Mattina al Neon

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Avete mai provato una sensazione di benessere assoluta? Quella sensazione, rapida e istantanea, che vi dice: “ nulla potrà andare storto?”. Io si, un paio di volte nella mia vita. Ed è stato l’inizio della fine. Perchè subito dopo aver provato quella sensazione, di solito arriva la tranvata in piena faccia. E tutto comincia ad andare a rotoli, tutto scorre sempre più rapido su quel fottuto piano inclinato discendente che si chiama vita.

Stiamo attenti, perchè il momento dell’ottimismo è il momento più duro da affrontare. Quello più complesso. Quando il benessere si irradia dalla pancia al cervello senza bisogno di eroina vuol dire che la pallina è in cima, e sta per cominciare a rotolare.

Anche se, a volte, la discesa all’inferno non è male. Non manca la buona compagnia, e nemmeno la capacità di pensare. Perchè quando si precipita il tempo si dilata, e forse si rivive. Certo si rivivono i momenti pessimi, ma sono quelli che ci fanno sentire vivi.

Ed è così che mi sveglio ogni mattina. Con la pallina a metà del piano inclinato, ed è già lì che rotola verso il basso. E quando mi sveglio così, per cercare di arrestare la caduta, c’è una sola soluzione: pensare al Partito Democratico. Scherzo.

Ma un palliativo c’è. Che esca di casa in auto o in bici, prendo l’ipod rosso fuoco, ormai l’ultimo rossastro elemento della mia vita, infilo l’autoradio o gli auricolari, ruoto il pollice sulla ghiera digitale per alzare il volume e selezionare l’artista desiderato, e ascolto. E per un attimo, nel tragitto che va da casa al lavoro, sorrido della più cupa disperazione.

E’ un nero specchio quello che mi accoglie tra le sue braccia, una bibbia al neon di incredibile potenza. Suono gonfio, sporco, riverberi e strutturazioni orchestrali, testi da lacerare l’anima in una lunga cavalcata nella storia e nell’oggi della musica occidentale rock e post-qualcosa.

E’ l’oceano di rumore che si acquatta nella mia anima, è quel grido straziante che non vuole morire, non vuol guerreggiare vuol soltanto sentire la sua anima gridare piangere e contorcersi.

A volte, nella vita, capita qualcosa che cambia le carte in tavola. Può essere un incontro, un film, un libro, un viaggio. In questo caso un disco. O no, sono certo, La Bibbia al Neon non ha cambiato la mia vita. Ma mi aiuta a sorridere ogni mattina, anche se scava nei più bui recessi della mia anima, anche se è pervaso dall’orrore dell’indifferenza. Lavorare per la chiesa mentre i tuoi fratelli muoiono, non sentire il loro grido di dolore. No, dear brothers, questo Iraq non è un nuovo Viet-Nam. E gli Arcade Fire non sono i nuovi E- Street. Ogni volta è diverso, ogni volto è diverso.

E’ solo la nostra fottuta imperfezione a farci pensare che ogni evento sia paragonabile a quelli avvenuti in passato.

La differenza più grande tra un uomo e un animale è noi crediamo che domani possa essere diverso da oggi. Che esista un concetto di progresso, di cambiamento. Il castoro sa che domani come oggi costruirà la diga, il salmone che risalirà il fiume. L’uomo si illude di poter scendere il fiume e abbattere la diga. Eppure quando ragiona continua a vedere l’oggi uguale a ieri. Iraq = Viet-Nam. PD=DC. Parole stupide le mie come al solito. Giornata stupida come al solito.

Prendo le cuffiette bianche lattee, le infilo. Il mio corpo è una gabbia che mi impedisce di ballare con colei che amo, ma la mia mente possiede la chiave. E lo spiritual si gonfia a dismisura fino a farsi graffiare da barocchismi chitarristici.

My mind holds the key.

Will our minds find the keys?

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6 Responses to “Mattina al Neon”

Paul

Respect

Federico AS

Grande post.
Monumentale, come Neon Bible. ;)
Null’altro da aggiungere. Hai detto tutto quello che si poteva dire.

erri

ancora! ancora!

silvia

E così mic sei ancora vivo..e profondo.

Io sono qui con un portachiavi in mano..
Il 3 luglio dovrebbe arrivarmi il vostro documentario..
ti abbraccio

marci

porca puttana travagli…

Erri @ Work

vero ch’è fastidioso?

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