non per fare la cassandra…

<  non per fare la cassandra…

sebaAllego il documento che appare sul sito delle primarie, per onestà intellettuale, non per fare disfattismo. E perchè si sia pronti ad affrontare anche a ferrara quello che paola caporossi ha rilevato all’intetrno dell’ultima riunione del comitato dei 45 (si veda anche la sua intervista inquietante sul sito dell’associazione per il partito democratico) e che rimette aimè completamente in discussione le tante belle cose che ci siamo detti fino ad ora…

Lo scorso 18 giugno DS e Margherita, sono arrivati al comitato dei 45 con un patto blindato sulle regole per condurre le primarie del PD: hanno proposto ed è stato deciso di eleggere 5 persone per ognuna delle 475 circoscrizioni con un sistema proporzionale a liste corte senza possibilità da parte dei cittadini di indicare le proprie preferenze sui candidati.

A nostro parere, con questo sistema non potranno che prodursi i seguenti effetti:

1. Le segreterie dei due partiti decideranno chi eleggere nelle circoscrizioni, andando semplicemente alla conta delle percentuali della corrente Margherita e della corrente DS.

2. I cittadini che volevano un partito rinnovato avranno minor interesse al voto e non andranno a votare e rientreranno nella propria profonda delusione verso la politica.

3. Le liste non presentate da DS e Margherita si moltiplicheranno disperdendo le energie della società civile in mille rivoli.

4. L’elezione del segretario unitamente all’assemblea finirà per personalizzare questa tornata rendendo marginale la discussione sugli obiettivi e sui contenuti programmatici del PD e ponendo in primo piano, anche nei media, l’elezione del segretario ed i prevedibili giochi di potere che si verranno a creare all’interno del PD.

Il Sito delle Primarie del PD è stato presentato al comitato dei 45 e ha ottenuto solo disinteresse e scetticismo: il messaggio trasmessoci è stato che non è così che si fa politica ma l’insegnamento che ne abbiamo tratto è che fra i politici – con poche eccezioni - non c’è l’interesse né la volontà a renderci partecipi del processo costitutivo del PD !

La reazione a questo stato di cose può essere la depressione e il rientro alle nostre vite, osservando la discesa del PD negli inferi della fusione fredda e della sconfitta elettorale decennale, oppure…

cogliere quest’ultima occasione per contrastare la partitocrazia e dimostrare nei fatti che esiste una società civile capace e desiderosa di contribuire alla determinazione degli indirizzi della politica, con i pochi mezzi democratici a disposizione.

L’idea, sulla quale vorremmo un riscontro da parte di chi legge questo messaggio è la seguente:

1. Partire da subito con la selezione democratica dei candidati per partecipare alle primarie con una lista della società civile esterna ai partiti, che per fissare le idee chiameremo “liberalitalia”.

2. Da subito sarà possibile firmare (autenticando chi firma) per ogni candidato sul Sito delle primarie del PD. Questo processo di raccolta delle firme si protrarrà fino al 31 agosto 2007

3. Entro metà luglio, dalla collaborazione di tutti coloro che vorranno partecipare al successo dell’iniziativa,apportando il loro contributo su questo sito tramite forum e wiki, verrà reso pubblico un documento che illustrerà la mozione della lista. I commenti e le argomentazioni pro o contro una parola o una frase saranno pubblici, rendendo il processo assolutamente trasparente e creando così un precedente unico in Italia

4. In ogni circoscrizione verranno nominati quali candidati della lista Liberalitalia , con generi alternati, coloro che avranno ottenuto il maggior numero di firme.

5. I candidati della lista Liberalitalia, in una assemblea pubblica, eleggeranno il candidato segretario.

6. Questi nomi, che per quanto detto risulteranno eletti democraticamente dai cittadini, verranno presentati ai primi di settembre nei comitati provinciali per il PD sotto una unica lista nazionale, un simbolo ed una mozione unitari.

7. Dai primi di settembre partirà la campagna elettorale nella quale il lavoro dovrà essere portato anche all’esterno di internet, per renderlo conosciuto a tutti quelli che non vi hanno accesso e/o dimestichezza nell’uso.

Questa operazione ha senso solo se, alla sua base c’e’ uno scatto della società civile contro la volontà di conservazione dei partiti. Per questo ti chiediamo di aggiungere un commento a questa pagina, nel quale esprimere il tuo pensiero ponendo come titolo “approvo” oppure “disapprovo”.

Se questa iniziativa, come crediamo, riuscirà a raccogliere un vastissimo consenso, ci troveremo allora nella condizione di riuscire ad influenzare in modo determinante l’elezione del segretario del PD ed avere magari la maggioranza dell’assemblea del PD: è’ questo il nostro obiettivo, che siamo convinti possa essere condiviso da tanti. Se anche tu sei di questo parere, per favore, fai circolare questa idea sulla rete e falla arrivare a tutti quelli interessati alla vita democratica del nostro paese.

