c’è un fantasma che si aggira per l’italia, che sta cominciando a prendere forma, colore, una voce…
c’è un’onda che sta salendo, e s’ingrossa, e che potrebbe travolgere tutto.
una marea che sale, di fronte a cui temo i cittadini rimarranno inermi. o meglio: agiranno, ma come fossero burattini.
è questa “crisi della politica”, di cui ormai tutti parlano: in una recente intervista al corriere d’alema ha addirittura agitato lo spettro del ‘92, della crisi della prima repubblica. lasciando trasparire il sospetto di un disegno…una sorta di trappola…
la pubblicazione del libro di rizzo e stella, “la casta”, l’intervento di montezemolo al convegno della confindustria, la prontezza con cui la quasi totalità dei giornalisti sta “montando” questo caso…è difficile pensare siano eventi non coordinati, almeno in minima parte.
e sì, secondo me c’è chi ha orchestrato per mettere in mezzo d’alema and company, tentando di elevare a capri espriatori di questa fantomatica crisi della politica coloro che, quasi per miracolo, si erano salvati dal transatlantico affondato nel ‘92.
…che quasi di miracolo si trattò…
nel ‘92 c’era la speranza, se non la promessa, di una nuova repubblica: purtroppo nel paese c’erano troppi ingenui, troppi coglioni e troppi uomini di malafede che credettero berlusconi potesse essere l’artefice del desiderato rinnovamento. invece, berlusconi è stato uno dei principali responsabili della restaurazione che è seguita…e ora siamo punto e a capo. quasi nulla fosse cambiato, quasi come eravamo all’inizio degli anni ‘90: siamo solo ad un passo dalla dc, perchè poi sia esattamente tutto come prima.
questa “crisi della politica”, su cui mi aspetto i giornali calcheranno molto la mano durante la prossima estate, temo invesitrà la sinistra in modo particolare, e drammaticamente. una specie di contrappasso ci colpirà tutti, per essere sopravvissuti alla crisi della prima repubblica, e per non essere stati in grado di costruire la seconda su basi diverse. e questo, nonostante gli sforzi donchischotteschi di gente come fassino, o d’alema, o bersani… quest’ultimo governo, con l’immobilismo forzato dalla sinistra più radicale e conservatrice, il numero imbarazzante di sottosegretari e grandi e piccoli scandali legati al governo, rappresenta in modo quasi caricaturale i difetti che erano propri della prima repubblica.
d’alema se ne rende conto. così come si rende conto di avere molti fucili puntati contro: quelli della stampa, di berlusconi e non, che potrebbero trasformare questo governo in una vittima sacrificale. senza travolgere anche altri, che invece meriterebbero anche più del governo di essere messi all’indice per aver restaurato un sistema immobile, corrotto, clientelare, antidemocratico, antimeritocratico, iniquo.
sono convinto che la sinistra pagherà più di quanto dovrebbe, perchè tutti i presunti savonarola che scrivono sui giornali e predicano in tv sono prezzolati, ed essi stessi parte di una “casta” con non meno privilegi di quella dei politici: l’ordine dei giornalisti e i suoi membri fanno parte della stessa metastasi che oggi denunciano. fanno parte dello stesso sistema, in connivenza ed in simbiosi con esso. …per questo le grida di questi savonarola, diversamente da quelle degli eroi disinteressati e sacrificati dell’inizio dei ‘90, non lasciano sperare in una rivoluzione, come lo scoppio di tangentopoli fece sognare alcuni (certo me). …tutti questi savonarola, lasciano piuttosto intravvedere solo uno scontro tra poteri.
tuttavia, sarebbe sbagliato ridurre tutto a questo, ad un disegno mediatico orchestrato da qualche grande burattinaio. queste grida non si levano dal nulla. fanno leva su esigenze reali e sentite nel paese: è vero che il sistema politico italiano costituisce uno spreco in proporzioni imbarazzanti; è innegabile che nè la destra nè la sinistra hanno mostrato il minimo interesse a ridurre questi sprechi; è vero che i nemici peggiori della nostra generazione, sia per i giovani di destra che di sinistra, sono i sindacati e gli ordini professionali, che rendono difficilissimo se non impossibile l’accesso al lavoro; è vero che il dibattito politico è preoccupantemente autoreferenziale. e si potrebbe continuare…
il partito democratico, nella mia testa, avrebbe dovuto far leva su tutto ciò.
si potrebbe sostenere che il tempismo della contromossa del grande burattinaio sia significativo. che non sia un caso che il sistema dei media attizzi questo fuoco proprio alla vigilia della formazione del pd: per evitare di lasciare al nascituro partito il monopolio di questo granaio cui dar fuoco.
..e questa sarebbe la versione più indulgente nei confronti del pd: che il governo abbia ritardato ad affrontare questi temi per primo, e che si sia lasciato battere sul tempo.
…ma c’è un’interpretazione meno indulgente, che guarda caso mi pare più plausibile… probabilmente semplicemente in ragione della mia pretesa innata e sbagliata di usare la razionalità, che spesso mi si rimprovera su questo blog…
e l’interpretazione meno indulgente è la seguente: che un nucleo significativo del pd non sia semplicemente ritardatario, ma assolutamente SORDO, rispetto a tutti questi temi. anzi, ancor più che sordo, sia complice nel perpetrare lo status quo che è all’origine di questi problemi.
per esempio:
prodi ha commentato l’intervento di montezemolo con queste parole: “si commenta da solo”.
…beh, a me pare che l’unica cosa che si commenti da sola, sia il laconico commento del primo ministro!
