Lettera aperta ai “Cari Compagni”…

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Edit: AGGIORNAMENTO (ore 19,30): Pare che si dimetta l’intero esecutivo. Non darà molta soddisfazione, ma è anche in queste cose che si vede lo stile. Una volta abbiamo sbagliato, due forse no. Stavolta non lo lasciamo a pagare per gli errori di tutti. Felice, se si può dire, di essere stato smentito.

(a mente calda: 16,30)
Ancora una volta pagherà l’unico con il coraggio delle proprie azioni: è già successo e succederà ancora. In un mondo nel quale la legge della fisica dice che ad azione corrisponde reazione, viviamo in una società politica nella quale ad una dichiarazione non risponde un’azione.

Tranne in un caso.

Un unico fottutissimo caso.

Il ministro degli esteri Massimo D’Alema.

Era solo nel 2000 quando perdendo le elezioni regionali si dimise? No, c’era un partito ed un governo alle sue spalle. Eppure pagò da solo lo scotto delle decisioni di cui si era fatto punto di riferimento.

Altro giro altra corsa… di nuovo D’Alema paga in prima persona l’intera politica di un governo. Vittima di persone che definisco ignobili, e purtroppo da tanti, troppi giudicati persone coerenti con le proprie idee e incapaci di votare contro la loro coscienza.

Balle. Assolute Balle.

Nando Rossi non è un pacifista. Se ne fotte del pacifismo. Guadagna una tonnellata di soldi in più con l’uscita della sua persona dai comunisti italiani. E nessuno ha le palle di gridarlo. Fa il personalista e vende cara la pelle dell’appartenenza a questo governo. Molto cara. Tanto cara che a farne le spese è l’unico ministro che aveva guadagnato consensi invece di perderne. L’uomo, si deve avere il coraggio di dirlo, della pace tra Israele e Libano (meglio mi correggo: del cessate il fuoco, ma in quella regione, a mio avviso, contano anche i piccoli risultati).

Riflettano i piccoli partiti della coalizione, troppo spesso fatti da piccoli uomini. Mandare in parlamento un De Gregorio o un Nando Rossi è un suicidio, per la coalizione e il partito stesso. Non vigilare sui propri candidati è una mancanza enorme, un atto che, con questa legge elettorale, si apparenta all’harakiri.

Saluteranno con gioia questa notizia gli oppositori interni della coalizione. Brinderanno alla fine del regno di terrore di D’Alema. Uno dei pochi con qualche nozione di politica vera, non di parole ma di fatti.

Mi sono rotto i coglioni di pugnette. Le pugnette vanno bene per gli adolescenti, come le chiacchiere di politica. Le chiacchiere sono la malattia venerea di certa sinistra. Parliamoci pure addosso, tanto le parole volano. Sono i fatti che contano. E tra i tanti fatti la fine delle ostilità in Libano, il ritiro dall’Iraq, il non concedere agli USA un incremento di forze in Afghanistan e l’ingresso dell’Italia quale membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU erano risultati da ascrivere all’ormai ex ministro Massimo D’Alema.

Avete, e mi rivolgo ai responsabili di Rifondazione e Comunisti Italiani, mandato in parlamento personaggi biechi e ingovernabili, che hanno tradito non solo il governo, fosse quello, ma il mandato degli elettori. Spero che questi stessi elettori, la prossima volta, vi rendano pariglia.

E poi, per favore, la pugnetta eterna sull’Afghanistan. Nemmeno io la ritengo una guerra giusta, per l’amor del cielo. Ma è scritto a chiare lettere sul programma dell’Unione che voi, e non io, avete firmato. L’Italia appoggia le missioni Onu in corso. Ma porca puttana, quella E’ una missione sotto egida Onu. Non ci sono cazzi o scappatoie. Vi affannate a ripetere che dobbiamo attenerci al programma. E quello era.

Tanto so che fa più male a voi che a noi. Se mai avremo la fortuna di vedere il PD nascere credo proprio che di alleanze non se ne parlerà più. E guai a voi a prendere l’eredità del PCI. Quello era un partito responsabile, fatto di gente che di fronte alle necessità nazionali rispondeva presente, anche quando la lotta era durissima (l’austerity e la lotta al terrorismo, ma anche l’amnistia). E mi dispiace, perchè nel nome che portate ci sono parole a cui tengo, valori che sento miei. Ma se i valori non si è in grado di interpretarli e di incarnarli si è nulla, nulla, nulla.

Avete sbagliato. Punto. A pagare è Massimo D’Alema. L’unico a quanto vedo a portarsi sulle spalle la responsabilità delle azione oltre che sue anche di altri. Bella moralità comunista. Di fronte a due dei vostri che macellano una mozione da voi appoggiata, l’unica cosa che sapete dire è: il governo vada avanti. Anche se perde i pezzi. Ma per una volta nella vita, quell’estremismo malattia infantile del comunismo, volete farlo crescere? Prendere una cazzo di una volta una responsabilità? No, nemmeno quella di vigilare sulla gentaglia che avete mandato in parlamento.

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4 Responses to “Lettera aperta ai “Cari Compagni”…”

Lou

Ma per quanto tempo ancora dovremmo farci massacrare ed essere sempre gli unici a pagare per colpa della sinistra radicale?
Quando qualcuno avrà uno scatto d’orgoglio e dirà che con la sinistra radicale non si tratta più? Quando si farà una scelta coraggiosa e un progetto di lungo termine?

Eloi

Intendi di fare un partito riformista da 35-40% legato ad una bella legge elettorale maggioritaria?

Cominciamo da domani.
Facciamo andare il congresso come deve e il parlamento cambi sta legge.

Lou

Si, intendo fare il Partito Democratico partendo da un 35% e con una legge elettorale sul modello del doppio turno alla francese,

Requiem for a Dream

Forse è la stanchezza o la rassegnazione. Ma non vedo vie d’uscita immediate alla crisi. Perchè è vero che il governo è vittima di se stesso e degli scarsi numeri al senato e che in questa situazione non si può nemmeno andare ad elezioni. Legge fortemente maggioritaria e PD subito. Ma non un PD vuoto mera accozzaglia di vestigia DS e margherite. Fino ad ora il governo mi era sembrato qualcosa in più della somma delle sue parti. Da oggi in poi, con il bis di fianco al Prodi, temo in un gioco al ribasso. Riempiamolo questo stramaledetto progetto politico. Perchè con le parole non si va da nessuna parte.

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