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9 Responses to “non per fare la cassandra…”

Federico AS

Parecchio interessante! Un operazione come quella del PD non avrebbe senso se non si coinvolgessero più persone possibile.
Trovo molto interessante anche quello che stanno tentando di fare iMille di Scalfarotto, Simoni e Adinolfi (http://www.imille.org/). Già che ci sono, segnalo il post di Luca Sofri sull’argomento (http://www.wittgenstein.it/post/20070620_57563.html)

Davidino

una proposta originale ma io voterò Veltroni….non credo a questa artificiale contrapposizione tra società civile e partiti….non ci credevo ai tempi di Moretti e dei girotondi, figuriamoci ora che si vuole costruire un partito!!!
un partito è naturalmente composto da cittadini, che pensano, decidono, si impegnano e non sono diversi dai loro concittadini solo perchè hanno una tessera in tasca….questa caccia alle streghe contro la “casta dei politici” fa bene solo all’antipolitica e non c’entra niente con quella questione morale (ricordiamoci Berlinguer che fa bene qualke volta..) che va risolta per riavvicinare la gente alla politica, rinnovarla e ripulirla dalle mele marce che però sono ovunque, non slo nei “palazzi che contano”…..
Invece di perderci in astruse proposte di liste e contro liste scimmiottando quei politici che poi si vuole mettere alla sbarra io mi concentrerei sui contenuti da dare ad un candidato fortemente legittimato dalla scelta popolare e a rinnovare i metodi di comunicazione e partecipazione politica….

Sebastiano

Ricordo che è stato lo stesso Veltroni a dire che è importante non lasciare per strada la “società civile” e le associazioni nel suo discorso (che ho seguito per intero). Inoltre mi sembra si equivochi fra girotondini e associazioni: i balletti di Moretti davanti al Quirinale e aliunde erano moti di protesta contro il dalemismo che nulla hanno a che fare con l’ossigeno che ha portato già più di dieci anni fa i comitati prodi a sostenere gli sforzi della politica di autorinnovarsi e che hanno ancora oggi la loro ragion d’essere perchè l’ondata di rigetto popolare nei confronti della politica corrispone ad un livello della classe dirigente attuale che è pari a quello degli anni del pentapartito. Terzo: dire che si voglia votare Veltroni non implica non votare la lista delle associazioni (non solo perchè si spera che si facciano le liste miste -vivaddio- ma anche perchè eventualmente c’è chi parla di prevedere il voto disgiunto). Le associazioni non servono? Non se ne comprende l’importanza ai fini di riattivare il circuito Paese reale-Paese legale? Basta dirlo e le associazioni se ne andranno, ma è chiaro che in questo modo il PD diventerà solo un bel conglomerato di DS e DL. Faccio poi notare che le “astruse proposte” sono fatte da persone chiare e trasparenti che hanno duvuto con tali “astrusità” ai machiavellismi delle stanze dei bottoni per non essere trattate come le pezze al culo dei grandi potenti (che di astrusità ne fanno molte di più ma in segreto…mentre alla luce del telegiornale rilasciano 2 dichiarazioni al giorno che non sono astruse affatto perchè sono la fiera dell’ovvio..). La politica non dev’essere nuova solo nelle strategie di comunicazione, altrimenti prego, continuiamo pure a rincorrere berlusconi (come avviene da 10 anni) sulla via del marketing politico. Viva la democrazia partecipativa, fatta di corpi intermedi che ricostruiscono l’humus culturale della politica attorno ai partiti senza farsene fagocitare per costituirne sempre un vero stimolo: questa è la sfida di oggi.

erri

sono d’accordo sul senso del discorso seba, ma il nodo (il lagame) da costriure fra paese legale e paese reale è esattamente il senso di un partito, non di una associazione!

la cosidetta società civile alza comprensibilmente e giustamente la voce quando i partiti non fuzionano come dovrebbero, ma per RICHIEDERE un partito vero, non un non-partito. per richiedere PIU POLITICA non MENO POLITICA.

la questione lista non è affatto un’astrusità, in particolare se si va verso primarie, ma tutto questo deve connotarsi a partire da un ragionamento democratico a MONTE ossia l’attenzione al consenso e alla rappresentatività.

davide dice di stare ai programmi, per me dice cazzate.
i programmi sono anche LE PERSONE che vuoi portare avanti.

e se si parla di persone, la domanda che ogni BANDA PER IL PD deve sapersi porre, non è “chi rappresenta meglio il gruppo” ma “chi rappresenta meglio tutti”.

più in generale anche per non incazzarci e prenderla sul personale, non perdiamo di vista che NON STAVA SCRITTO DA NESSUNA PARTE che DS e DL si aprissero come stanno facendo, che accettassero una sfida come quella che si sta affrontando, mettendo sul piatto (nel caso dei DS) una storia di un secolo, una identità, un patrimonio umano, culturale e materiale come quelli che hanno.

cioè qua non è berlusconi che scende in campo con tutto il suo patrimonio per fare i fottuti cazzi suoi.
qua c’è gente che apre spazi che (per quanto piccoli forse insufficenti certo con tante difficoltà e magoni) in questo paese non si sono mai visti e attualmente non si vedono in nessun’altro partito.