… che cosa vuol dire “si commenta da solo”? che cazzo vorrebbe dire?!
il commento di prodi è assolutamente vuoto. un sarcasmo puerile e stupido, perchè privo di contenuto, che il primo ministro ha peraltro più volte usato nei mesi recenti, quando è stato esposto a critiche.
un sarcasmo stupido, perchè si appella solo all’autorità, non all’autorevolezza degli argomenti. …dietro il “si commenta da solo” di prodi, ci sta solo la lesa maestà dell’establishment politico, toccato a fondo da uno che si sperava fosse un alleato. ma oltre alla lesa maestà, prodi non ha mostrato alcuna reazione rispetto al contenuto vero del messaggio di montezemolo.
la reazione “a caldo”, non solo di prodi (persino fassino, mi duole ammetterlo, va incluso in questa infausta lista), è stata la conferma più lampante che si potesse avere del problema denunciato: che la classe politica è una classe padrona, parassitaria, del paese. incapace, o disinteressata, di capire i problemi della nostra società.(*)
per fortuna, le reazioni a freddo si sono mostrate meno avventate: apparentemente riflettere prima di aprire bocca talvolta è d’aiuto. infatti, non solo d’alema, che al solito queste cose le capisce al volo, ha cominciato a riferirsi espressamente alla “crisi della politica”. ma oggi persino bertinotti ne parla.
…ora, si sta adottando la tesi mediatica tanto cara agli amici del fu luther blisset project: moltiplicare il messaggio, in particolare la fonte del messaggio, per distorcerne e indebolirne il contenuto.
quello che capiterà ora, è che tutti i politici, di destra e di sinistra, al governo e non, parleranno della “crisi della politica”. e nel parlare di questa crisi, svuoteranno le parole del loro senso, diventando ulteriormente autoreferenziali, aggravando ulteriormente la crisi stessa.
e, aggravata la crisi, aumenterà il potere di chi si sta mostrando essere maggiormente in grado di cavalcarne la denuncia: il gruppo editoriale rizzoli&CdS e la confindustria, espressioni della borghesia industriale, e dell’aristocrazia liberale milanese.
…secondo me, se il pd non abbandonerà in fretta la strada intrapresa con l’inclusione, tra i 45 stronzi, di gente come follini e loiero, la strada intrapresa con una certa riabilitazione di craxi, la strada della cooptazione e delle logiche di partito della prima repubblica, presto nascerà un nuovo partito (oppure si farà un patto col diavolo e forza italia sarà trasformata in tale partito), che sia espressione della aristocrazia liberale e della borghesia industriale, che tenterà di proporsi come fautore di una rivoluzione liberale di cui secondo me il paese ha bisogno.
se il pd non cambierà la strada che sembra avere intrapreso, la sinistra verrà travolta.
la rivoluzione liberale è destinata a creare una tempesta nell’elettorato. …io spero che questo forte e concreto desiderio di cambiamento non verrà tradito ancora una volta, come negli anni ‘90 era facile prevedere avrebbe fatto berlusconi.
…ma come dicevo, tutti questi savonarola prezzolati che urlano mi rendono molto pessimista…
certo è che le cose in italia sono insostenibili. le cose devono cambiare. mi piacerebbe il pd si proponesse come un’entità credibile, con il desiderio e la capacità di attuare questa rivoluzione liberale. ma i primi passi del pd mi lasciano profondamente, SCHIFOSAMENTE, pessimista.
ad un certo punto, e qui eloi penserà che ormai sono inesorabilmente di destra (ma me ne frego), non me ne frega di sapere CHI sarà a cambiare le cose.
basta che cambino!
SONO STUFO di mafiosi e di parassiti. non sopporto che per colpa di questa classe politica, intesa in senso lato (i.e. includendo gli ordini professionali e le baronie universitarie), abbia dovuto lasciare il MIO paese, senza avere la prospettiva , con ragionevole certezza, che un dottorato in un dipartimento top10 mi consenta di entrare almeno come l’ultimo sfigato in una QUALSIASI università italiana.
non me ne frega un cazzo di CHI sta a palazzo chigi, se in italia non riuscirò a tornarci.
voglio poter tornare a casa mia! e che l’italia sia un paese in cui uno della mia età che ha voglia di sbattersi, e che si stia sbattendo come sto facendo io, abbia delle opportunità! …questo voglio dal pd: non solo per farmi la tessera, ma per votarlo, o anche solo per poter stare a sentirne i discorsi!
mi sono proprio rotto di tutta questa merda!!!
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(*)…è chiaro che le affermazioni di cui sopra sono di massima, e che le eccezioni ci sono. quindi è inutile mi spieghiate di “stare attento a generalizzare”.
Non c’è bisogno di generalizzare: io sto parlando di fenomeni, o tendenze, dominanti. non serve siano “tutti” così, basta che lo siano in molti.
Eloi
eloi penserà? eloi sa!
al di là di cosa pensodi te, anche a me poco importa CHI rivolta questo paese come un calzino. e a sto punto quasi non mi interessa quasi neppure in CHE DIREZIONE lo stravolge, purchè si rompa un meccanismo.
sottoscrivendo quanto sopra, mi chiedo: quale contesto (partito) può essere più sensibile e più attento a QUESTO questioni di altri?
le stesse cose di sopra, si potrebbero dire in FI o in AN?
ammessi tutti i limiti (ideologici) degli ex comunisti, qua o si da forza ai vari letta, bersani, cuperlo, rossi, cofferati (parlo di come sta rivoluzionando i rapporti fra sinistra-legalità-sicurezza) oppure a CHI??
in italia a CHI??