentare di capirlo, interpretarlo e possibilmente tentare di indirizzarlo proponendo soluzioni e restutuendo una visione a questo nostro paese ormai così provato( è questo il riformismo o sbaglio?).Proprio per questo credo sia necessario un grande bagno d’umiltà da parte di tutta la sinistra, dirigenti, militanti, elettori…ripeto continuare a incolpare il destino cinico e baro del fatto che non vinciamo una elezione da sempre( e anche quando ci siamo riusciti non siamo mai stati veramente maggioranza nel paese) è il modo migliore per continuare a perderle e per soffrire veramente della “sindrome del PCI”, essere un grande partito che riteneva di rappresentare la parte migliore del paese continuando a restare all’opposizione.

silvia

Federalismo è anche responsabilità certo, ma quello auspicato da Bossi, almeno in passato mi sembrava più tendente all’ egoismo. Non difendo le inefficienze centrali, né tanto meno quelle del Sud, solo che non sono favorevole al federalismo all’italiana. Non mi pare una soluzione per l’Italia.

marcello PER EMI

Per emi: dillo ai dirigenti del Pd e di tutta la sinistra che nn cè più in parlamento… dillo a tutti quelli che a livello di comune, provincia, regione, nazione da sinistra hanno nome, cariche e potere… di a questi signori che devono imparare a dialogare con i cittadini… non a me che con la gente parlo, mi confronto quotidianamente con chi non la pensa come me, al progetto di un paese democratico o almeno di una possibile realtà diversa ci credo fortemente, dillo a loro che non vogliono mai mollare sedie e incarichi per far spazio a giovani laureati con idee e senso di società nuovo, diverso più al passo coi tempi… DILLO A LORO CHE DALLA PARTE DELL’ARCOBALENO INVECE CHE METTERE A CAPO NICKI VENDOLA HAN RIPROPOSTO BERTINOTTI E DILLO A QUELLI DEL PD CAPACI DI PERDERE ROMA PROPONENDO COME SINDACO UN IMPALPABILE RUTELLI… ripeto dillo a lor signori… che nei loro circoli si trovano giovani di valore e spesso non li cagano nemmeno… dillo aLORO CHE LA POLITICA SI FA PER ETICA E NN PER PURI INTERESSI PERSONALI SOPRATUTTO SE SI STA A SINISTRA, DILLO A LORO E NON A ME… E QUI MI FERMO SE NO MI INCAZZO DAVVERO!!!

silvia

@Dario
Torna tra noi. Manca la tua decisione calma e pacatezza.

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