in verità, mi dico: i funerali in pompa magna li ho sempre trovati di cattivo gusto. quando non pacchiani.
volgare è certamente l’usanza, tipicamente adottata in queste circostanze, di salutare il feretro con un applauso. quasi a sancire, per emanazione popolare, un’idea che forse pure condivido: che la vita sia una rappresentazione teatrale, e null’altro.
ma allora si applauda a tutti i funerali, ciascuno epilogo di una specifica rappresentazione. invece si applaudono solamente i feretri di personalità pubbliche. solo ai personaggi illustri si impone il peso di un saluto alla stregua di quelli che si tributano agli attori sul palco, ai giullari di strada, agli intrattenitori di ogni sorta: a costoro si impone di morire come fossero vissuti nella loro unica dimensione pubblica, di intrattenitori. alle personalità pubbliche si impone di morire da personaggi, non da persone.
è forse la mia natura atea (chè sospetto si sia atei per natura, piuttosto che per scelta) che inoltre mi fa considerare l’ironia di un applauso rivolto ad un assente, che non sente: applauso che celebra la folla plaudente, anzichè il destinatario. …come l’usanza, tipicamente televisiva, di applaudire se stessi… i concorrenti dei quiz che applaudono le proprie risposte azzeccate; le ballerine che applaudono la loro stessa scosciatissima performance; i conduttori che lanciano da soli l’applauso per la loro arguta battuta… così, la folla plaudente, celebra se stessa. la propria presenza. un rumoroso e collettivo “io c’ero”. che, per carità, può essere importante da testimoniare, ma che riserverei a serate commemorative, senza trasformare un funerale in uno show.
chè i funerali sono per gli uomini, non per i personaggi. e nessun uomo dovrebbe essere violentato a morire come avesse vissuto essendo solo un personaggio.
ps: chiaramente questo non c’entra niente con antonioni. ho colto solo l’occasione per scrivere mie riflessioni, che v’interesseranno punto. ma tant’è. ciao a tutti.
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silvia
Fa sempre bene leggere le tue considerazioni, che condivido in pieno. Ben tornato.