Nonostante per me siano settimane dense di impegni, non posso fare a meno di pensare alla tragedia di Torino, che purtroppo non è ne tantomeno rimarrà un caso isolato… di morti bianche purtroppo in una logica del profitto ce ne saranno altre è inutile nascondere la verità…
Penso che mio padre è in fiat dal 79 che ha fatto per i primi 5 anni solo il turno di notte e per il resto arriverà alla pensione (sempre che i maiali gliela diano) nel 2011 facendo i tre turni…
Si mio padre come tanti operai in Italia e nel mondo, tribola da una vita, è dal 93′ che non sa cosa significhi avere un week-end libero (con i turni lavora sabato e domenica)… le ragioni per cui ha fatto determinate scelte sono le ragioni di tanti altri: portare a casa più soldi possibile per sostenere la famiglia e in particolare suo figlio cioè il sottoscritto.
Inutile dire che sono orgoglioso di mio padre, lui lo sa che lo rispetto come io so che se nella vita ho potuto curare il mio handicap, ho potuto studiare e ancora lo stò facendo, ho potuto vivere, lo devo ai sacrifici e agli sforzi dei miei genitori è l’unico modo che ho in fondo di pagare il mio debito con loro è quello di non buttare via la mia vita e di provare di realizzare qualcosa di decente.
Se nel mio piccolo riuscirò a realizzarmi, per ora ci sono solo buone premesse ma ci arriverò costi quel che costi, ci sono cose non dimenticherò mai: il valore del sacrificio, del rispetto, dell’onestà, dell’umiltà che si lega ad una determinazione nel riscatto sociale e personale… valori che si respirano e si vivono nelle case e e nelle famiglie di tanti operai.
Nella ricerca di me stesso attraverso le esperienze della vita non scorderò mai da dove vengo, non scorderò mai e lo dico con orgoglio di essere figlio di operai.
Non sono riferimenti nostalgici a classi o periodi storici, non è nemmeno il fatto che dopo Torino mi sono reso conto che anche mio padre è operaio, non si tratta di questo… non mi chiamo Bondi o Delpietro… quello che scritto sopra l’ho sempre saputo, cè l’ho dentro il cuore, è dal 92, allora avevo 11 anni, che condivido i dolori e sacrifici di una vita da operai con i miei genitori, in quegli anni mio padre ha perso i suoi genitori e per un anno e mezzo la fiat la messo in cassaintegrazione senza un valido motivo… momenti difficili che sono sicuro possano essere film già visti da tantissime altre famiglie di operai…
Lo so che una volta spento l’evento della notizia, la malainformazione giornalistica italiana cercherà un nuovo scoop, le telecamere si spegneranno e sitornerà all’Isola dei famosi e a Buona Domenica, però con tutto il cuore mi auguro che Prodi, Napolitano e quella piccola fetta del mondo politico che ancora esercitano il loro impegno con l’etica non si dimentichino delle classi operaie… propongano leggi e controlli concreti… e che si impegnino a farle applicare.
Tornando a Paulo Freire ( stò preparando un suo libro per un esame: “la pedagogia degli oppressi”) vorrei citarvi due pezzi di questo autore…
… “Agli straccioni del mondo e a coloro che in essi si riconoscono e così riconoscendosi con loro soffrono ma sopratutto con loro lottano”… “Ecco il grande compito umanista e storico degli oppressi: liberare se stessi e i loro oppressori”… “Non esiste altro cammino se non la pratica di una pedagogia umanizzante, in cui i leader rivoluzionari, invece di sovrapporsi agli oppressi e di mantenerli nella condizione di quasi-cose, stabiliscano con loro un permanente rapporto di dialogo”…
Marci
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sebastiano
I tuoi post sono sempre un ammonimento. Un invito costante al coraggio e all’autenticità. Che dire, sono d’accordo ma soprattutto grazie per l’energia vera e mai artefatta con la quale scrivi e con la quale credo tu viva. C’è bisogno di emozionarsi e di appassionarsi; tu ne dai sempre l’occasione.