Salito sul treno Bologna-Venezia ieri pomeriggio di ritorno dall’università, ho trovato sul seggiolino al mio fianco un quotidiano abbandonato… sono cose che fanno sempre piacere ad un pendolare malauguratamente sprovvisto di letture per il rientro a casa e poco male se il giornale in questione è -ahime- il Secolo d’Italia.
Al centro della prima pagina un articolo contro la sinistra intitolato: “non è più onesto dire: ha ragione la destra?”.
Un articolo davvero curioso che riprendeva e calcava la lettera di Linda Lanzillotta al Corriere di qualche giorno fa e che così cominciava:
Caro direttore, rischio, merito, nazione, responsabilità, crescita, tecnologia, umanesimo, etica, sono parole che storicamente e tradizionalmente le culture del centrosinistra hanno percepito come estranee e talvolta in contraddizione con i propri ideali di uguaglianza e di solidarietà.
A ben vedere condivido pressochè totalmente il resto della lettera del nostro Ministro per gli Affari Regionali, ma questa premessa mi disturba e mi infastidisce, forse perchè dal mio punto di vista le cose non stanno affatto così.
So che dare lezioni alla Sinistra -più spesso parlarne male- è uno degli sport nazionali più praticati, ma almeno, quando lo si fa, lo si faccia bene. Mentre dal giornalista del Secolo non mi aspetto che conosca o si interessi alla storia e alla cultura dei suoi avversari -anche se dovrebbe farlo!!- dalla prossima compagna di partito Linda lo pretendo.
Stiamo ai fatti: nel dibattito sul nuovo partito secondo il Ministro occorre individuare un insieme di parole che possano intrinsecamente veicolare messaggi chiari rispetto alle idee e ai valori del nostro riformismo; così mentre merito e responsabilità in questo senso saranno parole-idee auspicabilmente imprescindibili nella fondazione del PD, dall’altro lato semplici termini come crescita (”di più per tutti”), tecnologia e etica non sono in sè affatto esaustivi e necessitano di specificazioni: che tipo di crescita? crescita di che cosa? (E per ora eviterò accuratamente parlare della nuova parola-idea nazione).
Credo che dietro questo giro-giro-tondo sulle parole, occorra con urgenza chiarire le nostre idee di libertà e sicurezza e di ugualianza e diversità, quindi la nostra idea dello stato, la forma dei rapporti fra individui e religioni, i diritti individuali, il concetto di cittadinanza, e certo anche la tecnologia ma non senza parlare di ambiente, etcetc…
Le parole-idee -per favore- vengano dopo le idee e -per cortesia- siano qualcosa di degno e di denso, non parole slogan che piacciono tanto al Secolo d’Italia, vuota esteriorità, puro marketing stile publitalia.
Scritto in
Partito Democratico ~ Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso i feed
RSS 2.0.
Puoi
lasciare una risposta, o un
trackback dal tuo sito.