Sebastiano

Ringrazio enrico per la sua capacità di non essere “uomo di chiesa” e di essere un bravo intermediario e generoso ascoltatore. Si è visto questa settimana che ho forse il grosso difetto di dire troppo francamente ciò che penso e ciò che credo si dovrebbe fare. Non avevo comunque intenzione di dire che il PD deve essere un’associazione ma bensì una federazione, un corpo vivo nel quali vivano i vari milieux che ne sono all’origine, confondendosi. Dove le associazioni prendono parte al partito essendone al tempo stesso una delle propaggini nella società civile. Non penso che sia per filantropismo che DS e DL abbiano rinunicato alla loro sovranità, ma perchè si è capito che continuare su questa strada esausta del partito ottocentesco (come erroneamente continuano a fare i socialisti francesi) si sarebbe rivelato essere una soluzione fallimentare. Il vero coraggio sarà ora, nel modo in cui MATERIALMENTE la promessa della citata “apertura” avverrà. E’ vero, serve più politica, ma l’obiettivo è non deve essere una democrazia totalitaria alla Talmon (per me il Partito non è scritto nè con la maiuscola nè è, gramscianamente, “il Principe”), quanto innovare e semplificare il discorso politico nella sostanza, sfrondarlo delle demagogie e inspessirla culturalmente. Non ho ricette…se ne parli. Con rispetto. Tengo alla mia giugulare.

Davidino

Il bello della democrazia credo sia pensarla come la si vuole….certo, sottolineava sopra enri è stato un passo importante che due dei maggiori partiti della Sinistra italiana, eredi di tradizioni politico-culturali altissime, abbiano deciso di rinnovarsi nei metodi e nei contenuti aprendosi alla cosiddetta “società civile” e non solo….
Io penso che il nuovo partito non debba però essere federativo, e le liste miste su base ideale può servire a ciò, poichè in un grande partito plurale non esistono corpi associativi interni o intermedi, esistono correnti di pensiero organizzate che si richiamano a specifiche visioni ideali del mondo e della politica.
Le associazioni o organizzazioni collaterali sono un vecchio giochetto già fatto anche nel PCUS, penso invece che associazioni di massa e partito debbano confrontarsi a livello paritario e che per questo debbano essere autonome le une dall’altro….
Non vorrei ritrovarmi in un partito di comitati elettorali, scusate la venatura polemica ma è senza malizie, per cui penso che un candidato forte debba essere appogiato da una lista coesa, plurale e fortemente connotata programmaticamente…anche per questo slegherei dalla costituente l’elezione delle costituenti locali da arsi con più liste miste ma a livello locale….
Poi è ovvio che a livello nazionale ci siano più liste e che debbano essere miste, ma proprio per garantire un vero dibattio ideologico-programmatico e non solo un bel remake di “indovina chi…farà il leader del PD”, sarebbe ancor più bella se ognuna di esse presentasse un proprio candidato leader….

Sebastiano

“Quel popolo ha bisogno di esser riconquistato, ha bisogno di un contatto assiduo, non saltuario e interessato. Ha bisogno di sentirsi cittadino a tutti gli effetti e non solo portatore di voti. Non è un elemento residuale, un cittadino a cui si offre un eventuale strapuntino, come si evince dalla relazione di Vassallo condivisibile in tante parti ma non, appunto, sul ruolo eventuale delle associazioni e non sulla proposta di un presidente unico padrone del governo e del grande partito.
Siamo diventati esigenti e indispensabili non sui posti di potere ma sulle occasioni di partecipazione”. Così Sandra Bonsanti nell’ottobre 2006 ad Orvieto.

Davidino

Secondo me è inevitabile che i nuovo Leader del più grande partito italiano, il PD, sia anche il candidato naturale al governo del Paese, in Inghilterra è così da anni, il Premierato forte garantisce stabilità e l’elezione diretta del capo del governo darebbe più legittimità al governo stesso ed al partito che ha vinto le elezioni per agire senza essere costantemente ricattato da forze minori…

Sebastiano

le forze minori continueranno tranquillamente a ricattare se non passa il referendum o se non fanno una legge elettorale seria (opzione questa molto più dubbia della prima)…anche se noi avessimo (Dio ce ne scampi) un Brlusconi della sinistra. So benissimo che in Inghilterra è così e sarebbe certo auspicabile anche in Italia, ma non dimentichiamo che da noi nessun leader se ne andrebbe spontaneamente come nel Regno Unito

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