In questi giorni, in seguito alle disgrazie capitate a torino, si sta parlando molto del problema delle morti bianche.
Come spesso capita, ho trovato un post molto interessante su NfA, di andrea moro.
lavorando un po’ con dati ISTAT ed EUROSTAT, andrea mostra quali sono le differenze degli infortuni (mortali e non) sul lavoro tra italia ed europa. abbastanza sorprendentemente, sembra che la differenza sia quasi tutta da ricondurre alla maggiore mortalità stradale: la maggior parte delle morti sul lavoro, ed in particolare quelle “in più” rispetto agli altri paesi europei, sono in realtà incidenti stradali. dunque l’anomalia italiana non starebbe tanto nella minore sicurezza delle “fabbriche” (in senso lato), ma plausibilmente in due possibilità: la maggiore pericolosità del sistema stradale, o la maggiore incidenza del traffico merci su gomma.
agli interessati, consiglio di leggere l’articolo di andrea, come sempre su queste cose estremamente chiaro e puntuale.
altrimenti, riassumo il messaggio fondamentale copiando la seguente frase e grafico, che per lo più non richiede alcun commento:
Il seguente grafico mostra come nei settori considerati, se si escludono le morti dovute al traffico, gran parte della differenza fra Italia ed il resto dell’Europa vengono eliminate, almeno dal 2000 in poi. Si confronti questa figura con quella corrispondente al totale dei decessi sul lavoro riportata nel precedente articolo. In essa, la differenza fra Italia e media europea, nel 2004, è di quasi 1 morto ogni 100mila occupati.
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simo
mi auguererei semplicemente che si intervenisse seriamente per evitare altre tragedie. non conosco le normative sulla sicurezza sul posto di lavoro, penso però che eseguire controlli costanti possa servire ad evitare altre drammatiche vicende. penso.