Partecipazione, Trasparenza, Merito

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dario.jpgRipensando alla bellissima serata di ieri, coinvolgente e partecipata, ho pensato che quando sono intervenuto volevo fare un discorso che in realtà non è filato per niente, ho l’impressione di esser stato poco chiaro e molto confuso. Per cui provo rimediare scrivendo, sperando di riuscire ad esprimermi un po’ meglio…
Volevo riferirmi a tre parole che penso siano legate a doppio filo: partecipazione, trasparenza, merito.
Tanto più in un momento come questo (“l’onda che sale”, cito Antonio) dove ogni azione non spiegata chiaramente da parte tua è subito usata dall’avversario contro di te - l’antipolitica è molto più facile della politica - la ricerca di una maggior partecipazione, di spunti esterni, di contributi anche piccoli al successo di un partito politico può dare più risultati quanto più si compiono atti di trasparenza e di ascolto. Il cantiere aperto di ieri sera è un brillante esempio.
Così, di contro, più persone che partecipano e che vigilano sono una garanzia, poiché è molto più difficile che chi governa (a livello locale come nazionale) possa latitare o tentennare sugli impegni che ha preso. Dunque più trasparenza chiama alla partecipazione, nello stesso modo in cui più partecipazione è garanzia di maggior trasparenza.
Trasparenza e merito. Ci proponiamo finalmente di riuscire ad eleggere con le primarie i nostri rappresentanti nel nuovo corso PD. Chiunque di noi lo farà sulla base del merito e della fiducia conquistata dal candidato.
La domanda che mi pongo io è: riusciamo a far sì che questa grande novità, così semplice non vada dispersa nel solito gioco al massacro, ma che invece la politica stavolta (così deprecata per tutto quanto) diventi addirittura il modello per riportare anche in tutti gli altri campi della società, nella vita di tutti i giorni, il merito come condizione per premiare una persona, per dargli il posto di lavoro che gli spetta, per diventare dirigente di una azienda, pubblica o privata che sia? Penso che premiare il merito sia una cosa che può (deve!) metter d’accordo molti, perlomeno a sinistra. Un paese dove l’esito dei concorsi pubblici è già deciso prima dell’inizio si infila in un tunnel di cui pagano le conseguenze tutti: perché ci affidiamo, in sostanza, a persone che nulla hanno fatto per conquistarsi quella posizione e perciò sono di poca affidabilità e competenza. Secondo me ci sentiremmo più tutelati tutti quanti sapendo che le persone che sono in condizione di influire su tante nostre piccole cose quotidiane sono state scelte con trasparenza sulla base dei loro meriti e delle abilità sul campo.
In sostanza, se la partecipazione convinta porta a scegliere con trasparenza i nostri leader per il loro merito, e se dalla politica (come PD, visto che non ci siamo riusciti finora) riusciamo finalmente a infilare le persone meritevoli nei posti che competono loro, può darsi che sia più semplice trasmettere, o dove necessario imporre, questa concezione (ormai perduta:-() in tutti gli altri ambiti, a cominciare ad esempio dalla sanità, fino a scuola e università, e tutto il resto…

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One Response to “Partecipazione, Trasparenza, Merito”

Anna A.

Salve a tutti, mi chiamo Anna ascani, ho 19 anni e sto cercando adesioni ad una counità online che sia la voce del pd giovani. Vorrei costituire un’associazione con sede in Internet, l’unico luogo di rappresentanza che sembrano averci lasciato, che raduni giovani di tutta Italia. Vorrei che fossimo noi a confrontarci per portare poi, ognuno nelle proprie realtà, un progetto comune, serio e forte. oguno nelle proprie città perchè capisco che Prodi, Fassino o chi per loro non sono disposti ad ascoltare le nostre voci, non quando si tratta di farlo davvero, lo dimostra la vergogna del comitato dei 45, tutti rispettabilissimi, ma vecchi. Non penso che i giovani siano migliori ma credo che abbiano il diritto-dovere di partecipare. Se siete d’accordo possiamo fondare un nuobo blog, forum o quello che volete da qualche parte, magari raccogliere documenti varie delle riunioni delle associazioni che rappresentiamo e, per chi non le rappresenta magari progetti o simili e organizzare poi direi a settembre un incontro dove crederemo più opportuno per confrontarci sul come porre la questione a livello locale e come farla diventare una questione italiana! Fatemi sapere che ne pensate, la mia mail è a.ascani@hotmail.it altrimenti trovate qualche mio intervento che dimostra le mie posizioni anche sul forum www.lafabbricadelpartitodemocratico.it. Fatevi sentire e spargete la voce. L’Italia la cambiano insieme!

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